Vorrei che questo sentire fosse un bicchiere,
una caraffa, un recipiente rigido,
con il suo limite, anche il suo tappo, magari.
Da riempire, all'occasione, solo di vino buono.
Invece è una sacca elastica, informe, estensibile,
che s'allunga, s'ingrandisce, carica di tutto.
Ogni peso. Mio e degli altri.
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