Mentre finisce di cucinarsi la cena, zuppa di zucca, mentre qualcuno la sta già terminando, come i vicini in basso a destra, che saranno pure in tanti, ma spio sempre qualcuno seduto a mangiare qualche piatto del Punjab; a quest'ora nuova, che non capisco bene a che serva, vorrei portarvi un attimo qui, a spiare il profumo di questi cortili sul retro, ora bui ma quasi sempre all'ombra.
Ora che piove sui nespoli e sui rachitici alberi di limone, ora che l'aria di Lisboa si è pulita dal kerosene degli aerei che solo raramente atterrano, ora che resta qualche infiltrazione fognaria, pure nel giardinetto che potremmo okkupare non troppo anarchicamente, pois la nuova proprietaria, bloccata in Brasile, ci ha detto: "ma certo che ci potete andare".
Ecco, stasera, qui dietro sento, allucinata, odore di montagna. Se mi concentro si materializza, dietro le mie palpebre, con le sue nuvole sospese appena nate, con la sua roccia e il suo colore erba speranza.
Deve andare tutto bene.

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