Conosco persone che sarebbero una delizia.
Persone a cui pesa il culo fare la raccolta differenziata, ma evidentemente non pesa la coscienza a non farla.
Persone che però si indignano quando dico loro che, no, non vogliamo più giocattoli, che abbiano pietà di me e dei miei figli.
Per loro sono sicuramente una madre snaturata, che rifiuta beni a cui i miei figli hanno un diritto per natura, essendo nati e compiendo gli anni e trascorrendo i Natali. No, cazzo, i miei figli sono 3 e di età "#tuttifrutti". Ho un campionario di cose che non so.
Per quanto io sì differenzi, oltre alla spazzatura (quella sempre che #santapazienza non ci vuole mica tanto), anche tutte le robine accumulate nel tempo, per specie e ordine, alla fine di una giornata ingrata, è tutto di nuovo un pout-pourri di cose in un bidone (seeee, magari uno!), che non sai da che parte cominciare nè per giocarci, nè per metterle da parte da donare a qualcuno perché comunque manca sempre qualche cazzo di pezzo.
E comunque non contemplo il buttar via perché così facciamo posto per il nuovo.
E comunque quando comincio a fare cernite di ninnoli, puf, appare sempre un nuovo baby, quindi calma.
Non regalateci più giocattoli.
Specialmente se multipezzettati.
Specialmente se di plastica.
Che il mondo non ha posto per tutta sta roba.
E fate la raccolta differenziata, così posso smettere di usare il condizionale nella prima frase di questo mio reclamo.
Il primo diritto di natura che hanno i nostri figli è il diritto *alla* Natura.

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