And so there was this being, lost in the universe, born on Earth.
He thought he was the above of all creatures.
He believed other beings were born for him to eat and exploit.
He also believed in science, as long as it was not preventing him from doing whatever he wanted to, as long as science could allow him continue on his damn path.
"Science will save me from the death." thought him, the fool. "I can eat whatever I want on this planet, I can leave my shit around, whenever I want. Science will save me. I will have vaccines, cool air and fresh water, on demand, out of the blue. I will. I"
One day, noticing Earth already gave up the struggle, as she knew she would be the winner of the gran finale, Science was upset:
"Hey, you, guy. Come on, help me. Stay quiet for a bit. Stop consuming like this and stop travelling like that. Earth can't keep up with your pace, I can't either. "
"Of course, you can!"
"Nope. Believe me."
"oh, Science, you fool."
The End
Monday, February 24, 2020
Wednesday, February 12, 2020
Ricominciamo.
Trascorso qualche tempo dall'ultima volta che io e Alice siamo andati a fisioterapia insieme, siamo tornate a vedere la fisiatra.
Ricominciamo: 20 sessioni per limare qualche assimmetria nell'andatura, dalla cintola in su, perché le gambette vanno che é uno spettacolo (e pure le manine).
Nell'attesa della visita, è stato straniante vedere come è cambiata, da allora - solo pochi mesi fa.
Come le sono cresciuti i capelli e le movenze, la personalità, le parole e l'altezza, rispetto a quella porta con le foto delle palle di pilates (pau) che lei ricordava e che voleva aprire per tornare a giocare.
Mi sono quasi commossa.
Poi, salutata la fisiatra, mi sono quasi chiesta se doveva sfiorarmi un senso di nuova resa, davanti a queste lime che continuano a presentarsi, quasi cicliche.
Invece ho scacciato il pensiero. In fondo siamo qui per dare il meglio, io per aiutarla a camminare, schiena dritta, testa alta, ora che posso.
Sempre.
E continuerà ad andare tutto meglio.
Ricominciamo: 20 sessioni per limare qualche assimmetria nell'andatura, dalla cintola in su, perché le gambette vanno che é uno spettacolo (e pure le manine).
Nell'attesa della visita, è stato straniante vedere come è cambiata, da allora - solo pochi mesi fa.
Come le sono cresciuti i capelli e le movenze, la personalità, le parole e l'altezza, rispetto a quella porta con le foto delle palle di pilates (pau) che lei ricordava e che voleva aprire per tornare a giocare.
Mi sono quasi commossa.
Poi, salutata la fisiatra, mi sono quasi chiesta se doveva sfiorarmi un senso di nuova resa, davanti a queste lime che continuano a presentarsi, quasi cicliche.
Invece ho scacciato il pensiero. In fondo siamo qui per dare il meglio, io per aiutarla a camminare, schiena dritta, testa alta, ora che posso.
Sempre.
E continuerà ad andare tutto meglio.
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una buona novella
Sunday, February 2, 2020
Antropologia di una torta di compleanno.
Quella cosa d'amore che metti nel forno ogni anno per ognuno di loro e che se non lo fai tu senti un po' snaturata, comprarla fuori piás no.
Quella cosa dolce e soffice che poi, trascorsa qualche decina di minuti (o qualche manciata di mesi), sfornerai per darla al mondo che, vorace, se la papperà. E più è buona e dolce, più il mondo sarà felicissimo di fagocitarla.
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