Wednesday, August 13, 2008

I buchi nella pagina

Sostengo di aver girato pagina: il problema è che quella precedente è stata scritta a quattro mani con un bambino inesperto, dalla mano pesante.
Nella nuova facciata si sentono i rilievi, le impronte della cancellature e della frustrazione di chi non sa che fare. Ci sono dei fori.
Devo fare un disegno, il più colorato possibile, per far ridere mia figlia. I rilivei daranno corpo ad alberi e a colline dolci. I buchi, stelle nel cielo, attraverso cui guardarmi dentro e imparare il futuro.


Thursday, August 7, 2008

Apparato neuropsichiatrico: niente da rilevare

"Non mi guardare con quegli occhi da lupo mannaro, che mi sento cappuccetto rosso!" - gli ho gridato tra me e me, senza rendermene conto.
Sento di avere bisogno dell'amore ai tempi delle scuole. Quello stupido sfrigolio neurale che mi portava a sorridere in modo incontrollato anche quando mi sentivo brutta ed ero grassa al punto che non riuscivo a capire che comunque potevano amarmi lo stesso. Penso di essere cresciuta nello stato mentale della cotta permanente. Anche all'asilo: forse l'unica epoca in cui azzardavo il primo passo, defilandomi nell'aula di fianco dove imparava i nomi dei colori l'oggetto della mia cotta...e ivi rimanevo finchè "la signorina" non si rendeva conto della mia presenza di bambina occhialuta e mi mandava via.
So amare e desiderare in modo salubre? Probably not.
So amare come mi hanno insegnato a farlo in imprinting? Fortunately not.
So amare come mi sono educata ad immaginare l'amore: 2 individui che lottano per lo stesso, dividono, curano, rincorrono, ci sono, sentono. Magari diventano 3, 4, tanti individui quanti i conti ne permettono.
Boh, basta, 'sta cosa io adesso non la posso avere, pace. Mi abituo, no problem (devo ripetere 'sto mantra: mi abituo, no problem. Mi abituo, no problem. Mi...)
Ho lei, la mia piccina, io ci sono até ao fim. Ieri sera mi ha ritelefonato attraverso il tzellu di suo padre perché voleva me: "a minha mamá"...sì, sono SUA e orgogliosa di.
Suo padre forse sorrideva, dicendomi che al mare con lui e la family chiede molto di me, forse perché forte delle sue certezze relative all'hic et nunc, forse perché in procinto di ri-chiedere algo: un allungamento dello spettacolo, una diluzione dell'ultimatum che si é auto-assegnato, la possibilità di passare da abbandonante ad abbandonato, perlomeno agli occhi sua clemente family.
La mia piccola deciderà chi meriterà l'onore di essere papà.
Mi vorrei scrivere sulla pelle tutto quello che mi è mancato.
D'ora in poi entrerà in vigore il "mi vuoi? allora carolupomannarobello corri. Cappuccetto is on the road, incazzata nera (in attesa della marmellata che tanto la nonna è diabetica e non la mangia...se la marmellata sarà buona magari le viene voglia di rigettare la flora nella fauna)".

By the way

Ho lasciato perdere, senza i dovuti tagli netti, la scrittura frutto dell'incazzamento triste indirizzata unicamente a chi mi ha lasciato con la certezza di non essere amata, forse uscendo dalla mia vita con il dubbio di non sapere se la mia certezza è basata sulla verità. Non posso lasciarmi avvolgere e prendere dal ricciolo del suo punto interrogativo, la sua voglia di nostra figlia e il desiderio ondivago di avermi. Non devo.
Sperando che mia figlia abbia un padre presente, by the way, sono precipitata nell'imbuto del poco tempo da dedicarle, spargendo avanzi di quel che resta del nuovo lavoro e della (sempre meno) pigra frenesia di chi cerca una casa e una scuola. Una nuova vita in una città mai conosciuta sul serio, perché ho aspettato troppo, per tanto tempo, come si aspetta la pioggia nel mezzo del Sahara. Quel poco di acqua che viene non serve mai a dissetare la terra.
Penso al mio bistrattato sesto senso, che aveva visto tanto del tutto in corso. L'ho bendato, il mio sesto senso, come se fosse la dea della fortuna, senza accorgermi di averlo trasformato in un piccolo satiro incazzato. Non sono, né sarò sola. Porto e parte con me la mia piccina, il percorso non lo so. Sono serena, in attesa, non del tutto triste, ironica et dolce.

Wednesday, July 23, 2008

limitiamoci a:


Sospendo per il momento ogni altra istanza di commiserazione, limitiamoci alla salute.

Il mio neurone, triste ma sridanciano, sta costruendo una barchetta di carta per navigare sul mare di catarro che mi ottenebra il cervello.

Più in basso, cuore insolito cercherebbe casa.

Friday, June 20, 2008

Copy, obviously

Fine del lavoro, fine della casa, fine della scuola per la mia piccola.

FINE DELLA STORIA...

(mentre mi preparo al nuovo e bestemmio per non avere un computer diverso da questo che oggi lascerò sul mio desk, vicino alla sedia che rimarrà vuota non mi resta che fare l'ennesimo copy-paste dall'oroscopo di Internazionale...)

Il mio lavoro? Copy obviously...che deriva da copy-paste...non da copyright... o copyleft...

***

Stai cogliendo le opportunità uniche che quest'anno ti offre, Vergine? Ormai siamo a metà del 2008 e possiamo fare un bilancio. Spero che tra sei mesi, guardandoti indietro, potrai dire: "Credo di aver imparato più cose sull'amore negli ultimi dodici mesi che in tutta la mia vita. Sono diventato molto più bravo anche nell'arte di rendermi felice. Inoltre ho capito come si fa a essere generosi senza sentirsi dei martiri. In questo modo potrò dare senza aspettarmi niente in cambio, ed eserciterò un grande fascino sulle persone interessanti che sono disposte a darmi quello che desidero veramente".

Friday, May 16, 2008

La piccola fiammiferaia

La piccola fiammiferaia non c'ha proprio voglia di fare altro che dare fuoco a tutto.

Il suo oroscopo della settimana dice:

Vergine (23 agosto - 22 settembre)

A quanto pare stai cercando di imparare tutto il possibile da luoghi e idee di cui fino a pochi mesi fa ignoravi perfino l'esistenza. I tuoi esperimenti continuano a fornirti lezioni così preziose che ti consiglio di non interromperli. Va bene così, non c'è fretta, fa' le cose con calma. Noi della Noiosa routine saremo sempre pronti ad accoglierti con gioia non appena avrai voglia di tornare. Capiamo anche che per il momento hai voglia di startene da solo. Almeno finché non sarai assolutamente sicuro che la farfalla non cercherà più di ritrasformarsi in bruco.

Il signor Robert ha riferito esattamente tutto quello che sto facendo.

L'oroscopo della settimana di chi ha già il brain in cenere invece dice:

Leone (23 luglio - 22 agosto)

"Il motto di ogni storia d'amore", ha scritto Charles Williams, "è ‘gioca e prega, ma non pregare mentre giochi e non giocare mentre preghi'. Non siamo ancora capaci di fare le due cose contemporaneamente". Non sono d'accordo con Williams, in particolare per quanto riguarda il tuo destino nelle prossime settimane. Secondo la mia analisi dei presagi astrali, puoi benissimo (anzi devi) giocare mentre preghi e pregare mentre giochi. Ti consiglio di mescolare riverenza e irriverenza in tutti i modi possibili. E di esplorare il concetto rivoluzionario di sacro divertimento.

Il signor Robert ha riferito tutto quello che il bruco dovrebbe fare.

Saturday, February 2, 2008

time 2.34 am


Alle due-e-trentaquattro p.v. la mia piccola sarà nata da due anni. Ho scritto tanto su di lei in questo tempo, e anche prima. Tutto lo scritto che ho digitato è andato per lo più perduto. La fugacità dei byte. I dischi bruciati più in fretta dei fogli di carta macchiati a penna.

Anche il tempo che potrei avere con lei soffre perdite furiose, che mi lasciano piena di irritata tristezza, ansimante rabbia, desiderio di fuga.

Come prevedevo il nuovo lavoro pretende più da me che da se stesso. Chi lavora qualche scrivania accanto alla mia, con la mia stessa età ma che un guadagno di diversi euro in più, senza famiglia ma con appartamento in zona lusso, pensa di essere già arrivato e si stupisce della mia incapacità di fare straordinari non pagati. Poveretti!

Lei, (la) Dunia, è sempre bellissima, come la prima volta che l'ho vista e le ho detto "ma come sei bella!". Ma è una bellezza ogni giorno diversa, ogni attimo da scoprire, anche quando sono in sindrome premestruale e vorrei sfrecellarmi la testa contro un muro. Tanti auguri mia piccina, tante sindormi premestruali di tua mamma ti dovrai ancora sopportare. Tanti giochi ci ruberanno le ore e io sarò contenta.

Friday, November 16, 2007

la smemo é acqua passata

Dovevo farmi un appunto delle ore lavorate questa settimana: ho preso l'agenda con il particolare del quadro di Gustav Klimt "Le tre età della vita". Ancora non mi sono decisa a fare con Dunia un tableaux vivant, ma bisogna che mi sbrighi, visto che la signorina sta crescendo...La mia piccola ha aggiunto arte ad arte, scarabocchiandomi la copertina. Mi piace. Aprendo una pagina a caso mi son resa conto che ha apportato il suo contributo anche all'interno. Ho avuto lo stesso brivido di tenerezza che mia mamma deve avere ancora aprendo le agende dei primi anni ottanta, riscoprendone le pagine scarabocchiate dalla sottoscritta. Da quando sono ty-ager, adoro le vecchie agende, anche se non ci scrivo quasi nulla.

Ieri sul treno, ritornando a casa non sapevo davvero cosa fare: non si puó guardare fuori, date che le finestre sono oscurate (vedi post: Penetrazioni Ferroviarie). Il libro non ce l'avevo, e poi é troppo difficile leggere Saramago in portoghese e in ora di punta. Anche il turismo umano, l'osservazione delle persone, ho appreso essere una pratica piuttosto insalubre, se praticata sui mezzi pubblici: si assorbono le energie negative dei pendolari (bastano le proprie), si induce il prossimo al dialogo futile (bastano le idiozie che ci si espone ad ascoltare sul lavoro), o si diventa oggetto di sguardi inopportuni di chi pensa di corrispondere una sonda di disponibilità sessuale piuttosto che una di analisi sociale come la mia.

Ho frugato nella borsa, dove sapevo stare la molesckina nera che mi hanno regalato Michela e Clelia per i 23 anni, prima che partissi per l'Erasmus, per leggere cosa l'unico foglio estensibile avesse assorbito di me in questi 4 anni. Era da tempo che volevo indagarlo, ma ancora non mi ero azzardata, pensando di trovare materiale che mi avrebbe fatto esplodere. Ho deciso di aspettare una fase propizia del mese. Alla fine il contenuto si é rivelato essere abbastanza terra terra:

- le prime lezioni che Silvia, mí alma, mi ha dato prima di partire: yo amo, tu amas...yo temo...yo parto

- nomi e email di persone di cui non ricordo la faccia; telefoni di persone che amo, ma a cui non telefono mai.

- una cartina scarabocchiata per spiegare a qualche aegyptopitecus dove stanno la Galizia e il Portogallo

- gli schizzi del ultimo tatuaggio

- ricette: la torta giamaicana della More, la zuppa di cipolle della Lucia, i capláz

- la parola piú lunga del mondo che Micha mi ha scritto davanti alla porta del Reixa, o dell'Avante: Schifffahrtsgesellschaftseinweihungsfeierlichkeiteneröffnungsrede (= discorso di apertura dell'inaugurazione della fiera dei cantieri navali)

- liste della spesa: tonno, queso, riso, carta da disegno...

- appuntamenti: voto inglese, mercoledi; viernes, revisión derecho

- tesi: Prestige - España o Macao alla Cina - Portugal?

- una intera bibliografia da fotocopiare

- info sull'ultimo colloquio di lavoro

E poi quello che ho pensato, quando il primo aereo mi portava davvero lontana:

- Vedere San Luca diventare piccino, non posso, seduta sul motore!

- Qualcosa mi ha chiamato dal torpore. Ho guardato giù, tra l'ala e il motore: Genova. Il porto vecchio, i carruggi, i cantieri navali, le strade dove ci hanno intrappolato, in quel luglio 2001-

- Non capisco se stiamo sorvolando il mare o la terra. L'uomo in divisa che mi ha controllato il biglietto prima dell'imbarco m'ha domandato se viaggiavo da sola. Belloccio. Questo raffreddore mi perseguita. [..] Era mare. [..] Quella in fondo potrebbe essere già Barcellona. [..] Cerchiamo di archiviare almeno per un po' quel che accade alle persone vicine, mettiamole lontane. Mettiamo tra noi un po' di km mentali, almeno fino alla prossima durezza. Partire e, ora, dormire.

E poi:

- Solo sole. A parte quando siamo arrivate. Viste per la prima volta le torri della cattedrale nascondersi nella nebbia. Uccelli a stormi aggrappati agli alberi. Urlanti.

- omissis

(..) Ancora mancava un buon quarto d'ora prima di arrivare alla stazione di Barcarena. Per ammazzare il ritardo ho inziato a scrivere:

Comincerò il famoso nuovo lavoro. Tornerò a star con gente di "altri" paesi. A sentirmi realizzata. Durerà due giorni o, se avrò culo, due settimane. Poi tutto tornerà normalmente normele. Mi tornerò a sentire in colpa per non passare abbastanza tempo con la mia piccola. Prostituendo le mie ore, le nostre, per qualche causa che non merita tanto, per qualcuno di arrogante e/o incompetente. Che mi insegnerà le cose a metà per non sentire che le mie punte stanno dietro ai suoi tacchi. E allora chiederò nuovamente una riduzione oraria, per portare a casa il minimo. Non il salario minimo, magari. Il minimo corrispondibile per il minimo di ore possibili a farsi in un incarico di responsabilità. Il minimo di carriera. Cercherò di boicottare il boicottabile , rendere semplice il mostro. Non so se sto continuando a scrivere davvero per uccidere il tempo, per darmi un tono in questo treno di pendolari o per finire questa moleskine...

Tuesday, November 6, 2007

i colori disponibili

Stavo uscendo dal piccolo caffé di fianco all'ufficio, mi sono girata indietro, verso il bancone, pensando che Paula stesse parlando con me.

La moglie di Luís stava vendendo un accendino a un uomo alto e nero, con un maglione a righe dalle tinte solari. Gli stava elencando i colori disponibili: «quer branco, roxo..». Con Carla sono tornata in ufficio, mi sono seduta alla scrivania, vicino alla finestra.

Il signore alto e nero si é acceso una sigaretta con il suo nuovo accendino dal colore nascosto nella sua mano, trascinando davanti a sé il suo sottile bastone bianco.

Monday, November 5, 2007

Car*futur*stagist*

Direi che mi sento male. Ho appena rilasciato il click, sulla parola Gabon.
Il piccolo omuncolo vestito di nero, con il naso piccolo ma spiovente, panciuto ma outrora non brutto, chimiamolo sig. Stylista... Ho lavorato per lui *a* gratis tutte quelle ore, dovendo persino ringraziare la grande opportunità di lavorare *a* gratis per lui. Tutte quelle ore sui tacchi, a fare fotografie a lui, ai suoi asciugamani, alle sue trapunte, a quelle donnette decadute ad afflosciarsi sul letto allestito nell'atlier. Mentre facevo tutto ció mi tappavo il naso, sprecando i miei piedi e il mio dito che azionava l'otturatore.

Quell'omuncolo ha avuto il coraggio di andare in televisione ed invece di parlare di quanto avrebbe dovuto promuovere - i suoi asciugamani, le sue trapunte profumate - ha avuto il coraggio di dire che lui lavora, disegna e cuce i vestiti dei principi dell'Arabia Saudita e per il presidente del Gabon.

Ai principi d'Arabia mi si erano già accaponatate pelle e budella, cercando di sperare in un'anima magna del presidente africano.

Wikipedia mi ha risposto quello che in fondo temevo: "Multi-party legislative elections were held in 1990-91 even though opposition parties had not been declared formally legal. President El Hadj Omar Bongo Ondimba, in power since 1967 and the longest-serving African head of state, was re-elected to another seven-year term according to poll results returned from elections held on November 27, 2005. According to figures provided by Gabon's Interior Ministry, this was achieved with 79.1% of the votes cast. In 2003 the President amended the Constitution of Gabon to remove any restrictions on the number of terms a president is allowed to serve. The president retains strong powers (...)."

Io ho lavorato gratis per una persona che va in televisione a darsi delle arie perché fa i vestiti per dei dittatori, assassini, misogini.

Car* futur* stagist*, attenti a chi il vostro lavoro e la vostra buona fede *a* gratis vengono sub-sub-sub-sub-appaltati. Continuo a sentirmi davvero male. Perdonate.

Saturday, November 3, 2007

segnalibri psicologici. nuovi-vecchi frammenti

Il sig. astrologo di Internazionale, eccellentissimo R. Brenzny, mi propone di far qualcosa che avevo giá fatto, quando nel '96 da Feltrinelli a Fe avevo comprato un segnalibro grigio, con una spirale bianca e una stella gialla, con questa poetico Nietsche:

"Solo chi ha il caos dentro di sé può generare una stella danzante".

Quel segnalibro andato perso, come tutti i segnalibri della mia vita. Quell'altro con l'orsetto che vedeva sciogliere e disintegrarsi il suo pupazzo di neve, con il nastrino verde, me lo aveva regalato papá, per il mio penultimo compleanno forse...é rimasto là, sul pavimento del SEF (Serviço Estrangeiros e Fronteiras) di Cascais caduto mentre leggevo "Gomorra" di Saviano, in attesa del mio certificato di residenza che avrei dovuto richiedere due anni prima . Quando sono tornata qualche giorno dopo, nuovamente per aspettare il maledetto foglio, che mi avrebbe permesso di lavorare, votare, essere considerata cittadina anche se italiana, avevo pure chiesto al segurança se lo avesse trovato...

Dopo un anno ho un lavoro del cazzo che non paga allo stato i miei diritti sociali: fabbrico contatti mail...ma nel fabbricare trovo un nuovo frammento, di tale António Gedeão che si chiede, nel mezzo di una poesia che in fin dei conti non vale la pena:

"As coisas belas,
as que deixam cicatrizes na memória dos homens,
por que motivo serão belas?
E belas, para quê?"
[Le cose belle/quelle che lasciano cicatrici nella memoria degli uomini/per quale motivo saranno belle?/E belle per che cosa?]

In quel che scrivo il filo sottile che lega le cose c'é...ma é molto molto molto sottile.

Monday, October 1, 2007

fantasma color di foglia

A volte l'odio sotteso al mio essere un fantasma diventa piú intenso, palpabile, insopportabile. Sento normalmente mia questa faccia, tra le altre che ho (facile ai vicini appiattirmi su un piano mono-al-massimo-bidimensionale, comporta meno dispendio di energie emotive ed interpretative). Mi sento abitualmente un ologramma nella memoria di una collezione di persone a cui voglio un bene incondizionato, ma con cui mi metto nella condizione di essere/fare la tele-stronza, non essendoci in casa, sul voip, nella community, per e-mail e cazzi vari, o solo nello spirito giusto al momento del contatto. Non lo faccio apposta, dipende dalle circostanze, ma finisco per negarmi tout-court.

Difficile ai vicini rendersi conto, averne un'idea, dell'odio per la mia faccia trasparente ma color di foglia. Nel quotidiano dei vicini io non sono un fantasma, anzi il mio esserci puó anche diventare pesante. Ma i vicini ignorano, spesso per pigrizia.

É da un anno che non prendo l'aereo, vorrei che la prossima volta tuuuttto filasse liscio, almeno questa volta.

Non scelgo io quando il mio essere fantasma mi fa piú male. Forse sí in questi giorni mi sento piú sola, ma non é piú colpa del vicino. Il mio universo si é decentrato da un po' ed é tutto un insieme di circostanze. Ho solo voglia di stare con chi non si spaventa o incazza o adombra se dico quel che penso, quando lo penso. In questo o quell'esatto momento o circostanza.

Filo mi chiede di che impressionanti colori autunnali mi copro. Ieri notte seduta sul letto pensavo tutto questo e dicevo: Filo, vedessi che colori le mie tende!


Comments:
Re: fantasma color di foglia
Vola presto qui, io ho voglia di essere avvolta dal turbinio di quello che pensi. mi manca.
silvia | 02/10/2007, 09:11

Saturday, September 29, 2007

hotel contact center

19 settembre »»

Sono affacciata alla finestra di un hotel, direi di lusso, visto che non mi potrei mai permettere un hotel del genere, nemmeno con il salario minimo, figuriamoci con il semplice sussidio di trasporto+pasto che mi compete e per il quale nessuno mi ha ancora contrattato. Ciononostante, questa é la chefa migliore che sia mai capitata a governare il mio precariato, esclusi i tempi di Radio Città dove non mi sentivo precaria ma, forse, freelance e il capo era Lenin che campeggiava a pastello sul lato destro del portoncino di quel seminterrato in via Masi a Bologna.

Oggi sono vestita da executive, con borsetta executive e scarpetta executive. Tutto comprato nella classe turistica dello shopping. Finanzieri e conferenzieri europei mi girano attorno, fumando e telefonando. Uomini in livrea continuano a far pulizia sui tavoli delle pause caffé. Vedo persone sforzarsi di parlare british, gesticolando in italiano. Mi fanno tenerezza mentre penso al mio code-switching inceppato tra portoghese e inglese.

Non sono nemmeno le 5 e il sole sta tramontando dietro i nuvoloni obesi di grigio, acqua e sporco della città. Il riflesso di me stessa contro il vetro si fa sempre piú nitido. Presto smetterò di poter veder fuori, l'altro hotel che os pretos, i neri, stanno costruendo. Non telefonano e fumano molto meno di questi finanzieri e conferenzieri. Da questa finestra ho visto oggi crescere un muro, mangiando frutta fresca e bevendo succo d'arancia. Nemmeno loro riusciranno a prendersi le ferie in un hotel come questo, dove anche i capi delle piccole agenzie di pubbliche relazioni rubano i resti del buffet.

20 settembre »»

Sono arrivata trafelata, sull'orlo del ritardo: ho caldo.

Un uomo interrompe per un attimo una conversazione telefonica in una lingua dell' est per dirmi: "keep smiling". Gli rispondo semplicemente che mi sto ancora svegliando, inghiottendo il mio "fanculo", meritatissimo.

La macchina di nuovo rotta, il triangolo d'emergenza in piena ora di punta, carreggiata a una corsia per ogni senso di marcia. L'assistenza tecnica in viaggio che non assiste, la polizia che mi parcheggia il mezzo fino a data da destinarsi. Il treno, la metro, i piedi dentro le scarpine nuove che chiedono solo: incerottami, please.

Aspetto che tutti i bancari entrino, rivolgo 4 frasi stentate nel mio english now not avaliable a mr. Johnatan. May I close the door? Sollievo. Vado in bagno, i cerotti di silicone del dott. S*** salveranno le prossime 12 ore di sapatinhos, gli stessi che la mia piccola ieri ha messo, girando tra la sala e cucina, con la stessa abilità che ho io a ciabattare su tacchi di cm 2 (tanti?). Controllo i miei peli (che oggi c'é l'inaugurazione dell'esposizione di decorazione, allestita perché il jet-set ci entri per farsi fotografare da me e appaia poi su riviste leggi-e-getta-il-tuo-cervello a cui la piccola impresa di pr passerà le immagini per gentile concessione di - tanta mia tristezza), mi trucco, and finally piscio.

Torno alla mia postazione, dietro il cartellino che recita S*** Hotels - Anna Rossi, autorizzazione per ogni passante a chiedermi cose: breakfast buffet? casa de banho? telefone? Mi tolgo le scarpe sotto il tavolino, loro non lo sanno ma io mica lavoro qui.

Ho freddo, mi rimetto la giacca executive. Hanno acceso l'A/C: microclima adattato a uomini medio-corplenti, con giaca e probabile cravatta strangola-cani accessoria, con portatile/valigetta e possibilmente valigia con le ruotine.

I neri che costruiscono l'hotel di fronte alle mie spalle, spariscono dietro le pareti in costruzione. Nella sala casteloX Hello Kitty presenta la nuova collezione e prepara i salatini. Oggi lasceró questo posto prima di pranzo. Ieri mi sono seduta con 3 signore, a cui in Italia avrei dato del tu, mentre qui nemmeno basta usare la terza persona, dire e.g. "você quer" (lei vuole) é troppo aggressivo, bisogna dire "a senhora quer" (la signora vuole) . Al tavolo c'erano tante forchette e coltelli e cucchiai. Sembrava di stare ad una tavola di bambine che giocavano a fare le padrone di casa che prendono il te. Prodigate in tanti formalismi verbali, tutte indecise sulle posate da scegliere.

Lisbona sta diventando, per le imprese europee, un luogo dove organizzare eventi e indirizzare outsourcing, si rivela algo barato, conveniente. Dormire in un hotel di lusso, pagare un 5 stelle é, per un europeo dei 13 (ossia dei 15, meno portoghesi e greci), un affare da poco. Lisbona offre scenario, entertainment, lusso e possibilità di allacciare buoni contatti.

Forse puó dare qualcosa anche a me. Per il momento ho deciso di uscire allo scoperto, continuando a recitare una parte che non mi appartiene, pur sapendoci entrare. Aspetto gli eventi: mi aspetto di trovare conversazioni vuote, donne sorridenti, con manicure e capello impeccabili, bracciali e anelli, ad affogare in calici leggeri xanax, valium e vesciche ai piedi, castigati da tacchi sputnik e fibbie cangianti; mi aspetto, con humor negro, uomini che vorrebbero essere come loro.

Ho giá mal di testa, sento giá l'odore delle mie ascelle. Ma non importa, poi devo cambiare d'abito.

Comments:
che sse fa pe ccampà
speravo di trovare conforto nel tuo blog, e forse l'ho trovato in un modo che non volevo. Nel senso del mal comune mezzo gaudio. Ma vaffanculo siamo talmente tanti con sto "mal comune" che il gaudio non è più mezzo ma ridotto in milionesime parti. e ci resta solo quel pezzettino di G o di A o di U o di D o di I o di O. che ci riempie il portafoglio che si è ridotto ad un portamonete che son le uniche che abbiamo. Ma Affanculo i sorrisi plastici e pensa alla gioia di guardare Dunia negli occhi, trasformala in corazza verso sti stronzi del commercio. Un super bacio durante un super abbraccio anarcoec
anarcoec | 29/09/2007, 17:15

Friday, August 24, 2007

L'oroscopo di oggi

Vergine (23 agosto - 22 settembre)

Sei pronto a lasciarti alle spalle il passato, a rinunciare a ogni convinzione, a salutare una nuova innocenza e a ricominciare tutto da zero? Lo spero proprio, perché è quello che l'universo t'incoraggerà a fare. Eccoti qualche perla di saggezza per ispirarti:

1) "Non puoi sapere di cosa sei capace finché non provi a farlo", Colin Powell.

2) "Non sottovalutare mai il tuo potere di cambiare te stesso", H. Jackson Brown jr.

3) "Se la fortuna non bussa alla tua porta, costruiscile un portone", la mia amica Lucy Spinner.

4) "Dio ti richiama nel luogo in cui s'incontrano la tua più profonda felicità e la tua più insaziabile fame del mondo", Frederick Buechner.

da "Internazionale.it"

OHM!

Comments:

sticazzi
Il mitico Rob brezny ha la capacità di dire sempre quello che hai paura di fare nel momento che si pensa sia il più giusto per farlo. C'hai un bel compito!!!! Un bacione e ciaoooo Finalmente si possono fare commenti !!
anarcoec | 25/08/2007, 15:41

Friday, August 3, 2007

astio e astinenza

C***uando non ho nulla di cui lamentarmi difficilmente riesco a scrivere. Ció non significa che non abbia bisogno di ferie, di tornare in qualche luogo, di avere il mare davanti a me, sedermi su un tappeto di aghi di un pini marittimi. Raccogliere conchiglie e fotografare funghi che crescono all'ombra umida di qualche albero come fa Andrea.

Voglio svuotare i miei polmoni dall'astio e dall'astinenza, da tutto quello che penso che siano alcuni altri e io vorrei essere. Svuotare la terra del mio tempo che vi rimane sbriciolato e che ho bisogno di recuperare, come Pollicino, nel sottobosco, correndo tra felci e ortiche profumate, sperando che nessun Orcaccio mi mangi.

E voglio mangiare la mia piccola di baci e innamorarmi tutti i giorni, maledette briciole, sparse tra le ortiche...

Commenti:

Re: astio e astinenza
anna, cara, sono alice. chiara mi ha accennato di questa tua finestra sul mondo... che bello vedere la tua foto, dopo tanto tempo. Dove posso scriverti una mail? un abbraccio.
alice rifelli | 30/07/2007, 12:04