Sunday, January 24, 2010

Terapeutici punti neri della situazione

Come se potessi fingere di essere sana senza digitare le mie quattro tonteras di tanto in tanto.

Sto imparando che oltre ad avere una voce suadente al telefono bisogna sapere come riservare gli IP fissi, origliare l'accento scottish senza farsi prendere dallo sconforto, e a non perdere di vista il fatto che, almeno nel fine settimana, sarebbe necessario riprendere le fila di se stessi invece di pensare ai fili su cui mettere in fila le mutande umide profumate di ammorbidente.

Mi chiedo se ci saranno personaggi che faranno una ricerca boooooleiana di "mutande umide" o "mutande" + "profumate" o "mutande umide profumate" e se il mio blog avrà più visitors per questo motivo nelle prossime settimane.

Ma poi mi dico anche che sono io che non visito più tanto me stessa. Anche se ne ho nostalgia.
E allora che cazzo pretendo?
Dagli altri intendo.

È orribile pensare che io mi debba preoccupare di quel che altri-altri, persone di cui non me ne può proprio fregare di meno, in questo caso persone-solo-lavorativamente al di sopra di me, penseranno di me.
Mentre mi tocca allontanarmi da me stessa per 300 euri in più al mese.

Che puttana!

Non vedo l'ora che dentro di me si infuochi la rivolta.

1 comment:

Anitarossa said...

per la serie prendi i soldi e scappa:

http://www.democracynow.org/blog/2010/1/13/holding_corporations_accountable_for_apartheid_crimes