Wednesday, July 18, 2012

Summertime

The leaving's easy*



L'estate a Lisbona sa di triste e di noia.

Di selciati bianchi seccati troppo in fretta,
non fosse per gli umani per la via, 
che sul secco ci sputano sopra.
Scatarrano come fosse gennaio.

Sa di piscio di cane e di gatto,
di escrementi di piccione,
di antropo-cacca. 
Succhi gastrici abbandonati.

I vecchi che, sul cornicione della vetrina di un Apu-minimercato, si fanno di birra e pane, 
affettato su un tagliere di cartone, raccolto chissà dove.

I vecchi ai giardinetti pubblici che spendono la pensione giocando a tresette.

Le loro mogli che osservano i nipoti dalle panchine, negli stessi giardini,
pieni di frammenti di vetro, dei loro mariti e altra umanità 
inchiodata a smaltire il caldo e la sbornia.

Mamme troppo giovani.
Sorrisi veraci senza troppi denti.
Jeans troppo stretti che avvolgono cosce e culi troppo strabordanti.
Gino-salami.

Spazzatura che vola altissima quando arriva il vento dall'Atlantico,
che se viene un nubifragio le fogne son tappate.
E si allaga tutto e la merda galleggia.

Mi chiedono tipiaceviverequi?




  
Anyone?
Ma sono critica. Ergo cattiva.

*Leggere le avvertenze:
 Il caldo torrido e l'idiozia provocano incazzature sovraumane.


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