Sunday, April 5, 2009

la finestra, a janela, das Fenster, the window, la fenêtre

Sto finendo questo libro di Pennac. Passaggi in cui mi sento a casa:

- "Il peperoncino rosso è un comprimiserie, la vergogna della nostra cucina. Il fagiolo ha la pelle nera, un cibo da schiavi, il riso è a stento una materia, colla da carta; il tuorlo d'uovo puzza come un peto fifone, l'interno di un ipocrita; le cipolle? Crude, lacrima di ragazza, cotte, pezzi di pelle morta; quanto al merluzzo ... (...) ... tutta la stupidità del Portogallo: andare così lontano dalle loro coste per pescare il peggior pesce del mondo!" (pagg. 29/30 - Il dittatore brasiliano sta descrivendo gli ingredienti del bacalhau do menino, piatto di sua invenzione assurto a piatto nazionale, offerto ai poveri nelle commemorazioni.)

- "Una caricatura assomiglia facilmente a chiunque. (...) alcuni altri dei miei amici traduttori dubitano che 'la finestra', 'a janela', 'das Fenster', 'the window' o 'la fenêtre' indichino esattamente la stessa cosa, poiché nessuna si affaccia sugli stessi rumori né si richiude sulle stesse musiche. (pagg. 48/49)

- (...) la scoperta incantata di quella lingua di cui la mia memoria ha lascitao fuggire via la maggior parte delle parole, ma di cui il mio orecchio conserva la musica, come ricordiamo il sorriso di un volto, lo spirito di uno sguardo, la vitalità di una persona: sertão, (...) saudade ('saudagi'), oh! l'impotenza della scrittura che non sa trascrivere la melodia delle parole straniere (...). (pag. 259)

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