Sunday, September 15, 2019

Dona Vizinha, adeus.

Fino a qualche giorno fa, ogni volta che qualcosa cadeva rumorosamente sul pavimento, pensavo "ma povera dona Vizinha" (trad. vicina, come la chiamava Iago). Una preoccupazione abbastanza ricorrente, per forza di cose, per forza di bimbi.
Poi però, il pensiero ripercorreva un sentiero battuto: quando ci siamo trasferiti qui, sapevo sempre quando cominciava l'unica telenovela che ho mai visto praticamente per intero, 'Gabriela', tratto da 'Gabriela, cravo e canela' di Jorge Amado. Meraviglia. Sapevo che era ora di sintonizzare la tele non appena sentivo la sigla, arrivare dal piano di sotto, a tutto volume.
E allora mi preoccupavo un po' meno per dona Z. e il suo riposo.
Da qualche giorno, ogni volta che cade qualcosa penso al fatto che la casa di dona Z. ormai è vuota, il suo riposo indisturbabile. E non so come dirlo a Iago, che le voleva così bene.
Grazie dona Z. per averci incontrato sulle scale, sui nostri cammini. Per restituirmi pazientemente tutti i panni che mi cadevano sul suo stendino. Per tutta l'attenzione, per tutto il carinho.
Mi dispiace non averle potuto dire arrivederci.

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