La valigia che aspetta di esser riempita di roba sporca, perché quella pulita non si asciuga.
Mannaggia, non si asciuga proprio.
La valigia scaldata dalla gatta che ci dorme sopra, dopo averla spagliata, invece di rincorrere il pappagallino che vola felice, prima di rimanere chiuso in gabbia durante le nostre ferie, per lui da trascorrere da mia suocera.
Gli amici, vecchi e nuovi, ad ascoltare con gli occhi qualche volo pindarico della psiche, attraverso la techne.
Un bicchiere, il secondo, pieno di Porto, aperto per mescolarlo al caffè del tiramisù, ora nel frigorifero a prender consistenza ad aspettare una sacra spolverata di cacao amaro e cioccolato a scaglie morbide. Mi rendo conto di aver già cenato, nel preparare il dolce.
Mi rendo conto che il mio Natale è questo:
L'idea che se non fosse per laDu, forse non sentirei il Natale.
Non è per il fatto che lei è piccina e i bambini, e il Natale, e cazzi e mazzi.
È perché i ricordi dell'infanzia, durante il Natale si fanno più vividi.
Quella farfalla nello stomaco che svolazza e mi suggerisce che forse mi sono reincarnata prima di morire. Mi rivedo in lei.
Vedo quello che da lei, Anna piccina, mi ha portato fino qui.
Con questo non voglio dire che stia facendo dei piani per lei, che voglio che lei sia quello che io non sono stata.
Certo, voglio che sia sempre felice. Ma perchè lo sia, che scelga lei la strada.
So solo che quando ero piccolina, ero come lei. Dolce, lamentosa e con un cuore enorme.
Al tempo stesso, sento le mie anime gemelle, sparse in questo mondo e nell'altro. So che sono lí, da qualche parte, algures - una delle mie parole preferite.
Sogno ad occhi aperti una festa, una bella festa, senza gente ubriaca fuori misura, solo un po' ebbri, dove il gioco della verità non fa male a nessuno... Ma forse quella festa lì può esser solo un funerale - non che ne abbia in progetto uno (risate di fondo).
Una festa dove non ho lividi, nè ombre. Se non sembrasse tanto frivolo, aggiungerei che nella festa non ho kg di troppo. Lo aggiungo?
E sia.
Comunque nella festa sono quella che sono sempre stata.
Non è questione di voler tornare indietro, ma di voltar pagina, e cominciare a scrivere, più saggi.
Occhei, é arrivato il momento di far nevicare cioccolata sul tiramisù e andare a fare la valigia.
Buon Natale, a chi mangerà il mio tiramisù, ma anche a chi non.
(Ah, e un silent vaff*** al mio lavoro metallico).
Fui.

