Wednesday, February 28, 2018

rare varianti di colore

Pensavo che per un po' avrei potuto mettermi il cuore in pace, fino alla prossima sfiga, quelle normali che la giostra della vita ti deve suo malgrado proporre, ogni tanto.
Invece purtroppo il tuo piccolo fegato sembra proprio non funzionare bene. la pediatra generica ha già azzardato l'oroscopo di una malattia rara, di tipo genetico, che ti porterebbe a essere una bimba estremamente cagionevole e un'adulta che deve evitare l'alcool e le sigarette come si evita il cianuro.
L'epatologa e la genetista invece sospendono ancora il loro oracolo, indecise sul ventaglio di possibilità, dalla più alla meno grave. E via di fialette di analisi, via di attese di fogli perché, se il sangue deve uscire dall'unità ospedaliera per certi studi approfonditi, ci vuole un autorizzazione speciale. E via aspettare mesi per avere un responso almeno significativo, se non definitivo.
Parlando con la mia amica dottoressa, eventualmente se le cose fossero pessime potresti aver bisogno di un trapianto, un giorno. E io e papà, con i nostri A+ non potremmo essere donatori. Mi ha anche detto che se le cose fossero state molto molto gravi, non saresti più qui. Certo é che oggi é il già di domani. Sono rimasta pietrificata dallo spavento.

Ora, mentre sbilenca scrivo al computer e ti ho accoccolata sul mio petto, mi sembri stranamente e felicemente rosa. Non più giallina come ore fa.
Oggi, che é la giornata dedicata alle malattie rare, compi due mesi.
Sai che sei cresciuta?
I pigiamini che i tuoi fratelli indossavano appena nati iniziano a servirti. L'ultima volta che ti abbiamo pesata, il giorno in cui avresti concluso un mese, se fossi "nata giusta", avevi la loro lunghezza alla nascita e 3kg, ossia tra i 650 e gli 850gr in meno di guanciotte e coscette rispetto a loro. Continui con le tue misure da fotomodella, ma sei comunque cresciuta sopra la media dei 150gr a settimana di tabella.
Una luce dentro di me lotta e crede che se il panorama fosse così disastroso non sarebbe andata così, saresti ancor più piccina. Qualcosa in me spera che tutto si metta a posto da solo nei prossimi mesi, é possibile. Non so quanto probabile. Quella parte di me che per voi deve rimanere sana e luminosa cerca di aggrapparcisivi, in barba al nero che mi dice che é da quella maledetta ecografia in cui ti hanno trovato piccolina che spero ma il risultato é diverso.

Il buio dentro di me crede di saperne di più.
Sto diventando matta.
Ogni giorno, a ogni giro di nuvola in cielo e a ogni cambio di pannolino non so più distinguere i colori. Il giallo, il verde diventano sempre varianti pessimistiche del bianco sporco che, nella cacca, significherebbero occlusione delle vie biliari e corsa al pronto soccorso per un probabile intervento d'urgenza. Voglio però evitare qualsiasi corsa sconsiderata in qualsiasi luogo ricettacolo di infezioni come il pronto soccorso pediatrico. L'infermiere che mi ha assistito al telefono l'altra sera, mi ha detto di tenerti anche la temperatura controllata.
Sembro quindi un'infermiera maniaca che ti prova la febbre tutte le volte che se lo ricorda, se ti sente troppo fredda, troppo calda, troppo media. Che, varie volte al giorno e al minuto, studia la tonalità della tua pelle e della tua cacca sotto varie luci, che fa foto per verificare come la tecnologia bilancia il bianco e allora quello che risulta dovrebbe essere il vero colore da considerare.
Quando ho scoperto di aspettarti, mi sono fatta coraggio, dicendomi che ormai di bebé sapevo quasi tutto, che me la sarei cavata psicologicamente abbastanza bene.
Al secondo mese sono invece distrutta.

Dicono che l'istinto delle mamme non sbaglia mai. Il fatto é che il mio ormai é bipolare e ondivago e non sa più nemmeno dire con certezza di che colore é la cacca della sua dolce bimba mignon. Il mio istinto non sa più un benemerito cazzo.
Cerco di calmarmi dicendomi che se continuo così, a lasciarmi entrare dentro così poca aria e così tanta cioccolata, morirò probabilmente abbastanza giovane e voi, pulcini miei, non ve lo meritate proprio.
Non sono abituata a invocare Dio se non in frasi poco cortesi, ma spero egoisticamente che ci stia vicino.

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