Tuesday, March 19, 2019

La signora delle piante antincendio

Quando i nostri gesti gettano luci o ombre sulle vite e il destino degli sconosciuti, e viceversa.

Una delle mie dirimpettaie è praticamente calva. È l'unica donna che io veda regolarmente affacciarsi alle verande che danno sui cortili interni dell'isolato. L'unica, forse, a resistere all'esodo degli autoctoni dinnanzi alla gentrificazione del quartiere.
È anche grazie a lei se, sotto tiro di Troika e FMI, nel maggio 2011, ho scelto questa casa e il suo mutuo.
A maggio i suoi vasi sono sempre tutti fioriti. Magari ve li fotografo. Quelle piante le coltiva con molta dedizione, la osservo ogni tanto, e con un orribile cappello da turista scema, a tese larghe, di un tessuto di color malva appassita, direi.
Ieri l'ho vista, mentre sistemava nuovamente i vasi lungo le scale antincendio e mi è venuta voglia di raccontare la sua storia. Purtroppo però non la conosco: per le strade del quartiere non l'ho mai vista. Chissà se non infila i suoi sparuti capelli in un altro cappello, magari più serio e alla moda,  quando esce di casa per andare al cinema con le amiche o a fare la spesa, e io non la riconosco; o forse si nutre del sole come alcuni supereroi e ha la cineteca in salotto.
Tra un paio di settimane, quei vasi saranno una delizia e un mistero di colori, quelli che, insieme ai fiori dell'albero di Giuda che si scorgono dal balconcino che dà sulla strada, mi convinsero che questa sarebbe stata la nostra casa. Perché questa città trasuda cemento, azulejos e sanpietrini bianchi e io, senza pollice verde, senza gettare gli occhi nel verde di una pianta, ci muoio.
Senza di lei, non avremmo probabilmente mai conosciuto la gente meravigliosa del quartiere e i loro bimbi.
Grazie, signora.
Non conoscendo la sua storia potrei decidere di immaginarla, ma non lo so fare, perché di storie mie ne avrei tante da raccontare. E mi manca il tempo, mi manca la pazienza, vivendo la scrittura come un lettore feroce, che ha fretta di arrivare alla fine, per cominciare qualcos'altro.
Poco importa: di scrittori mancati, seppur con libri editi, ce ne sono a iosa; non ne servono altri.
Serve invece l'amore, da seminare in ogni dove, anche sul corrimano di una scala antincendio.

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