Stavo accompagnando Iago al nido e abbiamo incrociato una ragazzina, non più che dodicenne.
Con una bella bambola nuda in braccio, stava buttando via la spazzatura, nel cassonetto davanti al suo portone.
Ha richiuso il coperchio, ha guardato la bambola ancora per qualche momento, le ha riordinato i capelli con tenerezza e, dopo aver riaperto il bidone, l'ha lasciata precipitare là dentro, tenendola per i piedi.
Mi ha poi rivolto lo sguardo pieno di orgoglio e di tristezza.
Le avrei voluto dire che non sarebbe stato necessario separarsi così, che quando viene il momento, donare è sempre la cosa più giusta e più gioiosa che possiamo fare, per gli altri, per noi stessi e per il pianeta.
Ma non sono riuscita a proferire parola, ammutolita dalla sua espressione di premeditato lutto.
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