Wednesday, July 16, 2014

Naufragar m'è dolce

Al bar, l'espresso d'orzo e le bustine sempre disponibili di zucchero scuro.
Le pere abate e i fiori di zucca.
I bambini delle scuole negli orti di montagna e l'orto di mia mamma.

La mia stanza di ragazzina.
Lo zio. I miei genitori. Il mio peloso Giulio che quest'anno ha cambiato la voce.
Ciò che non so se troverò alla prossima.
Ora il salutarsi non é più tanto leggero. A volte mi trovo a salutare pensando non si sa mai.

Gli amici che non ho visto questa volta e quelli che non vedo da anni.
Quelli che vedo sempre. I loro bimbi.
Piccole saggezze che ho lasciato indietro e mi vengono ricordate. Memorie di me. Loro la mia storia la sanno.

Il pesce fresco.
L'aria pulita dell'Oceano, carica di sale nel suo prenderti, che mi fa belli i capelli, o almeno credo io.
I bambini degli asili in fila con il secchiello e il cappellino.
I bagnini che dicono bom dia! con un generoso sorriso.

La mia micia nera.
La grande famiglia, tutta intera.

Le mie compagne di lotta alla nostalgia (che di saudade mi sono rotta), che sanno come si vive, quando si è sempre a metà. I loro bimbi.

Il continuo interrogarsi su cosa hai preso, perso e dato. Quanto continui a perdere, prendere, dare.
E i miei bimbi. Appena ci penso, torno tutta intera.

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