E così é successo che ieri sei volato via.
Me lo ha detto oggi la Katia.
Ci si stanca ad aspettare sempre, è vero.
Ti ho trovato quell'estate della maturità. Quando ancora c'erano dei compiti in giro per la mia stanza, su cui appollaiarsi in attesa di giocare.
Poi dopo un po' sono partita. Mi continuerai a mancare, come mi sei mancato da allora.
Tu, fedele come un cane, mi facevi compagnia tutte le volte che tornavo, senza risentimento.
Tutte le volte che sono stata incinta, annusavi e coccolavi la vita che nasceva prima degli altri, come fanno i gatti, senza gelosia. Con quel naso e quei cuscinetti rosa che ti trovavi.
Una grande anima vestita di pelo rosso e bianco e un po' di ciccia che il male che hai sofferto senza neanche lamentarti ti ha mangiato, bastardo.
Senza che ti potessi coccolare un po'.
Scusami.
Non avrei avuto il coraggio di chiederti di restare ancora.
Ti porterò sempre con me, sai che lo farò con amore. Spero che tu lo sappia davvero, anche se l'ultima volta che ci siamo visti é stato a Natale, con i bimbi che ti spupazzavano...che in fondo sapevo e di conseguenza ti salutavo più forte. É che non si può non amarti, gatto Giulio.
Continua a proteggerci con le tue antenne baffose e i tuoi occhi saggi.
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