RaiUno, Frontiere: si ricorda il trentennale della caduta del muro di Berlino, con qualche giorno di anticipo.
Il primo evento storico a me contemporaneo di cui porto memoria. Credo che, in qualche modo, quella festa a cui ho assistito alla TV, seduta sul sofà in zonaGAD, nove anni, mi abbia segnato. Nonostante le guerre che si sono susseguite, di cui pure ho ricordo, come la Guerra del Golfo, quello sgretolarsi della frontiera mi ha scolpito l'idea, qui dentro, che il mondo in cui sarei cresciuta sarebbe stato sempre meglio.
Che la libertà di girarlo, il mondo, ci sarebbe stata, semplicemente, per tutti.
Che nessuno aveva bisogno del catechismo per sapere che possiamo essere amici.
Ora, rivedendo queste immagini, quei capelli inguardabili, mi rendo conto dell'origine di tanto ottimismo.
Non mi rendevo conto, allora, che loro erano tutti bianchi e che parlavano tutti una lingua d'Europa.
Già, Annina, tante cose non sapevi.
In questi dolci trent'anni, quanti muri sono stati tirati su e quanto lunghi, quanto alti. Quanto profondi restano i mari.
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