Sunday, May 14, 2023

BELLA CIAO e o 25 APRILE (para a Newsletter da Associação de Pais da EB1 SG Lisboa)

(para a Newsletter da Associação de Pais da EB1 SG Lisboa)

Mas por que é que no dia 24, após "Grândola Vila Morena” e “Somos Livres”, cantamos também Bella Ciao? Tentei explicar, mas as minhas competências em utilizar o megafone são extremamente fracas, assim que aqui vai.


Na verdade, não foi ideia minha, mas do meu filho, que me perguntou por que é que não ia à escola cantar “Bella Ciao” com ele. 

Pensei então que todas as meninas e todos os meninos que conhecem essa canção teriam tido gosto em partilhar com os amigos e as amigas. E lá foram as mães* :).


“Bella Ciao” é uma música que me ensinou a minha avó, entre pesados lençóis de linho, na grande cama perfumada onde dormíamos juntas, quando ficava em casa dela, mas nasceu em finais do século XIX, nas águas frias das plantações de arroz do Norte de Itália onde as Mondine, que lá trabalhavam descalças e em condições precárias, a entoaram pela primeira vez.

Como diz o Wikipedia, “mais tarde, a mesma melodia foi a base para uma canção de protesto contra a Primeira Guerra Mundial” e novamente para a canção que se tornou um símbolo da Resistenza contra o Nazifascismo durante a Segunda Guerra Mundial, cujo fim se celebra em Itália a 25 de Abril.



Após o armistício com os Aliados a 8 de setembro de 1943, o meu país continuou   envolvido na Segunda Guerra Mundial, mas também numa Guerra de Libertação do regime ditatorial fascista de Mussolini, que assolava a Península desde 1922 (o ano em que nasceu a minha avó!).


A Libertação não se fez num dia: foi um processo demorado e doloroso.

Roma, a capital, foi libertada a 4 de Junho de 1944 com muito empenho dos e das resistentes. Até 1º de maio de ‘45, também toda a Itália do Norte estava livre do nazifascismo. A Liberdade chegou em Bolonha a 21 de abril de ‘45, em Gênova a 23 de abril, em Veneza a 28.



Assim, o 25 de abril foi escolhido como dia simbólico. Nesse dia de 1945 o CLNAI - Comitê de Libertação Nacional da Alta Itália, cujo Quartel Geral situava-se em Milão, proclamou a insurreição de todos os territórios ainda ocupados pelos nazifascistas, indicando a todos os partigiani e a todas as partigiane (os combatentes e as combatentes da Resistência) de atacar todos os presídios fascistas e da Alemanha de Hitler ainda presentes no nosso território, impondo a rendição, bem antes da chegadas dos Aliados (que foram subindo a Península de sul para norte, a partir do verão de 1943, na assim chamada “Campanha de Itália”).


O 25 de abril é, para mim, de longe, mais importante que qualquer outro dia de festa. Desde que moro em Portugal e desde que aprendi mais sobre a Revolução dos Cravos por duas razões. 

Tenho imenso carinho por “Bella Ciao”, sinto-a como uma devida homenagem a todas e todos os que deram a vida para a Liberdade. Amamos ter podido partilhá-lo convosco. Obrigada!

*Um especial “Obrigada” à Paola, à Francesca e à Carmen.



Mais recursos:


Deixo aqui uma pequena delícia: “Bella Ciao” entoado pelo Coro das meninas e dos meninos do Pratello, um dos bairros de Bolonha que mais deu para a Libertação da cidade.

Bella ciao cantata dal coro R'Esistente del Pratello


Neste link de wikipedia encontrarão mais informações e as várias versões do canto, com as respectivas traduções:

https://en.wikipedia.org/wiki/Bella_ciao


Fotos: de arquivos históricos e disponíveis online.


Thursday, May 4, 2023

04.05.202X

Alicina non è stata bene. Un po'a casa con lei, giusto un anno dopo il mio rientro all'offis. Un anno che avrebbe dovuto non esserlo.

 Improvvisamente. 

Un mare di cose, persino certe scatoline con certi test, nei sacchi della spesa, di nuovo attaccati al passeggino, che non spingevo così carico da prima del gesso.

Passeggino perché la signorina aveva bisogno di riprendersi, ieri portata a cavalcioni in PS. 

Mi faceva male là nel punto della frattura.

E delle mie fratture tutte.

Nel solco calcificato di tutto quel sacco di cose che sono accadute e non si sono curate bene, bastasse una flebo, un livido o due, come quelli sulle manine di Cice.





Monday, March 20, 2023

É fatica. É rivolta.

Tua madre che ti riempie le valigie di libri e salami e poi siccome tu, figlia, ansimi un po' dopo aver caricato la macchina di valigie, salami e bambini, ti dice di non farti venire l'ansia.

"Non è ansia, madre. É fatica"

Mah, un'altra roba da tatuarmi.

[Ercole de Roberti in mostra al Palazzo dei Diamanti a Ferrara, dettaglio di Vergine stanca col bimbo.]

Edit:
Poi, la Vergine ha guardato giù dal cielo perché al check-in il salame e vari libri hanno fatto eccesso di peso, quindi sono tornati a FE con mio papà, la cui aria naturalmente contrita e borsone vuoto sottobraccio "che non si sa mai" ci hanno denunciatə.
La Vergine ha di nuovo lanciato uno sguardo di pietà una buona mezz'ora più tardi, al controllo sicurezza, poiché mentre in svariati aeroporti quasi non guardano nemmeno se porti un bottiglione di antrace liquido e pipì, a BLQ ci hanno sequestrato i succhi di frutta in tetrapak chiusi, perché "non sono prettamente per bambini".
Oggi è il compleanno di Iago e non vorrei passarlo in una fila per fare un reclamo ma non esiste che mi rubi i succhi... 

Non è ansia, è rivolta.

Saturday, March 18, 2023

Cappuccetto RossoBlü.


Quell'ultimo sabato pomeriggio a FE. La madre biciclante decide di non biciclare, così da far stancare la piccola e impigrita amante del seggiolino dietro, così stasera qualcuna dorme e qualcun'altra esce. 
Però che magone, pensar di mettere da parte le bici di questi giorni. Ripartiamo presto.

Friday, February 10, 2023

Lo sai?

 "Tesoro!

Sai cos'è un tesoro?

É qualcosa di prezioso. I pirati li nascondono sulle isole lontane lontane, in mari misteriosi, per non farseli portar via.

E sai dove ti tengo nascosta io?

Qui tra le mie braccia.

Nel mio abbraccio."


Arriva Iago: "i tesori li nascondi nel tuo cuore."


Il mondo ce lo ricorda sempre, che quelli sono gli unici nascondigli dove valga la pena il rifugio. Un abbraccio, un cuore, perché siamo minuscoli.


Quando la terra ci torna a gridare la nostra dimensione mi interrogo: vale la pena? Stare qui, voglio dire....


Ma certo che vale la pena! 

Bisogna solo amare molto.

Saturday, December 24, 2022

Il natale passato, sotto spirito.

Non mi serve vedere le foto di un anno fa, nella mia città rossa.
Risento il peso di quei due finestroni nell'aprirli e il freddo, che entrava nella sala cucina di quel monolocale con bagno e stanzetta, quella su per la scaletta ripida e faticosa, il tutto ricavato da un ritaglio di convento del '300.

Rivedo Il cangiante dei quadratini della tovaglia plastificata, che siamo comunque riusciti a marchiare con il fuoco del didó, verde e arancione.
Il pavimento di cotto, che temevo di rovinare di disinfettante.
I giochi dei bimbi che abbiamo acquisito dalla padrona, poi subito, chissà come, persi.

Ricordo il tepore eccessivo degli spazi superiori che ci obbligava a dormire di vassista aperta e trasudava nel vetro opaco del lucernaio sopra il water, su cui imperterrito veniva a scongelare gli ossetti un piccolo geko grigio. Lo salutavamo, ad ogni pipì. 

Ricordo tutto. 
Vivide passeggiate nella nebbia, la scoperta del vapore dalla bocca e dal naso, per questi due qui.

Non ho bisogno di rivedere le foto di voi, che c'eravate e ci siete.
Buon Natale, anche lì.
Anche se non ci siamo.
💖

***Persino Alicina non ne ha bisogno. Le ho mostrato il video di stamattina: ette é o pacche aonde fiz quatto annoss. O pacche Paecca.
(Questo è il parco dove ho fatto quattro anni. Il parco Pareschi).
Così piccola, così memore. Ha preso dal me.

Friday, December 2, 2022

Le narici dell' amore.

Dopo che abbiamo giocato a fare cose, ma siccome il gioco era cambiato mentre mettevo su la cena...."Mãe, brincas?" 

"No Cice, dai adesso giocare no, dai...ho proprio bisogno di una doccia. Non ricordo quando mi sono lavata l'ultima volta (nda: più per la stanchezza che altro, non ricordo nemmeno cosa ho mangiato per colazione ma come figura stilistica ci sta.). Poi dai, puzzo."

Mi stringe il collo, mi pianta il nasino nella guancia. Inspira profondamente con le narici mezze chiuse. "Não, cheiras bem!"

Le narici dell'amore.

Saturday, November 5, 2022

Fiorisci, sorella.

Una delle frasi più ritrite di sempre, che ho sentito masticare, sin da bambina, da chi mi insegnava una storia coniugata al maschile:
"Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna."

Dietro.
Probabilmente era vero.

Volendo per un secondo lasciare perdere la storia e chi ha avuto il privilegio di scriverla, sempre più spesso verifico che, laddove godiamo di libertà e diritti fondamentali (non diamoli mai per scontati), di fianco a una grande donna c'è sempre una grande donna.

Di fianco: non si può che fiorire insieme.
Grande: chi è supportatə e chi supporta, perché ha braccia per abbracciare, la schiena dritta, la vista lunga, la bocca sincera. 

La grandezza non la fa la statua di bronzo su cui cacano i piccioni. 
La fa la costituzione del timone, nel suo muoversi nel mare, dando direzione e pace al navigare. La fa la pianta nata dal seme, dal frutto, dal fiore.

Nelle persone di cui mi circondo non c'è mai invidia o rivalsa. 
Vere compagne di viaggio, che queste cose le sanno. Dove tu fiorisci, fiorisco.

Tuesday, September 20, 2022

C'ero io

 Quello che i bimbi non si fanno venire per un po'di tempo di qualità con la genitora1. (Not. #porastela)


Una #nocheloca, finita a yogurtini e antibiotico.


Domenica, festa nel Mato Grosso, lui, delizia, che si fa mangiare da animaletti non identificati. 


Tu che chiedi ausilio di lavanda e antistaminici. 

Lui che si gratta pure la notte, nel sonno.

Tu che pure la notte, nel sonno gli dici "non grattarti" e ti dici "poverino!".


Lunedì.

Lui la mattina ponfi grossi, ma vabbè, altra lavanda, altro antistaminico. 

Tu dici "dai, oggi è il primo giorno di scuola...non andrà mica come quella volta che..."


Il pomeriggio, più tardi del solito,  tu arrivi carica di quaderni e cose e vedi lui, con i suoi ponfi ancor più grossi, caldi e rossi. Poi tac uno nuovo, punto strategico.


Tu ti arrependi e dici "vai, giretto all'ospedale, che ci mancava!"

Mai tanti bimbi tutti insieme, zero sedie e si fa gli zingari per un bel po', fuori nel cortile. Bello guardare insieme qualche scampolo di cielo che imbrunisce.


Alle 23 finalmente, foglio di via, con (altro) antibiotico scritto sopra. Esattamente come quella volta. 


Farmacia di turno lontana, quasi in aeroporto, allora taxi. Ti tocca.

Il taxi non aspetta che aveva un servizio programmato, vi molla in un posto un po' far west.


C'é un signore con una casetta fatta a mano, che vive nell'aiuola prima della pompa di benzina, là con il suo gatto e un credenzino che si era costruito, pieno di ordinatissimi vasetti.


Cenano.

Tu accenni "boa noite..." senza voler interrompere. Ci si prova sempre, con l'umanità.


Camminate di buon passo po' a piedi, girandovi indietro per vedere se un autobus o un taxi si apprestano al sorpasso.

Sì sporge il pollice, un po' per gioco, un po' no. Niente.


Alla fine, via. 

Monopattino, come il vento!


Tu dici a lui: "vedi che non sono noiosa?" 

E poi, a casa: "meno male che eri con me, altrimenti avrei avuto paura."

E lui, prima di addormentarsi: "io un po'di paura l'ho avuta. Non c'era nessuno."


"C'ero io. Ora dormi."