Saturday, May 21, 2016

mamme all'estero

Vivere all'estero.
Non é proprio stra gran figata, specie se hai messo su famiglia.


Tutte le volte che hai le ferie, o almeno una volta l'anno, ti tocca di tornare a Casa, a rinfrancar le radici. Ti tocca perchè lo vuoi. Stai con i tuoi, anche se solo per una birretta il pomeriggio sul tardi.
Così ho detto un po' addio all'avventura.

A volte però accade qualcosa che ti prende alla terra ferma, rende l'aereo un po' pericoloso.
Mica Daesh, piloti pazzi, e comagnia bella, no. Basta che il piccolo dei piccini si becchi un'otite a lunga decorrenza e anche se l'otorino ti dice "mahhhhssí, in principio, non dovrebbero esserci problemi", tu ti metti una mano sull'istinto materno e sospiri.
Tu e il tuo compadre non avete abbastanza ferie per un viaggio in macchina fino in Italia e ritorno.
Altro sospiro.
Poi decidi di mandare solo la grande dei due, anche se l'idea di lei in aereo da sola non ti prende proprio bene, questa volta anche per Daesh, piloti pazzi e compagnia bella. Che se succede qualcosa non starai mica là tu a proteggerla e a farle scudo, al massimo ci sara una hostess o un bellissimo stewart in divisa. Ma a lei non lo puoi dire. Le devi mostrare che sei superfelice e allontani le paure.

Se la vita di genitore é fatta di compromessi e maschere, quella di mamma all'estero non saprei dire.
Che i bambini non sai mai dove lasciarli, che quell'altro lavora sempre ma se sei fortunata come me hai una suocera santa che te li tiene un po' e tu vai, finalmente, dal ginecologo...60 euro perchè la visita è nel privato (dopo più di 10 anni in un paese non hai ancora una copertura sanitaria pubblica come si deve) e urgente (non perchè sia grave, ma perchè hai trovato modo di andare e, finalmente, vai).
E ti becchi una ginecologa laureata nell'ex URSS, sono quasi le 10 di sera e tu avresti voglia e bisogno di parlare ma lei, algida, non è in vena. Mica c'erano altre idiote come me in sala d'attesa. Pensi: vabbè, mi toccherà di scrivere un po'.

La palestra? Seee...La fai in casa, in giro, tornando coi sacchi addosso più il cirolo, al parchetto, correndogli dietro come una cretina perchè anche quando è mezzo malato non sta fermo un momento.

E allora tornando dal parchetto, vai al supermercato, che ti è venuta una voglia matta di sapori estivi.
Compri qualcosa, ah sì, guarda che bel peperone, guardaaaa i pomodori secchi in offerta, mitico. Ah sì il detersivo.
Arrivi a casa, apri una latta di mais, con ogni probabilità geneticamente modificato, lo butti in insalatiera e ne spizzichi una, di quelle robette gialle.
Robette sfiziose da campeggiatori improvvisati, da gente con lo zaino in spalla.
Che voglia che ho.
Di uno zaino pesante e una vita un po' più leggera. Mica è la famiglia, è l'estero.


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