Friday, June 21, 2024

se X a gennaio, allora Y a settembre

Gli domandai cosa sentisse.
"Niente."
Un paio dei suoi salti, di quelli che poi un po' manca il respiro. Entrambi cercammo di far finta di nulla.

Riprese: "certo, ormai mi conosci da più di quarant'anni: in circostanze diverse sarei tutto un brodo di lacrimoso Sturm und Drang. 
Ora, sappilo: il vuoto. 
Ma ci avevo pensato tanto, credimi: tre eredi di tre chiudono un ciclo. Diventiamo vecchy, cara mia."

"Già."

"So che anche tu hai riflettuto molto. Avevi pure qualche meta in testa. Mi avevi detto: se X a gennaio, allora Y a settembre.
Ma la tua bicicletta ha una strana pianta appesa alle ruote, a bloccarti la pedalata. Non è un semplice bastone, di quelli che si trovano su un sentiero e ti si infilano tra i raggi e cadi e ti rialzi; lo togli, riparti. No. Quella pianta lì è diversa."

Fece di nuovo silenzio, non seppi ribattere.
"Ci hai provato, a modo tuo. Troppo gentile a volte. Troppe parolacce, altre: non sei molto credibile, cara, ma nel complesso, hai fatto la tua parte. Comunque, te lo devo dire: mi sono arreso. Non sento più nulla. Niente.
(Per te, nemmeno un bruscolino di compassione. Non prenderela sul personale...)
È che ho sentito tutto e troppo. E di nuovo, tutto, forte. Ho bisogno di essere lasciato in pace per un po'; o forse voglio solo invecchiare espletando la mia mera funzione meccanica di pompa ematica. Posso? In leggerezza, finché morte non ci separi."

Tutto d'un fiato, risposi.
"Certo, ti capisco. Scusa se non ti ho trattato come meriti. E, per carità, lo so che non è questione di corazze di ripicca: è più una roba di erosione interna, giusto?"

"Esatto, la fisica degli eventi ci trasforma in esoscheletri. Hai compreso perfettamente. Sei sempre stata una ragazzetta intelligente."

"Sai? Forse non sono ancora del tutto nella tua situazione. Tu potrai non sentire più nulla, ma io sento te. Il tuo non-sentire. 
Del tuo vuoto, posso partorire un cestino di lacrime, se mi impegno. 
Domani però.
Dormiamo adesso?"

Con un altro salto egli assentì, così spensi l'unica luce sul comodino e sperai in qualche sogno colorato, per quella breve notte di solstizio.

[Dialogo notturno con un miocardio in burnout] 🫀

©@anitavermelhos

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