Thursday, May 7, 2020

Desconfinão - breve cronaca dall'Oceano

Oggi siamo "desconfinati" in massa (già che 4 di noi sono già un mini assembramento), varcando il limite del Comune di Lisbona per andare a vedere l'Oceano, in quello di Cascais, visto che dalla fine dello Stato di Emergenza (ora Stato di Calamità) si può e ne avevamo un profondo bisogno.

Dúnia é rimasta a casa, nonostante le mie istigazioni a fare fuoco alla (tele)scuola, ribelle alla ribellione materna. Telescuola così efficace, che l'erede mi ha poi comunicato di essere stata 40 minuti al telefono con la nonna, aka prof. Sarti in pensione, per farsi spiegare varie ed eventuali di matematica. Sempre telescuola é. No?


Stessa spiaggia, stesso mare di sempre. Stesso di due mesi fa, quando in previsione del lockdown ce ne siamo scappati a salutarlo.
Solo che oggi non c'era traffico, visto che abbiamo scelto un orario in cui tutti sono al (tele)lavoro, e non abbiamo dovuto pagare il parchimetro, arrivati a destinazione.

Persone in sosta in spiaggia e in bici sul paradão*, nonostante i divieti espressi alle due cose...quello della bicicletta proprio non mi é chiaro. Ci siamo fermati in vari punti a vedere se qualche onda ci spruzzava sbattendo contro gli scogli e le pareti di sotto: la suocera in me ha visto più bici che gocce di mare.
Rubinetti e fontane chiusi, che capisco che non sia igienico farci bere lagggente che poi stagggente si attacca e che schifo, però magari una sciacquata alle mani dei bimbi dopo tutto sto disinfettante in gel ci stava pure.
Ma poi, se gliele sciacqui nel mare cosa vuoi fare, non vuoi metterti lì un po' con loro a giocare nella sabbia? E poi, perché in mare ci puoi entrare solo se fai sport nautici (tipo il surfista) ma se vuoi fare il sirenetto o la balena a spruzzo, niet?

Abbiamo preso un gelato ai giovani eredi presso l'unico baracchino aperto, abbiamo cercato una panchina ma ci siamo dovuti riversare su un gradino adiacente la spiaggia e ovviamente dopo 5 é arrivato un bagnino a mandarci via, seppure comprensivo nei confronti delle mie paure relative lo sfracellamento al suolo dei gelati di cui sopra.
(Ragazzuole e ragazzuoli: la/il baywatcher é il mestiere dell'estate, sempre in spiaggia, a cacciare via tutti, altroché plexiglass, altroché le tedesche!)

Insomma, avete capito, le solite robe che comunque troverò sempre una prospettiva da cui criticare: come i parchetti, chiusi ai bimbi, ma aperti ad assembramenti di vecchietti e di persone senza (diritto alla) casa. Che senso ha? Poi mi tocca di venire al mare una volta ogni morte di papa per farli correre.

Eh, perché grazie ai numi, la Cice e Iago hanno corso, ognuno con un paio di scarpe nuove che per fortuna i loro amici più cari hanno regalato loro in tempi poco sospetti e io le tenevo lì, per il futuro, un futuro immaginato come ogni passato, in cui gradualmente provavo loro le scarpine ereditate, e dicevo "uhm, ancora no".
E meno male che c'erano, sia pure perché la stagione si é fatta più calda, ma soprattutto perché i piedini di entrambi sono sulla linea del desconfinamento dalle loro taglie di fine febbraio.


Stamattina, mentre tutti dormivano, ho iscritto Iago alle elementari.
Che tuffo.
Ieri ho comunicato alla sua maestra che, anche se l'asilo aprirà, loro non andranno, almeno finché non avremmo qualche certezza rispetto a qualche tipo di immunità, acquisita o acquisibile.
Ci tocca, e voi sapete perché.
Ciò tuttavia significa che Iago probabilmente non tornerà a giocare e a imparare in quella sala, con quei suoi amici.
La maestra si é commossa, io lo faccio tutte le volte che ci penso.
Quanti altri tuffi.

Poi vabbé, prima di andare metterci in macchina ho desconfinato i miei piedi dentro l'Oceano e pure quelli della Ali, che si é mezza scorticata un ginocchio cadendo e, fottesega, io la ferita gliela volevo lavare con dell'acqua decente.
Poi, porcocazzo**, sono arrivata a casa mi sono dimenticata di aver camminato a piedi nudi anche sul paradão*, per cui, scanso a ipocondrie, mi sono dovuta (forma riflessiva) lavare il pavimento un po' everywhere, perché la disinfestazione delle nostre persone non era sufficiente come aperitivo.
Almeno stasera non metterò nessuna pagnotta a lievitare, visto che ci siamo assembrati fuori casa, non ci siamo assuefatti di pane.

Stamattina, prima di iscrivere Iago, ho anche scritto alla medica di famiglia, per chiederle se prescrive almeno a me e ad Ali il test immunologico, vai a vedere se quel virus che a preso lei e che a me ha attaccato, prima sotto forma di mal di gola e poi di polmonite strascicata in tosse e febbriciattola per un po' di tempo, non era proprio il coronão.
Io lo spero, potremmo sentirci tutti un filino più liberi di desconfinare.

*lungomare rialzato che costeggia la spiaggia.
**a trattenersi troppo al lungo dal turpiloquiare, poi una scoppia.






1 comment:

Unknown said...

È come leggere un libro (quelli che non leggo da tanto) leggere te...❤️