Wednesday, June 5, 2013

Bellezza in bicicletta


Giro n. 3 casa-lavoro per la capitale portugäise.

Prospettive sul GiMaps, alla ricerca della ciclabile perfetta. Per togliere il casco, non obbligatorio ancora, ma è meglio se. Per far respirare i capelli ma soprattutto per respirare e basta.

Perchè la parte più difficile non sono le salite e nemmeno non farsi prendere sotto dalle auto.

Non è dribblare i pedoni che non sanno cosa sia quella corsia marroncina con una bicicletta disegnata in vari punti, sempre che la pista ci sia (vedi foto).

La cosa più complicata è l’aria, in un luogo dove l’obbligo alla catalitica è un miraggio e dove sistemare la macchina è diventato un lusso, dato il progressivo impoverimento dei privati.

 
Un signore in mezzo a una rotonda mi guardava nel mio buffo casco bianco e verde (il più secsi che c’era in negozio) e nel mio ancor più ridicolo paio di pantaloni molto poco secsi (una volta detti ciclisti, oggi modaiolamente leggings), particolarmente attillati nella zona culo, da coprire rigorosamente con gonnellina a fiori, una volta nella toilette dell’ufficio.

Il signore sorrideva e mi chiedeva “como é a bicicleta em Lisboa?”.

 

Che sti germogli servano a qualcosa.

Anche io avevo quegli occhi colmi di gelosia e allegria quando passava un ciclista.

Un giorno invadiamo le strade e ci prendiamo tutto, anche l’aria.
 
 

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