E poi é successo che il sole é tramontato sul tuo terzo compleanno, sulla festicciola a scuola, il giorno dopo, su quella a casa, ieri.
E com'eri contento e felice, durante la settimana, quando mi chiedevi se potevi ancora fare tre anni.
Che, insieme, sono corsi via, come tre nanetti bizzarri e dolci.
Che il tuo alito gentile sa ancora di latte di mamma.
Che ormai è tardi, così dice il mondo, ma io credo che ascolterò i tuoi desideri e continuerò a fregarmene.
Che il vivere civile é abbastanza perverso.
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Trascorse 2 settimane dal tuo compleanno, il panorama continua lo stesso.Questo svezzamento dolce o allattamento "a termine" è irrispettoso, irriverente e socialmente irresponsabile.
In Portogallo, finché dura l'allattamento (e certificando che sta andando avanti), la legge prevede che la mamma possa fare 6 ore al lavoro.
Da oggi però comincerò a farne 8, che diventano 9, con l'ora di pranzo coatta, e poi almeno 10, con il tempo perso per arrivare a lavoro.
Ti chiedo scusa e chiedo scusa a tua sorella.
Per la mia assenza.
Per il casino in casa che sarà ancora di più, per le mutandine pulite che si continueranno a nascondere nei cesti della roba lavata e piegata che non trovo mai tempo di mettere nei cassetti.
Nemmeno lavorando 6 ore. Figurati da oggi.
Vi chiedo scusa per abdicare oggi dal mio diritto sancito per legge.
Ho scelto io.
Scusate bimbi miei, ma forse così, stando lontani, il piccolo si dimenticherà un po' di queste due cose soffici e piene di latte.
Al tempo stesso, avrò modo di ricrearmi una vita sociale a ora di pranzo, a cui avevo rinunciato, per il nostro bene.
Sicuramente smetterò di leggere l'invidia e lo sfottò negli occhi e nella voce di alcune colleghe. La pianteranno di chiedermi quell'"allatti ancora?" che va avanti da quando sono tornata al lavoro dopo la maternità. La finiranno con i sorrisi di circostanza.
Ormai poi, se il bimbo ha tre anni, non é più credibile.
E senti ogni frecciatina sparata in riunione, sulla mancanza di spirito di squadra, diretta a te...un misto di coda di paglia e conoscenza dei limiti di alcune donne.
Che poi quello spirito l'ho messo tutto negli straordinari fatti oltre le 6 ore. Il lavoro é un mostro che cresce, alimentato dalle ore fuori orario. Più ne fai, più ce ne sarebbero. E nessuno si accorge più di nulla.
Torno a tempo pieno per smettere in libertà con i fuori orario.
Torno alle 8 ore per poter, nel privato, continuare a fare come sentiamo.
Senza calendari che mi ricordino qual é il giorno del mese in cui devo andare al consultorio a prendere il certificato che attesti che sto ancora allattando, da portare regolarmente alle risorse umane, senza, regolarmente ed evidentemente, sapere cosa dire ogni volta.
Trascorsi tre anni, al secondo allattamento, il primo di successo, chiedo: per quale ragione dovrei vietare al mio bimbo il mio latte e dargli esclusivamente quello di mucca?
É più sano?
Beh dai, dagli il latte di soja.
É più sostenibile?
Ma non sei stanca?
Sì. E ho anche le tette brutte.
Credo che continueremo sulla nostra strada, senza dire più nulla. Decideremo insieme, noi due. Quando avverrà anche questo distacco, come sempre, mi farà un po' male e un po' bene. E ok così.
Andiamo a vestirci che oggi sarà una giornata particolarmente lunga.
Ringrazio i numi per queste due ore extra ogni giorno, durante due anni, di cui molte mie colleghe non erano neanche a conoscenza, a cui molte mie amiche purtroppo non hanno accesso perchè abitano nel paese sbagliato (ma anche questo non é un granché, dovremmo tutte guardare altrove).
Spero di non averle sprecate troppo queste ore, in puttanate come sistemare la cucina, fare lavatrici e stare su internet per cercare conferme al mio sentire in quanto mamma, forse diversa, forse no.
Tintoretto - L'origine della Via Lattea - 1575-1580 - olio su tela - National Gallery, London

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