Friday, July 16, 2010

Le donne Camille, i mangia-bambini e i loro misteri


Come quando vivevamo a Monte Abraão, stesso copione.
Qualcuna delle impiegate se ne va dalla scuolina ed ecco che l'uscente apre le ante dell'armadio dove gli scheletri ammuffiscono.

Questa volta ci viene detto che la senhora directora é un'isterica picchia-bambini "ma non preoccupatevi, perché fin'ora che c'eravamo noi andava tutto bene, più o meno, solo una volta abbiamo mentito sui lividi di uno dei più piccini...Comunque ecco, sappiate che è meglio se vi trovate un altro asilo".

Serz si è armato indi di buona volontà e ha pre-iscritto il virgulto in un'altra scuola vicino a casa a alla metro, che vista da fuori sembra una reliquia fascista con tanto di santo incastonato nella facciata principale, ma di cui molte mamme mi hanno parlato bene.

Hanno chiamato lunedì: "Colloquio mercoledì p.v. alle 11:15"
S: "Ma la mia mulher lavora...non si potrebbeeee..."
Scuola: "Volete o non volete?"

***

Mercoledì, ore 11: ero sulla vetta della salita che mi porta dalla stazione della metro alla scuola, con in testa un "non mi devo dimenticare di chiedere la giustificazione per il lavoro"
Ore 11.05: arrivavano a manina il virgulto e il papà. Entrati.

Un altro santo campeggiava nella reception, sulla bacheca varie foto e volantini dal soggetto Bento XVI e la visita di sua santità a Lisboa.

"La senhora dona directora arquitecta vi aspetta."
Presentazioni. Non chiedetemi come si chiami la donna, perché non mi ricordo.

senhora dona directora arquitecta:"Lei é italiana, viene da?"
A (versione risposta standard): "Dal nordest, diciamo vicino a Venezia"
senhora dona directora arquitecta: "Che città?"
A: "Ferrara?"
senhora dona directora arquitecta: "Chiaro! Ferrara, come non conoscerla, ho letto tanti libri che parlano di Ferrara"

E certo che la conosceva, è un'architetto vecchio stampo, che ha studiato veramente. Mica come questi studentelli di oggidì liberati dal regime salazarista e che non sanno una fava.

senhora dona directora arquitecta: "Dove vi siete conosciuti? Qui? In Italia?"
S: "A Santiago de Compostela, in Erasmus"
senhora dona directora arquitecta, anelante: "quello che il Cammino di Santiago non insegna...!!

Quale cammino? Serz ha detto in E-RA-SMUS! (ah, fa rima con orgasmus, sapeva? È una battuta già vecchia, ormai. Si, aggiorni.)

Il colloquio si trasformava rapidamente in soliloquio: "Noi siamo una scuola ri-go-ro-sa, crediamo nella relazione tra scuola e famiglia...blablabla...perché il bambino abbia una educazione integrale...blabla..."

So far, so good.

"Siamo una scuola multiculturale, abbiam qui bambini dall'Africa, dalla Cina, dal Bangladesh, dal Brasile...dall'Italia" (ammiccando)

Sentivo il ma arrivare sibilante.

"Mas i genitori, all'atto dell'iscrizione vera e propria, firmano un documento dove si dichiarano consapevoli che il figlio verrà educato nella religione cattolica e la dottrina cattolica verrà insegnata al bambino durante l'orario scolare o pre-scolare...Cattolica, non cristiana. Cat-to-li-ca. Voi non siete sposati in chiesa? Vivete in união de facto?"
S: "Sim"
senhora dona directora arquitecta, inquieta: "Quindi immagino che la bambina non sia battezzata?"
S: "No, nemmeno io sono battezzato"
SDDA, con occhio di sasso: "Capisco"
A, pensando di aiutare, forse: "Ehmmmm, io sono battezzata, con comunione e cresima"
SDDA: "Ah si? che bene!"
A: "Sssssi. Ma sono agnostica"
SDDA, nervosa: "Comeeee, leeei...non crede?? Lei ha perso la fedeee???"
A: "Ho detto che sono agnostica, non che sono atea"

E ho dovuto spiegare alla Doutora la differenza tra ateismo e agnosticismo.
Furthermore, mi sono dovuta sorbellare la lezione di catechismo: un predicozzo mal impostato che parlava di un dio che ci ama e ci adora tanto che si é fatto figlio per farci capire che in realtà é padre.
Cielo.

Pensavo all'anima di Saramago e ribattevo, attonita e incredula delle seguenti:

1) Dovermi ivi sorbellare la catechesi invece di essere informata su tutti i dettagli del regolamento scolastico (tipo: grambiule, cappellino...sarà che ci vuole anche il rosario di ordinanza?) e avere diritto a una visita alle installazioni dell'edificio;

2) Dovermi sorbellare io la catechesi, invece di quell'ateo di Serz.
Ma ovvio, chi ha perso la fede che già ebbe, colà, ero io.
Lui, povera anima, sarà condannato al purgatorio. Mentre io me ne andrò dritta dritta all'inferno. Legge divina dixit. Ammesso e non concesso che prima di stabilire il mio agnosticismo, la fede l'avessi.

Fine della pippa.

A: "Scusi, ma...potremmo vedere la scuola?"
SDDA: "Lasciate alla reception il vs numero di telefono e vi fisseranno un appuntamento"

Ma se Serz glielo aveva già dato il cazzo di numero. E perché cazzo sono dovuta uscire dal lavoro se non mi fan visitare la scuola, come fanno in tutte le altre scuole?

***

Il pomeriggio del giorno stesso Serz telefonava: "appuntamento domani pomeriggio alle 5 per vedere la scuola, problemi?"
A: "No, non c'é problema. Vengo a sgobbo un po' prima e esco un po' prima. Se non gli va bene, cazzi loro" (Anche sul lavoro il clima è ottimo, capirai)

***

Giovedì, ore 5, davanti alla scuola, pronti al peggio.
Entriamo.
"Salve, sono la professora di educazione artistica e di relgião e moral"

Lo so che è il modo portoghese di dire, ma chiamarla "religione e morale" mi fa ribbbbrezzo. Ma è più diretto e giusto, chiamiamole per quello che sono: dottrina relgiosa e morale.

Indottrinamento e moralità...rabbrividiamo di consapevolezza.

P: "Ah, ma abbiamo una famiglia italiana!"
S: "No, l'italiana é lei", indicandomi.
A: "Si, e anche lei" indicando la Du "ok, a metà"
P: "Ahhhh, interessante, sa che l'italiano è la mia seconda lingua?"
A, che si stava quasi interessando: "Ah, si?", pensando: "magari parla un po' con mia figlia senza dirle esparguete invece di spaghetti"
P: "Si certo, io sono cantante lirica, insegno nel conservatorio di Santa Cecilia..."

Un altro soliloquio era ai blocchi di partenza, azzardai: "Sì, è famoso in tutto il mondo", lo conosco solo per il film A qualcuno piace caldo dove i due mucisti jazz si fingono usciti dal conservatorio di Santa Cecilia per sfuggire ad Al Capone e ai suoi scagnozzi.




P: "Si, e ho insegnato al prossimo Pavarotti portoghese, anzi l'unico. Sa? Noi cantanti diciamo che l'italiano è la nostra seconda lingua perché dobbiamo imparlarlo per articolare il canto...blablablablabla...sapete che il Papa è venuto a Lisbona?"
S: "Era un po' difficile non saperlo"

E già: Bento XVI ha fatto visita al Portogallo, la messa nella capitale è stata trasmessa a reti unificate da tre delle quattro reti in canale aperto, per non dire della pubblicità che è stata fatta a cose che dovrebbero essere fatte tutte le settimane, tipo: pulire le strade. Cose invece che hanno fatto per L'Evento.

P: Sapete che io ho cantato nella messa del Papa...blabla... e gli ho regalato una Ave Maria che ho trovato nella biblioteca della Scala di Milano, una Ave Maria dimenticata da molti, che non era mai stata cantata in Portogallo e io l'ho fatta manuscrivere e rilegare, tutto con i colori del Papato...e...blablabla....venite, vi mostro la chiesa!"

La chiesa?

P: "La nostra signora di Fatima...ah, é tanto bella!...Sapete che il Papa mi ha benedetto a me e solo me personalmente quando ho finito di cantare?"

Che imbarazzante.

Ho dovuto far finta di essere una curiosona inveterata per poter vedere più di una aula (la aula sample, che fanno vedere a tutti i visitanti, perche le aule vere non le fanno vedere) e la cucina.
Questo è quel che abbiamo visto. Nemmeno un cessetto mignon. So minuziosamente del regalo che il papa ha ricevuto, ma non ho visto nemmeno un cazzo di cesso.

La scuola è grande, la cucina pulitissima, la bambina starà meglio, pensiamo...Ma avrò molto di più da fare per continuare ad educarla al plurale. E se qualcuno mi verrà a dire qualcosa su quanto mia figlia si applica in religione...Ne ucciderà più la penna che la spada.

"Imagina-se o orgulho, o prestígio, o crédito que noé ganharia aos olhos do senhor se conseguisse convencer um destes animais a entrar na arca, de preferência o unicórnio, supondo que o consiga encontrar alguma vez. O problema do unicórnio é que não se lhe conhece fêmea, portanto não há maneira de que possa vir a reproduzir-se pelas vias normais da fecundação e da gestação, ainda que pensando melhor, talvez não o necessite, afinal a continuidade biológica não é tudo, já basta que a mente humana crie e recrie aquilo em que obscuradamente acredita."


José Saramago
(Caim)

1 comment:

Viz said...

orca puttanazza merda