Si potessero celebrare tutte le feste del mondo [per Bacco].
Si potesse cantare ogni persona passata sulla terra, che ne abbia fatto il bene.
Si potesse ricordare tutto, con giustizia.
Se hai dei bimbettə liberə, da fare uscire, tutto è cringe, così niente lo è. Tu sei solo una fortunata mamma anatra che starnazza e lavora e spera che i suoi pulcini non si perdano nel laghetto. Che starnazza, lavora e spera di non perdersi in uno specchio d'acqua.
Non decidono loro.
Comandano i loro ritmi e quello sostenuto dei giorni.
Tra poco, nulla sarà più cringe, tutto lo sarà.
Potrò solo ricordare ciò che è stato e non è stato per me.
Ciò che è stato per chi mi ha insegnato.
La brazadéla che mia nonna faceva in via Bagaro per i morti, poiché venivano i parenti. Me li sono immaginati in quella casa, gli zuccherini persi sulla tovaglia che aveva l'Elda, con le campanelle cioccolato e rosa antico.
Cringissima. Bellissima.
Si potessero cantare tuttə, i morti.
Si potessero liberare dal bicchiere quei pulcini che non vedo più al telegiornale, per non perderci di più, in queste mura d'acqua.
La Llorona, poi una si documenta un attimo per una questione di rispetto, è una sorta di Medea del tempo dei conquistadores.
Tutto il mondo è paese, la festa è una sola.
Dove c'è guerra, c'è dolore senza speranza.
Certe mura tanta acqua non la possono arginare [più], quindi, basta. Liberə tuttə.
Martedì sera ho perso Alice per, al massimo, 5 infiniti minuti. Quando l'ho vista tornare, non l'ho vista, in realtà. Non ricordo bene. So che le mie braccia l'hanno stretta. Il cuore ha dovuto sedersi. Iago. Una parte di me è ancora lì che ci pensa, con rabbia e paura.
Non posso pensare a un'intera, interminabile vita.
Cessate il fuoco.
Ovunque.
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