Questo mazzo di chiavi è uno degli ultimi che ho utilizzato in Italia. Spesso me li portavo via, credendo di poterli usare al mio seguente arrivo.
Raramente questo si verificava. Solitamente accadeva piuttosto che, tornando, il portone di sotto non si aprisse più.
Di volta in volta, gli scassi, tentati o riusciti, e le conseguenti sostituzioni o riparazioni rendevano le mie chiavi inutilizzabili.
Come queste, che arrivata per Natale alle 3:21 del mattino, non funzionavano più.
Pare che per un po' non debba preoccuparmi di questi dettagli.
Venerdì 6 febbraio, ho abbracciato i miei e mia figlia e sono tornata a Lisbona.
Viaggio della disperanza, ve lo racconterò: stavo leggendo un libro bellissimo e a tema.
Da allora, la sciatica bastarda ha mollato gli ormeggi: le sere sono abbastanza terribili.
Lì non si faceva sentire, dietro la maschera dell'adrenalina. Credevo, naïve, di aver imparato finalmente a spostare pesi proteggendo la schiena, ma effettivamente di tempo per riflettere sulla postura ce n'è stato poco.
Pensavo, in fondo, di aver interiorizzato: di essermi neuroriprogrammata, tra flamenco e pilates.
Magari è anche così e forse sto solo somatizzando il peso invisibile delle cose immateriali.
Dei silenzi, del rumore.
Della preoccupazione per la mia famiglia e per le mie vicine e i miei vicini.
(Obietterete che vivo altrove. Ma se chiamo "casa" il Grattacielo, è ovvio che per me Shahzad, Faith, Maurizio, Adriana, Amara, Enas, Erika, ... siano i miei vicini e le mie vicine.)
Ogni mattina mi sveglio con gli occhi umidicci e l'animo incatramato.
Dal tenore dei sogni, evidentemente sto ancora processando quanto ci è successo.
Come persona, famiglia, comunità.
Nei miei sogni, però, non sono sola.
Chi c'era, c'è, sempre.
Grazie a loro e alle altre persone che si stanno prendendo cura della nostra ferita. Conosciute in quella lunga settimana, ora mi mancano tantissimo.✨
Nota positiva: sogno, dunque dormo - anche abbastanza profondamente.
Quello della coscienza a posto è un privilegio, non si eredità però: bisogna lavorarci un po' su.
La casa invece è un diritto.