Tuesday, December 19, 2017

augurarsi un buon natale, in minuscolo, perché non siamo mica divinità

È successo che quando ho scritto l'ultimo post ero incinta e non lo sapevo.

Poi *booom*, bomba.
Inaspettatamente, sarei diventata mamma di tre: terrore di non farcela, anticipato senso di colpa nei confronti dei bimbi; consapevole senso di inadeguatezza nei confronti del mondo, che tre figli sai, non é proprio un'impronta ecologica innocente.

Al mio cadere, talvolta precipitare, in me stessa e al cercare di sorridere nel frattempo alla buona notizia, si mescolavano voci aliene di persone vicine e lontane che si permettevano:
"Ah, guarda che sei ancora in tempo per abortire. Io ci penserei su, i tuoi altri figli non hanno mica colpe."
"Ah, se non scopavi/usavi il preservativo non ti capitava."
Cose così, senza condizionali né congiuntivi, senza tenerezza, senza sapere un beneamato cazzo.

Domani saranno trascorsi otto dei famigerati nove mesi che avrebbero scadenza il 20 di gennaio.
*(Edit del 22/12/2017) - Intanto Iago ha lasciato da solo l'allattamento a mamma. Era fine estate.
Progressivamente ha perso la capacità di suzione del seno. A me, grazie agli ormoni, aveva iniziato a farmi un po' male e lui ha compreso. È stato un distacco dolce, contando fino a 10, a 5, a 3 (in ordine non sempre decrescente, ma ci siamo riusciti). Senza lacrime né traumi. Ogni tanto vuole darci un bacino, ci si scalda le mani, ma ormai é un ometto.
Sono felice e fiera di come é andata.*

Intanto sono anche avvenute alcune cose non allegre, che mi hanno tolto sonno, in particolare perché accadute per lo più lontano da qui. Se mi sarà possibile dimenticarle, significherà che tutto è andato per il verso giusto.

Nonostante abbia mangiato meno delle altre volte, sono comunque una barca. La bilancia direbbe ad oggi pure deppiù.
La verità é che sono vecchia, per fare questo lavoro senza avere qualche problema.

Dei kg presi, dicono che la piccina non ne abbia presi che due. È rimasta mignon-mignon.
In ospedale mi hanno sottoposta a varie batterie di esami, a volte in loop.
Da quando si sono resi conto del problema a quando ne hanno determinato quasi con certezza la causa (ieri), sono trascorse 4 settimane. Per capirlo, si é andati per esclusione, oltre che per somma dei sintomi.
Settimane di altre voci aliene e capiscincazzo (alle volte dalle stesse corde vocali!!):
"Sei tu che sei troppo stressata!!"
"Sei tu che non mangi abbastanza/sei tu che ti sei schifata con troppi alimenti."
"Se ti tagliavi prima le tube era meglio."
"Ah, ma io l'amniocentesi l'ho fatta alle X settimane"
"Ah, ma anche se i medici te l'avevano sconsigliata vivamente come esame, eri tu che ti dovevi imporre."
Qualcuno quasi mi faceva le condoglianze.
Come se non bastasse tutto il panico solo di noi parents nell'attesa dei risultati.
La delicatesse.

Pare però che si tratti di una disfunzione della placenta.
Alice, una volta nata, non dovrebbe risentirne. E questo é bellissimo.
Se la situazione non precipita prima, il nostro natale sarà tra capodanno e la Befana, con un cesareo programmato.

Per il vostro comune Natale di quest'anno, spero che sia buonissimo, con tanto cibo e soprattutto tanto alcool (specie se siete lontani dai vostri cari).
Regali pochi, che ricordatevi dell'impronta ecologica di cui sopra.

A chi mi augura Buon Natale ora vorrei rispondere che sì, speriamo che lo sia, una buona nascita, tranquilla e serena.

Se all'arrivo della Du, mi sono sentita in pace con tutte le mamme del mondo, durante questa gravidanza non ho potuto che capire ancora di più l'anima di chi nella sua ha sofferto e che ne soffre ancora.

Ci sono poi amiche che questa gravidanza ci sono state sempre, con voci preziose.
Questo natale me lo hanno già regalato così come lo vorrei, dolce e mansinho. Mi hanno fatto coraggio, coccolato e aiutato *davvero*: chi ha alleviato il peso dei giorni bigi con la compagnia, con parole e gesti gentili, dal tenermi i bimbi durante le estenuanti visite a venire a cucinare, a recapitarmi a casa i vestitini lavati e stirati, pronti per l'arrivo della piccina.
Così si fa, e io non so come ringraziarle.

*se per caso invece riconoscete la vostra voce nelle frasi prive di delicatesse di cui sopra, non ve ne voglio, non me ne vogliate. Non fatelo più però, a nessuna mamma (o papà). Non vi ho mandato affanculo perché tutto sommato voglio bene anche a voi :)

*(Edit del 22/12/2017) - Ieri abbiamo fatto un nuovo EcoDoppler, se tutto nei limiti dell'ok anche la prossima settimana, blocco operatorio riservato per noi e questo nostro piccolo natale per il giorno 3 di gennaio. Probabilmente non avrà nemmeno bisogno dell'incubatrice. Speriamo, cuore ridens.*





<3 .="" p="">

Saturday, November 18, 2017

clueless parenthood

Se lui, threenager, usa ripetutamente il triciclo come un ariete da guerra contro la porta del bagno mentre lei, quasi teenager, è asserragliata dentro. 

In questo momento, con Alicina inside, mi sento una specie di cavallo di Troia.

Monday, November 13, 2017

Nuova maternità, prologo.



Primo lunedì a casa.
Primo riposino alle 11:30 del mattino.
Prime lavastoviglie e lavatrice messe ad andare entro le 15.
Primo pranzetto più o meno casalingo con la Dudú dopo un mare di tempo.
Prime organizzazioni mentali.
Poi dicono che una a stare a casa non combina nulla.

Wednesday, November 8, 2017

Stupidario.

Tra le cose che non capirò mai di questo porcomondo:
Adulti che rassicurano bimbi di ogni età, futuri fratelli maggiori: 《tra un po' avrai un bambolotto con cui giocare》.
No, porcomondo, non avranno un bambolotto con cui giocare. Avranno al loro fianco un essere umano, un individuo, con i suoi sì, i suoi forse, ma soprattutto i suoi no, tutti da rispettare.
(Dallo stupidario delle cose realmente udite, sezione catalogo: "come creare aspettative del cavolo in bimbi di ogni età".)

Tuesday, October 24, 2017

Saperne.

Andando all'asilo.
-Come sei silenzioso stamattina, a cosa pensi?-
-Em ti.-
-Amore. (...cose sdolcinate da mater...) Ma a cosa pensi di preciso? (Bisogna investigare!)-
-Penso em ti e Alice.-

Niente. Ne sa.

Friday, October 13, 2017

Me too

#quellavoltache anche una volta é troppo.
Non so dire quale sia stata peggio.
Se quella volta sui mezzi (uno sconosciuto in treno, metro, navetta di ritorno da un concerto), quella sul lavoro (un capo, un collega), in triste ordine sparso.
Poi finisci anche per chiederti: 《ma sono loro, o sono io??》

Eh no cazzo, da dovunque la si guardi, ogni attenzione non richiesta è una molestia, indipendentemente dalla nostra reazione.
Sono riuscita a fuggire, a menare le mani, a urlare tra la gente. Ma purtroppo sono riuscita anche a rimanere interdetta, quasinstupidita, completamente angosciata da quello che era accaduto. Forse sono state quelle le volte peggiori.
Quelle volte che ci sentiamo così sono troppe e in troppo pochi lo sanno.  E allora vabbè, in sta "catena", stavolta, mi ci metto pur'io.
Una maledetta normalità che, per le figlie del mondo, non possiamo continuare a normalizzare.

Ciccioli di Catalunya

Erano le 5 e volevo tornare a dormire. C'ero quasi. Ed ecco che si presenta Puidgemont con il suo numerino, al banco della "Salumeria da Mariano". Dice che vuole un kg di ciccioli, ma intanto che dice di volerli non sembra del tutto convinto《uhmmm. Espera. Suspendo i ciccioli.》
Mariano lo guarda con una faccia un po' così e gli risponde: 《ok che per farli ne ho fatta battere tanta di carne, tutto freschissimo, ma sei sicuro di volerne tanti? Guarda che un kg di ciccioli es mucho! Ma un frigo grande lo tienes? Dimmi tu eh, se li chiedi o non li chiedi.》

Poi fortunatamente il sogno del dormiveglia si è interrotto e sono tornata ai soliti piccoli incubi dal profilo politico molto basso.

Friday, September 8, 2017

Future

Sarà la robusta fiacca degli ultimi mesi che mi costringe a una forzata calma. Sarà l'andazzo di questi ultimi 15 anni, che noia non ti conosco, ma certe cose che vorrei fare,  le potrei serenamente mettere sull'agenda della mia prossima esistenza, senza remore, né rimpianti. Davvero.
Non fosse che, visto il panorama, non so se ci saranno molte opportunità di vivere, per me, per noi, di nuovo su questa terra, nei secoli a venire. E mi roderebbe il culo se finissi su un pianeta metallico, reincarnata in un alieno androgino, con gli occhi da mosca, che non conosce l'amore nè le matite colorate. Davvero.
#SaveThePlanet

Thursday, September 7, 2017

E voliamo.

Il ritorno a scuola ha di bello questi discorsi, a tu per tu, nella lingua che ci viene meglio, ancora con gli occhi sonnacchiosi.

I.: os pombos comem muita porcaria e também comida...
Eu queria ser um passaiiinho e voar.
A.: davvero vorresti essere un passarinho (*uccellino)? Però un colombo no eh,  che di porcheria ne mangiano troppa.
I.: no....
A.: cosa ne dici di una gaivota? I gabbiani sono belli, volano sul mare...ti piacciono?
I.: sì. Quero ser uma gaivota. E voar...assim...
A.: qualquer dia (*un giorno). E posso venire con te?
I.: sì, tu ti transformas numa fata e poi mi trasformi numa gaivota. E voliamo.

Saturday, August 12, 2017

Decluttering on the beach

Nel tempo abbiamo accumulato una serie di palette, rastrelli, stampini e vari giochi da spiaggia da riempire quasi mezzo sacco dell'Ikea. Secchiello e innaffiatoio no, che non si sa mai dove vadano a finire. Ne abbiamo sempre uno solo.
Ma in realtà la natura regala ai bimbi tutto quello di cui hanno bisogno per giocare. Ieri, in spiaggia, abbiamo messo insieme una fila di bandiere, tipo Nazioni Unite, ma più pacifiche. Iago era molto fiero dell'opera, felice-felice.
In campeggio ha giocato solo con sua sorella, le pigne e i bastoncini, senza annoiarsi mai.
Che cazzo ci portiamo dietro tanta roba tutte le volte, io non lo so.

Wednesday, August 2, 2017

Notizie

Ho deciso che ve lo metto nero su bianco così, che mi ha fatto tanto ridere dentro, di tenerezza.
"Papá, sabes que a mamá tem um bebé na barriga?"
"Não posso. E quem pôs lá um bebé?"
"Foram os senhores. (Sono stati i signori.)"
....

Poi mezz'ore dopo: "A. gosto tanto de ti."
E sempre tanti baci.

Sunday, July 30, 2017

A Obidós

Lei.
Lei che, tra mille coroncine di fiorellini, sceglie quella coi peperoncini.
Ela.
Ela que, entre mil grinaldas de florzinhas, escolhe aquela com os piri-piris.

Lui.
- papà, aonde vamos?
- vamos ver um castelo.
- um castelo?  Podemos brincar aos príncipes e às princesas?
- sim, claro.
- mamá, tu es a minha princesa e eu sou o príncipe!

Monday, July 3, 2017

Sabes?

Sabes mamá. Eu gosssto tanto de ti.
Eu ado-o-te. 💖

Thursday, June 22, 2017

Tutti a lavorare.

I bimbi che mi vedono lavorare e si mettono a fare i loro ritagli e i collage, per conto loro, un po' imitandomi, un po' lasciandomi in pace.
Sbavo. Miao.

Tuesday, June 20, 2017

Ciao

Oggi torniamo a Lisbona, io-la-più-adulta di noi tre con tanta-ma-tanta pesantezza addosso.
La ciccia di chi ha mangiato tanto, l'amaro in bocca di chi ha potuto rimanere e vedervi poco, l'ansia di chi dovrà fare mille cose nei prossimi 3gg (quello che non ho fatto in 10). Ma soprattutto con un carico di tristezza e morte nel cuore per quel che è successo nelle foreste a nord di quella che è diventata casa mia, che non so nemmeno come si fa farmi fare mille cose appena torno. Tanti miei contatti condividono qui richieste di aiuto a cercare intere famiglie scomparse, alcune intanto ritrovate in vita, altre senza. Terribile, come ogni tragedia, ma questa volta, ovviamente credo, la sento più vicina.
Vabbè, arrivando al punto, quello che volevo dirvi è: ci vediamo presto, *amatevi tantissimo*, intanto.