Wednesday, April 25, 2012

25 | Bella Ciao, Sostiene Pereira

Indubbiamente uno di quei giorni in cui s'ha da dire qualcosa di sinistra, anche se il mondo è alla deriva, in quel che resta del mare di referenze sociali, iconologiche e quasi iconografiche del secolo XX.

Secca degli oceani.
Ma diciamolo lo stesso.

Il vino Bianco-Discount che mi verso nel bicchiere è molto populista e soprattutto lo è il bicchiere, prodotto in serie sicuramente da un operaio sottopagato, probabilmente algures nella Repubblica Popolare Cinese.

Ancora mi è molto difficile distinguere la forma dalla sostanza, il contenitore dal contenuto. Il medium dal messaggio.

Oggi, 24 aprile, sono andata alla riunione alla scuolina de LaDu.
Appese alle pareti, oltre a interpretazioni più o meno artistiche del "Pianeta Terra", le lettere e i numeri, c'erano i disegni relazionati alle cose più fiche del fim-de-semana.

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Sabato: LaDu sul divano che guarda da sola la TV.
Domenica: noi sorridenti che stendiamo il bucato in veranda.

E S E G E S I:

Sabato: sono una matre di merda. In realtà LaDu non era nemmeno da sola, ero lì con lei... ma non mi ha disegnata. Patatina, si sente sola. Ok, vero. Mi sono addormentata. Crimine! Perchè, suo padre non dorme!!?
Comunque...la cosa più importante è per lei guardare la TV...madre di merda!
Ok...era da una settimana che le dicevo che nel finesettimana poteva vedere Gli Aristogatti...Lei la TV la vede così poco. È normale e sano che voglia sentirsi nella media, per la normalità dell'audience (leggi, gli altri fanciulli).
Sù Annina, non puoi essere così dura con te stessa. Poi, non vedi come vi ha disegnato sorridenti la domenica??

Domenica: Che belle che siamo...e mi fa sempre con i capelli rossi anche se la tinta è sbiaditerrima!
...Ma...Povera stella, una bimba sfruttata che disegna quel che fa con sua mamma...i lavori di casa...sai che gioia.
Ma se siamo anche andate al sushi e a prendere il gelato e abbiamo fatto i giochi di parole così si tiene in forma...Ok...ti sei anche incazzata-a-bbestia perchè si é tutta sbbbbbbrrrrodolata il gelato sullo spolverino.

Conclusione: ebbene sì. Sei proprio un po' una Mutter del cazzo. Ok, tua mamma se ti sbrodolavi il gelato te lo lanciava nel fiume, in pasto ai pesci!
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Crogiolandomi nella mia autocritica distruttiva e nelle questioni karmiche accessorie, ho notato quanti bimbi non ritraggano mai la famiglia per intero. E non che i genitori siano separati.

È la vita di oggi che separa.
Bisogna fare i turni per star di guardia al nido.
Orrore.
Il resto è sterilizzarsi l'anima, 8h/dì. Minimo.

I miei genitori, nati nell'anno zero, sicuramente non potevano tutto quello che la piccola può. Mangiavano pane e mortadella, ma la mamma e il papà al finesettimana ce li avevano.
Vabbè poi son cresciuti con l'idea forte di famiglia e guarda come hanno tirato su noi...

E domani è il 25 aprile.
Tra 4/5 giorni, nessuno lo ha mai saputo, mia nonna avrebbe fatto 90 anni.
Mi dispiace non averla salutata quando è andata via.
Oggi l'ho raccontato a LaDu e lei, rassicurante e comprensiva come sempre, mi ha incoraggiato "Ok, mamá, allora poi le cantiamo i parabéns". (= tanti auguri, nda)

Che strano, quando il mio nonno ha fatto 100 anni non ci ho pensato.
Passi, nel settembre del 2008 ero nel mezzo di un trasloco mentale ed emozionale che ancor oggi mi assottiglia dentro.
Indulgente, come la cremina.


Penso agli italiani dell'anno zero (1945) e ai portoghesi della stessa epoca (1974); a quel che si poteva fare allora.
Alla Storia che si poteva vivere e scrivere sulle macerie delle guerre e con la forza delle coscienze cauterizzate dal fuoco posto sulle fiamme dei fascismi.
Mi fa male.
Non abbiamo saputo imparare nulla.
Non conosciamo niente di quanto è accaduto né a noi, né ai nostri vicini.
In Italia, appena sentiamo parlare delle bombe a grappolo disperse nell'Adriatico ci vengono i denti ricci e ci si appanna l'udito.
In Portogallo non si sa niente del 25 aprile italiano, e viceversa. (Va bene, in Italia qualcosa lo sappiamo per via di Stefano Accorsi, nei panni del Capitão de Abril, Salgueiro Maia. Gnocco sempre, ma capirai.)

Qui ora si sottopongono importanti decreti legislativi all'analisi (e promulgazione) del Presidente della Repubblica in gran segreto. Tutto il processo viene svolto nell'ombra, sino al Go Live del nuovo progetto.
Si amministra lo Stato con lo stesso cipiglio con cui lo faceva Mussolini e al tempo stesso con lo stesso mood con cui, nel settore in cui lavoro, vengono released nuove versioni di un software: as smoothly as possible.

Non siamo che cifre, codici a barre, piccole ma interminabili catene di numeri.
Potrebbero tatuarceli su un avambraccio.
Dachau, Sabra e Shatila, Marzabotto, Caxias, Srebrenica.
Garage Olimpo.
 (Cartier-Bresson - Guerra Civile Spagnola)

Un giorno ci azzerano tutti, trac!


Sarà che davvero come dicono loro abbiamo tutti lo stesso PIN?
Funzioniamo solo a soldi?



Recentemente ho ripreso contatto con la mia zia che sta ad Atene. Lei dice che bisogna combattere sul campo di battaglia dove ci troviamo. Hic & Nunc.
Sono d'accordo.

Ma qui non riesco a farmi sentire. La mia critica - costruttiva, penso - non arriva, quasi sempre presa per polemica sterile.
La zia dice che bisogna maturare la fiducia degli altri.
Sono qui da quasi 8 anni. Soffro.
Forse anche in Italia noi stranieri siamo intesi così.

Mi sento apolide, per questo imparziale, ma forse solo per il fatto di sentire, è già una contraddizione in termini.

Alle mie genti auguro un 25 aprile ricco di memoria e privo di simbologie di mercato e da bar.

I Capitani D'Aprile hanno deciso di boicottare le cerimonie ufficiali di quest'anno. Il PCP (Partito Comunista Portoghese) non capisce.
Io sì, ma io non sono comunista.
Basterebbe ricordarsi, il 26 Aprile, del profluvio di parole e cravos del giorno prima.



Oggi è morto Miguel Portas, uno dei pochi bravi politici di questo paese; quest'anno è morto Tabucchi. Au revoir, dal fondo del cuore.

LaDu mi ha chiesto se "mamá....eeee....os camaradas vão aparecer amanhã ai na estrada?" (I compagni domani vanno giú in strada?). Tenera.

Ieri sera, a superveroTV, il giornalista (aspirante B.Vespa, lo si riconosce dal savoir faire) intratteneva gli invitati con la domanda: "Pensate che per riassestare il Paese sia necessaria un'altra Rivoluzione?"

Non essendo ospite in trasmissione, ho potuto dormire, passeggiare, mangiare, bere, e - ebbene sì - fare pure la cacca, sulla questione.

La risposta: "Sì, tutto sommato."
"Anna, sei capace di fare la Rivoluzione?"
"Probabilmente no. Non da sola, non la Rivoluzione che dico io, ma oggi é il primo giorno del resto della nostra vita"

Marzulliano come finale.
Belli Ciao.


8 comments:

Anitarossa said...

La canzone, ascoltatela.

Anonymous said...

http://www.youtube.com/watch?v=AhfYM1o9i3Q

mi sento sempre a casa quando ti leggo.
sei tipo la mia ghost writer. se avessi prole.
io ho ascoltato la tua canzone. fai ascoltare la mia alla du. da parte di zia silvia.
lov lov lov

Anonymous said...

è la risposta a "mamaaaa i compagni saranno per la strada"? <3 z3

Anitarossa said...

amore, moi fai sempre venire i brividini...
poi quando la stella si alza gliela faccio sentire, vediamo l'effetto che fa :)

se i compagni scenderanno in strada...le ho risposto "forse" ihih.
speriamo che non piova!

Anitarossa said...

Ok...

le ho chiesto: "ti piace?"
risposta: "no"

e poi se la cantava tutta contenta. ahah.

FiLo said...

Belli ciao mi piace.....e poi pero le pippe su la du che si disegna da sola.....cioè ok le pippe sono belle se sei davanti a un video con dei kleenex ben pronti però dai....e poi pensa che secondo me siete ok come geni ma ci sono molti geni ko ma i figli sono normali...cioè devi essere un figo x far uscire una figlia/o assurda/o..cioè praticamente la natura se ne sbatte delle nostre pare. A noi la natura non ci caga di striscio. Praticamente.
Filo

Anitarossa said...

Eeeee addirittura i kleeenex?
Ma no! Sarà che sono normalmente le cose che mi passano per la testa.
Ahah :)...ok si, mi faccio delle pippe- I blog sono stati inventati per le persone che si fanno le pippe.
Geni o no.

Anonymous said...

L'importante è che la canti, mica che le piaccia!
ti mando dei baci
Silvia
mi firmo che non vorrei mai mi sconfondessi con filo :)