Saturday, December 24, 2022

Il natale passato, sotto spirito.

Non mi serve vedere le foto di un anno fa, nella mia città rossa.
Risento il peso di quei due finestroni nell'aprirli e il freddo, che entrava nella sala cucina di quel monolocale con bagno e stanzetta, quella su per la scaletta ripida e faticosa, il tutto ricavato da un ritaglio di convento del '300.

Rivedo Il cangiante dei quadratini della tovaglia plastificata, che siamo comunque riusciti a marchiare con il fuoco del didó, verde e arancione.
Il pavimento di cotto, che temevo di rovinare di disinfettante.
I giochi dei bimbi che abbiamo acquisito dalla padrona, poi subito, chissà come, persi.

Ricordo il tepore eccessivo degli spazi superiori che ci obbligava a dormire di vassista aperta e trasudava nel vetro opaco del lucernaio sopra il water, su cui imperterrito veniva a scongelare gli ossetti un piccolo geko grigio. Lo salutavamo, ad ogni pipì. 

Ricordo tutto. 
Vivide passeggiate nella nebbia, la scoperta del vapore dalla bocca e dal naso, per questi due qui.

Non ho bisogno di rivedere le foto di voi, che c'eravate e ci siete.
Buon Natale, anche lì.
Anche se non ci siamo.
💖

***Persino Alicina non ne ha bisogno. Le ho mostrato il video di stamattina: ette é o pacche aonde fiz quatto annoss. O pacche Paecca.
(Questo è il parco dove ho fatto quattro anni. Il parco Pareschi).
Così piccola, così memore. Ha preso dal me.

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