Friday, November 9, 2018

Per Babbo N, via dei Pinguini 1, Polo Nord.

Caro Babbo N (se ti chiamo così mi fai molto rapper),

Scusa se ti scrivo. Lo so che non dovrei, visto che mi hai sicuramente sentito varie volte mettere in dubbio la tua esistenza.
Ma ogni tanto, indipendentemente dalle incertezze, bisogna pur votarsi a qualcuno.
Tu hai mille chance in più di esistere, rispetto a quell'altro che vola più in alto. E senza renne, per giunta.
Io manderei all'indirizzo solito, quello che diceva mia mamma, anche se i pinguini  non é che al Polo Nord possano considerarsi esattamente autoctoni. E anche "Polo Nord" mi é sempre parso un tantinin vago.
Se non hai tempo di leggere, passa pure questa missiva alla tua spalla.
Che noi donne lo sappiamo che ogni grande uomo come te, ha una sua pari a fargli il ragù, fissargli gli appuntamenti dal medico, spicciargli le rotture più grandi e i calzini spaiati, oltre che a sbrigare le sue proprie e pari magagne.

Io, i calzini spaiati, mi rifiuto proprio.
Vengo al sodo. Ok.

Per Natale, Iago vuole uno skateboard, il drago rosso e quello blu della Lego, con relativi cavalieri aitanti e con probabili affanni epatici.
Dunia vorrebbe i biglietti per andare a vedere il film-concerto di Harry Potter, lei più accompagnanti. Sono d'accordissimo, compriamo immateriale, fa bene al decluttering planetario e domestico.
Alice vuole me e ci basta, anzi, ci piace da morire.

Io adesso forse vorrei solo una mano. Ti sto scrivendo mentre i due piccoli si fanno compagnia, tra una zuccata e una tetta al vento.
Ti faccio un esempio pratico, per non farti perdere tempo con robe astratte come i sogni da coltivare e cambiare vita (vabbè, ciao).
A parte quanto sai già (se non ricordi puoi rinfrancarti la memoria leggendo qui), pensando a una famiglia a 5, la cosa a cui ero meno preparata era la spesa.
Non la spesa in danaro - a quello ci avevo pensato, ovviamente - ma la spesa nelle due dimensioni: lo spazio e il tempo.

La grandezza del frigorifero si sa, è direttamente proporzionale ai membri dell'aggregato familiare e al numero di cadaveri che devi buttare periodicamente perché non fai in tempo a mangiare tutto; così, quando eravamo in tre e senza troppi progetti di crescita, lo abbiamo scelto piccolino. Bene, ora le verdure non ci appassiscono quasi mai, si esauriscono troppo in fretta in zuppone e passati per i bimbi. E allora, tutti i benedetti giorni, vai a fare almeno un po' di spesa.
Ecco vorrei un aiutino, credo. 
E già che siamo qui, vorrei anche che mi confermassi una cosa, Babbo N.

È trascorso un anno da quando sono uscita con il pancione dall'ufficio.
Me ne andai augurando Buon Natale a tutti i colleghi che ancora permanevano fuori orario. Poco avvezza agli extra, ero rimasta una mezz'ora in più, per completare il mio handover in vista della maternità.

Ho lavorato tanto Babbo Natale, fino a un anno fa, nonostante non sia mai voluta venire meno ai miei diritti (lo so che per questo non sono sempre ben vista, perché se lo faccio io, chissà quante altre vorranno allattare e fare 6 ore finché al bimbo le dá la gana, o quasi). Sempre nei limiti della legge.
Anche quando avevo la riduzione oraria comunque, lo sai anche tu, facevo quello che mi spettava per una giornata piena, come tutti gli altri, sudando e con la tachicardia, ma ce la facevo. Ricevevo il mio salario e versavo i miei cazzo di contributi. Come tutti.

Ciononostante, ora che ho bisogno che lo Stato mi assista, nicchia. La mia domanda, inoltrata da un mese, é ancora lì, che aspetta che qualcuno la esamini e dia l'ok al pagamento.
Che poi, Babbo N, non é che ci sia molto da approvare. Due fogli con due date in croce, un paio di codici numerici di identificazione e altre due dichiarazioni mediche che dicono che io devo stare a casa con mia figlia.

Il fatto che qualche lavoratore dello Stato non prenda in mano quei quattro pezzi di carta in html e li guardi e che non mi paghi il 65% del mio salario, sapendo che di mangiatori di zuppe e passati ne ho tre di cui una piccoletta che a scuola é proprio meglio che per il momento non vada, lo trovo davvero molto molto brutto.

Ecco, arrivo al punto: ai brutti gli porti sempre il carbone?

In ogni caso, effettivamente, a noi basterebbe che per Natale arrivassero quei soldi lì.
E che io, mamma, mi mettessi tranquilla e serena.

Grazie, eh?

Mi raccomando vacci piano con lo sfruttamento degli elfi e delle renne. Ormai il mondo sa.
Un abbraccio alla tua smisurata compagna e a te.




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