Tuesday, February 26, 2019

La macchina, il Carnevale.

Ce l'ho fatta.
Avevo acquistato la macchina da cucire tre anni fa. La Katia, una volta, qui in trasferta, mi aveva dato un infarinatura sui fili e sui punti e "guarda che se non fai l'imbastitura non riesci mica!". Poi il nulla.

Avvicinandosi carnevale, però, ho detto basta.
Dimentica di quasi tutto o forse no, ho messo su il filo non so quante volte e si è incastrato altrettante. Però ce l'ho fatta a farla partire e a mettere insieme due mantelli, uno da Supereroe e uno da Cappuccetto Rosso.
Nonostante la gatta che mi tirava giù la spagnoletta, i continui "e questo cos'è" di Iago, Dunia che arrivava da scuola e scampanellata svegliando Alice che mi si portava via il pedale.

Fanno un po' pietà, cuciture storte e orli inguardabili, anche con le imbastiture, ma sono soddisfattissima.
Ci sono tutto il mio cuore, i miei quattro bimbi, un po' della mia mamma (quindi anche di mia nonna e sicuramente di mia zia) e il mio completo campionario di parolacce.
Probabilmente la macchina rimarrà nella scatola per i prossimi tre anni...ma va bene anche così.


Sunday, February 17, 2019

Ancora grattacielo

Oggi i giardinetti dove sono venuta su a giocare a guardie e ladri erano un po' su tutti i giornali.
Giardinetti dove prima c'erano i bambini e le vecchiette che mi dicevano di portare pazienza perché i fratelli minori hanno sempre ragione. I bambini con cui giocavo erano italiani ma anche "terroni", poi anche albanesi. Ci si tirava le bombe d'acqua e io arrivavo su fradicia dopo che mia mamma mi aveva urlato dalla finestra di non fare la cretina che mi ammalavo. Lì sotto tira sempre un vento da raffreddarsi anche d'estate.

A volte qualcuno mi chiedeva: "eh ma con quella ragazzina lì...? la sua famiglia?". Mancava sempre il predicato. Però, tanto, anche da piccola, lo capivo dove voleva andare a parare il discorso. Tante volte gli stessi inquisitori me li trovavo in parrocchia.
Poi sono cresciuta e ho cambiato compagnia e il punto d'incontro era un altro. Alle volte quando i miei amici mi venivano a prendere, dovevo guardar bene dove li aspettavo. Quante volte mi hanno scambiato per una battona, a partire dai 16 anni.  Lì intorno era tutto una festa di gioventù in vendita e italiani agli acquisti.
Una sera, rincasando sola, uno squilibrato italiano mi chiese se non lavorassi in uno strip club alla pendici del palazzone perché quelle puttane che lavoravano là le voleva uccidere tutte.
Tutto sommato, i miei amici mi riaccompagnavano praticamente sempre, aspettavano che io aprissi il portone ed entrassi in ascensore, prima di ripartire, intanto magari erano già stati interloquiti da un paio di spacciatori che volevano vendere qualcosa. Dopotutto i consumatori della zona sono tutti bianchi, da almeno 20 anni. A volte però, se la serata lo permetteva, si rimaneva anche giù a fare due chiacchiere. Se mi mettessi a guardare bene i filmati di stanotte potrei richiamare alla memoria i discorsi ascoltati da ogni singola panchina. MI ricordo quando hanno installato quella cabina di SOS, per chiamare i soccorsi in caso di pericolo o di violenza, ri-di-co-la, <>, scherzavo con le mie amiche.
Mi ricordo quando sono venuta via, per studiare, mica per altro. All'inizio facevo la pendolare e mi trovavo i "mirones" italiani che si masturbavano sul treno. Ho iniziato ad avere  qualche attacco di panico e a pensare di smetterla con i treni la mattina, poi l'erasmus, poi é successo che non sono tornata a vivere in Italia. Quando torno a visitare i miei però c'é sempre qualcosa di nuovo, ogni volta ci sono dei soldi da sborsare per mettere qualcosa in regola, in un condominio concepito quando certe regole erano diverse.
Se non si paga, i miei e le altre famiglie, li cacciano fuori. E sono costretti, al contempo, a trovare stratagemmi contro la mancanza di sicurezza: per esempio, ora si possono usare gli ascensori solo inserendo il numero telefonico, se non paghi il condominio non funzionano.

Il grattacielo, da tempo il grande rompicapo dell'amministrazione ferrarese, sempre salta fuori qualcuno che si chiede se in zona non ci stia meglio un bel centro commerciale.
Il grattacielo, il ricettacolo di tutte le persone non grate della città, secondo la visione dei più, che non sanno un cazzo di chi ci vive.
Il grattacielo, il "ghetto verticale" abbandonato a sé dal questore. Oggi leggo post e commenti a tornare a richiederne lo "svuotamento", l'"eliminazione".
Cosa c'è di diverso? Che oggi al governo c'è qualcuno che é bravissimo a cavalcare tutte le onde di questa serpe d'odio che il ferrarese medio coltiva in petto da almeno 20 anni, facendola passare per semplice puzza sotto il naso.

Scusate se ve lo dico, ma mi avete rotto il cazzo.
I miei purtroppo da là non se ne vogliono andare e hanno bisogno di stare in pace, non posso fare altro che dirvelo e dirvi che gli spacciatori nelle torri non ci vivono.

#GAD #Ferrara #grattacielo

Saturday, February 16, 2019

Mattina e pomeriggio

Mattina.

Ieri avevo scorto il fondo del cesto della roba sporca. 

Gongolavo stupidamente. 

"Una decente donna di casa tutto sommato", mi dicevo. Pur odiando il patriarcato in me, ogni tanto è necessario trovare uno straccio di soddisfazione, darsi una pacca sulla spalla una volta, ecco. Dirsi, abbracciandosi, che ce la si fa, sotto qualche punto di vista.

Sono bastate due pisciatine fuori posto della cucciolata durante la notte e la prima mattinata che l'orografia delle montagne di roba da lavare è stata completamente riscritta.


Pomeriggio.

"toma, namoiada."



...

"Depois podemos pôr na nossa casa para as abelhas irem à nossa casa?"

Save the bees, the romantic way.

Montagne

Ieri avevo scorto il fondo del cesto della roba sporca.
Gongolavo stupidamente.
"Una decente donna di casa tutto sommato", mi dicevo. Pur odiando il patriarcato in me, ogni tanto è necessario trovare uno straccio di soddisfazione, darsi una pacca sulla spalla una volta, ecco. Dirsi, abbracciandosi, che ce la si fa, sotto qualche punto di vista.

Sono bastate due pisciatine fuori posto della cucciolata durante la notte e la prima mattinata che l'orografia delle montagne di roba da lavare è stata completamente riscritta.

Friday, February 15, 2019

Click.

Da oggi pomeriggio ti sei messa ufficialmente in festa, tutto un Carnevale, tutto un gioco, tutto un dire, tutto un gesticolare.
Hai anche fatto ciao con la manina a tua sorella, dicendole "Ad(eus)".
Che belli i vostri click. Rnham.

Thursday, February 14, 2019

Valentino

L'anno scorso annotavo:
Niente. Gli ho detto che oggi é la festa degli innamorati per rubargli un bacio.
Lui invece é uscito di casa con il bellissimo anello azzurro e viola che ha trovato ieri nel "chocolate kinne" e che ha indossato orgoglioso e gender per tutto il pomeriggio, portandolo a scuola per darlo alla S, chiederle se vuole essere la sua namorada e se vuole casar con lui.

Un'altra prova.
Da mamma a suocera il passo é breve.
*****
Oggi gli ho detto la stessa cosa.
Lui, piccolo grande guru dell'amour, mi dice:
"Todos os dias são dias das namoradas e dos namorados."

Tuesday, February 12, 2019

Caro papà.

Caro papà, anche se ti sei messo offline da un po', visto che Alice é qui buonina che titta, io due cose le scrivo pure qui.
Oggi è il tuo compleanno. Abbiamo parlato al telefono poco fa. Ti raccontavo che voglio venire presto, che me lo sono sognato stamattina, tu mi dicevi di aspettare, che sei ancora stanco. Io ti dicevo che devi bere tanto, altrimenti le vitamine non bastano mica. Mi rammaricavo che sono capitata nel paese sbagliato, da cui non posso tornare quando mi va, perché chi guadagna come un portoghese è povero.
Qui l'importante è che vengano i turisti, i portoghesi meglio che se ne stiano a lavorare, a servire ai tavoli e a vedersi gli affitti schizzare alle stelle, senza sognare troppo. Sarebbe stata meglio la Germania, la Svizzera, la penisola scandinava. Avrei potuto guadagnare un po'di più, e tornare ogni due, tre mesi a farvi un saluto, poi magari viaggiare altrove per le ferie. Invece no. L'aereo è solo per tornare in Italia.
Dopo aver messo giù, posto la zuppa sul fuoco e i piatti in lavastoviglie, mi sono messa a guardare le foto.
Insieme a quella con il nonno Alfredo, in bici sulle Mura, questa è una delle mie preferite. Avrà 37 anni, mi sembrano i  giardini della mutua, con le mie future scuole elementari dietro.

Scattata sicuramente dalla Katia, sempre frettolosa o impaziente di restituirti la macchina, conoscendoti, che non ti ha dato il tempo di metterti in posa. Probabilmente ti stavi aggiustando il bavero del paltò, ma a me è sempre piaciuto immaginare che stessi lì con il pugno chiuso a chiosa di quel cappello un po' alla Humphrey Bogart. Continuo a volerti pensare così, che la lotta continua.
Riposati che arrivo.