Wednesday, December 4, 2019

emolavatrice

Domani andrò all'asilo di Iago a raccontare la storia della bandiera italiana. pubblico facile e paziente di cinquenni. mó butto giù due righe così sono sicura di farla breve e sostenibile.
Ma quello che vi racconto in realtà é altro: oggi, intanto che prendevo accordi in giardino con la maestra, mi sono trovata a chiederle scusa delle assenze di Iago, alla speranza che nonostante tutto riesca ad accompagnare la classe, che riesca a finire il lavoretto di Natale a cui tiene tanto.
Iago è mancato diversi giorni per gli acciacchi della più piccola, per il poco aiuto su cui ho potuto contare durante la sua polmonite e ora un'influenza. Se Alice si tiene sfebbrata (abbiamo superato le 24h senza antipiretico) e la pediatra venerdì ci dice sì, sabato partiamo per l'Italia e staremo là una decina di giorni a casa dei miei, il tempo di fare l'albero di natale con loro e costruire un po' di memorie insieme, soprattutto per loro.
Intanto che raccontavo queste cose alla maestra e lei mi rassicurava che é tutto ok, che partiremo, che andrà tutto bene e che non c'é nulla di più importante di costruire memorie felici a cui ricorrere nei momenti difficili, mi sono trovata a piangere come una fontana e più piangevo, più bimbe accorrevano a curiosare. (I bimbi invece si menavano allegramente sullo sfondo...).
La maestra ha detto loro diceva che mi era entrato qualcosa nell'occhio e io non ho potuto fare altro che contraddirla bonariamente, dicendo che a volte si piange anche di felicità.

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