Sarà che non ho messo nemmeno la punta di un piedino sul suolo patrio.
Sarà che, volente o nolente, il tempo se ne è andato di più per pulire casa che per stare a godermela con la mia bambina, che si è rattristata quanto me quando ha capito che le mie ferie erano finite.
Pulire casa: spazzare, mandare in panne l'aspirapolvere, sgurrare, lucidare... per gli, o meglio, per le ospiti, perchè agli uomini non gliene frega un cazzo della polvere...a meno che non siano allergici alla.
Se poi il Natale era stare in famiglia, vattela a pesca.
Nonostante le fatiche, mi sono comunque sorbellata il mio cocktail fatale di critiche e gira e rigira mi tocca pure di sembrarmi una dodicenne che scrive sul diario segreto.
Ma posso lasciarmi fare questo? Buttate via la chiavetta, please.
Odio le liti assurde. Cominciate perchè qualcuno a cui teniamo molto non ha mai ascoltato.
O se ha ascoltato, non ha mai prestato attenzione. O se lo ha fatto, ha poi dimenticato.
E o spacchiamo tutto, o ci accucciamo lì, attoniti e rimbambiti, ad assorbire invettive per via di qualcosa che semplicemente, in due parole, non esiste.
Beh, indi, ho deciso di non litigare e di farmi venire solo cattivo sangue.
Poi ho pianto nella doccia, perchè ho bisogno che la Dunia stia in santa pace, senza che la mamma si faccia venire il sangue cattivo, né la tachicardia, né l'ipocondria.
E ho pianto nella doccia, tutta inshampata, perché mi mancano i miei amici.
Invece di piagnucolare nella doccia, vorrei farmi venire le mie paturnie come-dio-comanda, frignare una notte intera e l'indomani andare a lavorare con il cuore leggero come un passerotto, gli occhi pesanti come due pietre e fingere bellamente di non aver dormito un emerito.
Ho solo bisogno che mi guardino dentro, nel fondo degli occhi e sentire che mi sto guardando allo specchio. Ho bisogno di poter dare tutto per scontato, senza paura di dover tirar i remi in barca.
Mi mancano talmente tanto che sento che li sto reinventando, nel qui e nell'ora.
Ma.
Questo pratino potrebbe trasformarsi presto in una discesa tortuosa, impervia e scoscesa.
Non so bene dove mi possa portare. Sarà che poi devo mettere il freno a mano?
Ho paura che a valle ci siano tante spine e pochi spinelli.
Ho voglia di chiudermi a riccio e rotolare giù.
Se son spine, fioriranno.
Un bel riccio kamikatze. Non posso mica vivere sempre con il freno a mano tirato.
Altrimenti si consuma e poi come faccio mie famose discese da montagna russa sul mio carrettino-biposto-del-solito-tran-tran?
Non so perchè, ma finito il binario alto delle ferie, mi sa tanto che ne arrivi un'altra, di discesa.
Che alla fine la specie riccio sopravvive solo se gli uni accettano (e sono profondamente in love with) le spine degli altri.
Ho quindi un disperato bisogno di mantere integro il mio freno a mano.
(immagine dal web)
2 comments:
le mie doti di ascoltatrice sono decisamente peggiorate da quando sei andata via.
dovresti aiutarmi a recuperarle, se non di persona, per telefono o per email o per telecinesi.
So anche tramutarmi in doccia. :)
ricordati che sei bisogno io ci sono. sempre
Silvia.
e io ti amo.
dobbiamo skapizzarci in un momento di solitudine domestica.
assolutamente :)
ma la frustrazione natalizia é stata grande :)
e so che saresti capace di recuperare battute alla velocità della luce!
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