Monday, February 9, 2009

Krise über alles

0A me mi girano le palle tutte le volte che sento parlare de "la crisi".
Prima non eravamo in crisi?

Mi sento vecchia a dire che sono 10 (dieci) anni che mi incazzo a morte per via dei contratti che ci sono andati propinando con sempre più faccia tosta, perché bisognava progredire e elasticizzare, per far stare il culone decadente del capitale dentro la pancerina del welfare, per fingere che lo stato sociale avrebbe retto.
Ormai la pancera è smagliata, sbrindellata, mangiata da tutte le parti e non serve nemmeno da riciclare per tirarne fuori del filo per le pezze.

Non ne parliamo poi qui in Portogallo, dove e.g. l'arcivescovo di Lisbona, José Policarpo - diresti un punto di riferimento, uno che dovrebbe essere colto e/o informato, - è riuscito a fare una magra biblica, qualche anno fa al Porta A Porta locale, dimostrando di non averne un'idea nemmeno relativamente alla definizione da manuale di “Stato Sociale” (!). Qualche opinion maker stava lì a fargli domande sul tema, mentre il mainstream propagava il rumore delle sue unghie sugli specchi. Sentivo la mancanza di un VHS per poter premere su REC.

L'articolo di oggi su Repubblica (http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/inchiesta-precari/inchiesta-precari/inchiesta-precari.html) termina così: "Infine, dopo essere stati tanto flessibili e poi anche precari, i nostri lavoratori atipici difficilmente saranno pensionati, almeno come concepiamo noi adesso questa categoria."
La stessa cosa la dicevo io a mia mamma quando mi facevo le mie esperienze lavorative non pagate e lei mi diceva che, se invece di far volontariato, lavoravo o facevo le pulizie in casa, magari ero più utile.
Io sostenevo che tanto i contributi pagati allora non mi sarebbero serviti di certo per la pensione futura ed eventuale e pensavo che tanto le pulizie avrei avuto tempo per farle - fino al vomito - una volta accoppiata.

Ora, reclamo i diritti di autore sulla ricerca presentata (scusate cari amici del copyleft) e non autorizzo la replica da parte di chi al tempo dissentiva.

Arbeit macht Frei.

Mi va anche il sangue alla testa a pensare a chi anni fa mi diceva che esageravo con la storia del cambiamento climatico...bene, adesso ciucciamoci pure le nostre vite urbane, che a vivere in paradiso nel mezzo della foresta, da un secondo all'altro, possiamo morire bruciati vivi come in Australia (http://www.guardian.co.uk/world/2009/feb/09/australia-bushfires), dove il fuoco arriva a propagarsi a 100m ogni 3 secondi, piromani o no.

Anna, o l'estremista.

Ciucciamoci pure tutti in coro il nuovo metaframe della crisi per interpretare la nostra, sempre uguale, mesta realtà.
Tanto in Iraq non c'erano le armi di distruzioni di massa e in Afghanistan non c'era Osama e anche se c'era si travestiva da uomo con la barba e il turbante.

3 comments:

Anitarossa said...

mi autocommento e sottotitolo pure:

c'é grossa crisi

Viz said...

ma non dire cazzate, il risaldamento globale non esiste, quest'anno c'è stato un inverno rigidissimo a Lisbona (oggesuggiuseppemmaria, checcifaccio in questo paese coi cervelli colonizzati dall'ignoranza???)

è crisi inter

e come dicono i maghi di iorg:

Vediamola in chiave relativistica: se noi siamo in crisi, gli altri sono nella merda squacquera.

anarcoecologo said...

anche io soffro un po quando qualche stronzetto con aria stupita e saputella scopre qualcosa per cui mi s-batto da anni!! ma poi penso "non mi battevo proprio perchè tutti se ne rendessero conto"!
ecco
insomma meglio illuminati che morti fulminati (questa è una stronzata gratuita :)
ciao gina
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