Come qualcuno sa,
la signorina è reduce da un piccolo incidente avvenuto a febbraio (lasciarle
usare una sciarpa a mo’ di corda da saltare non è stato proprio un apice felice
del mio istinto di protezione della creatura).
Fiumi di porpora.
Fiumi di porpora.
Al tempo siamo
corse all’ospedale pediatrico dove, dopo qualche ora e i raggi X a naso e
mento, hanno verificato che non ci fossero fratture e ci hanno mandato a casa a
dormire dicendo “tornate domani per la visita dentistica”.
L’indomani il
papi in giornata libera è andato con la fanciulla, come indicato, “per la
visita dentistica”. Li hanno rispediti a casa con la promessa che l’impegnativa
per l’appuntamento sarebbe arrivato via posta. Giro ad minchiam (licenza Viz).
E fu così che
abbiamo ricevuto, dopo un paio di settimane, un cartoncino timbrato dall’ospedale
con scritto “consulta de medicina dentária” – data 06.06.2013 – ore 14:00 –
presentarsi 20 minuti prima.
Ieri.
Ci siamo
presentate senza i 20 minuti d’anticipo, giacchè la piccina, invece di essere a
scuola, era a una gigafesta a casa di dio, con altre 13.454 scuole del
circondario lisboeta. Trova la bambina nel bambinaio.
Ieri. Ci chiamano
per entrare, dopo l’anticamera di rito, per la “visita”.
Le dicono “siediti.”
e lei, ubbidiente, lo fa.
Le dicono “apri
la bocca.” e lei, solerte, esegue.
Le fanno un
raggio X ai due (due – 2 – cristo santo - due) denti incisivi superiori
centrali.
“Ok, tutto a
posto, può andare.”
“Scusi, ma…già
finito? Oltretutto penso che abbia una carie, ho visto ora”
“No, noi curiamo
solo i bambini con l’AIDS, Trissomia 21 e malattie di lunga decorrenza. E vabbè…le
urgenze”
Doveva essere una
visita, porcavacca.
Non sono riuscita
a spiccicare una parola. Basita, rintontita, ripiegata nella nullità di quella “visita”
…”urgente”…per cui abbiamo aspettato 4 mesi.
Regole di un
sistema che non capisco, va bene. Ma non poteva almeno dare un occhiata a quella
macchiolina nera e dirmi “carie sì”
oppure “carie no”?
Raggi X.
Dúnia aveva altri
esami da fare, con l’impegnativa del SNS (Serviço Nacional de Saúde), visto che
ci trovavamo nell’ospedale pediatrico PUBBLICO, ho pensato di approfittare per
non dover prendere un altro permesso.
Dopo aver girato
come una cretina per trovare il reparto giusto, mostro il foglio alla signora
alla reception.
In sala c’erano 4
o 5 bambini.
Guarda il foglio,
guarda me. “Guardi, lei qui non può fare l’esame.”
“Perchè?”
“Perchè l’esame
non è stato prescritto da un medico di
questo ospedale.”
Prendo indietro
il foglio e faccio per andarmene. Mi salta il coperchio.
Torno sui miei
passi.
“Mi scusi
signora. Questo non è un ospedale pubblico pediatrico?”
“Sì.”
“Questo foglio
non è stato emesso da un medico del sistema pubblico?”
“Sì.”
“E allora?”
“I nostri sistemi
non sono collegati.”
“Io questo paese
non lo capirò mai.”
Per fare l’esame
siamo dovute andare a un ambulatorio privato, appena fuori dalla cancellata
dell’ospedale, dove non abbiamo pagato niente, perchè con quel foglio del SNS c’è
l’esenzione.
Chi paga l’ambulatorio
privato?
Chi paga lo stato
per pagare l’ambulatorio privato perchè i sistemi non sono collegati?
Mavaffanculo.
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