Come se potessi fingere di essere sana senza digitare le mie quattro tonteras di tanto in tanto.
Sto imparando che oltre ad avere una voce suadente al telefono bisogna sapere come riservare gli IP fissi, origliare l'accento scottish senza farsi prendere dallo sconforto, e a non perdere di vista il fatto che, almeno nel fine settimana, sarebbe necessario riprendere le fila di se stessi invece di pensare ai fili su cui mettere in fila le mutande umide profumate di ammorbidente.
Mi chiedo se ci saranno personaggi che faranno una ricerca boooooleiana di "mutande umide" o "mutande" + "profumate" o "mutande umide profumate" e se il mio blog avrà più visitors per questo motivo nelle prossime settimane.
Ma poi mi dico anche che sono io che non visito più tanto me stessa. Anche se ne ho nostalgia.
E allora che cazzo pretendo?
Dagli altri intendo.
È orribile pensare che io mi debba preoccupare di quel che altri-altri, persone di cui non me ne può proprio fregare di meno, in questo caso persone-solo-lavorativamente al di sopra di me, penseranno di me.
Mentre mi tocca allontanarmi da me stessa per 300 euri in più al mese.
Che puttana!
Non vedo l'ora che dentro di me si infuochi la rivolta.
Sunday, January 24, 2010
Wednesday, January 6, 2010
Chirurghi di Casablanca
Oggi pome, come desejado, ho potuto dare un risultato al mio progetto pre-natalizio.
Fare IL Pupazzo di neve (o bonek'é'nevv) con la Piccina.
Fare IL Pupazzo di neve (o bonek'é'nevv) con la Piccina.
Scendiamo armate di carota, in compagnia del babbo (o nonno).
Raccatta la neve, fanne una palla gigante, falla rotolare per riuscire a render la palla ancor più gigantosa.
"Aspetta, tesoro, la mamma e il nonno prendono un caffé"
"ok"
"Patatina, corri, che altrimenti il cinese ci ruba la nostra palla!! Io arrivo, eh?"
"ok"
Fai n'altra palla, non per farle la testa (perché la Piccina vuole un pupazzo combo, con il busto), mettila sopra la prima.
Fanne una terza, per farci la testa e mettila sopra la seconda, a sua volta risultata un po' quadrata. Il pupazzo sembra in realtà una pupazza, con un seno appena accennato.
La addobbiamo di tutto punto, la pupazza. Braccia, sorriso, naso, occhi, bottoni (questi ultimi ricavati con delle pietruzze e con un container di sorpresine K***).
Raccatta la neve, fanne una palla gigante, falla rotolare per riuscire a render la palla ancor più gigantosa.
"Aspetta, tesoro, la mamma e il nonno prendono un caffé"
"ok"
"Patatina, corri, che altrimenti il cinese ci ruba la nostra palla!! Io arrivo, eh?"
"ok"
Fai n'altra palla, non per farle la testa (perché la Piccina vuole un pupazzo combo, con il busto), mettila sopra la prima.
Fanne una terza, per farci la testa e mettila sopra la seconda, a sua volta risultata un po' quadrata. Il pupazzo sembra in realtà una pupazza, con un seno appena accennato.
La addobbiamo di tutto punto, la pupazza. Braccia, sorriso, naso, occhi, bottoni (questi ultimi ricavati con delle pietruzze e con un container di sorpresine K***).
Noi e la nostra spettacolerrima pupazza abbiamo attirato l'attenzione degli avventori del caffé, tutti distintamente del subcontinente indiano e di un distinto signore con la pipa. Tutti si sono voluti fotografare l'opera, un pakistano addirittura in compagnia di.
La Piccina si è rotolata nella neve, si è armata di palle per corrispondere alle nostre, finché stanca non si è messa a chiamare "mamma" quella cosa bianca e sorridente.
Siamo state in casa una mezz'ora.
Quando siamo uscite di nuovo, qualcuno aveva già aumentato il seno della signora pupazza. Come capezzoloni dei tappini rosa dell'acqua S*** B***.
Chirurghi di Casablanca. Poi dicono che stare al grattacielo suckz*.
*con la zeta con la bocca storta.
Tuesday, January 5, 2010
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