Wednesday, January 1, 2020
Nuevo.
Smetterò di essere papera e mammifera.
Questa è la prima notte di una serie di 3652 nuove notti e, a guardarlo così, il futuro sa un po' di sana libertà ma promette già anche una certa, inevitabile nostalgia.
.......
Não sei o que vai acontecer na nova década. O contínuo girar das estrelas deixa, porém, prever que estes dois pintainhos, como a irmã, deixarão de ser pintainhos e de ocupar-me a cama.
Vou deixar de ser mãe-pato e mamífera.
Está é a primeira noite de uma série de 3652 noites e, desde aqui, o futuro cheira a merecida liberdade, mas também promete, desde já, alguma certa e inevitável saudade.
Saturday, December 28, 2019
2 in filastrocca
2 i tuoi fratelli che ti sbaciucchiano.
2 come i tuoi occhi di mandorla, 2 le figlie che ho che li hanno.
2 come le narici, do nariz de que és dona* (e ogni donna dovrebbe esserlo.)
2 i secondi di pazienza che hai, per me, per il mondo e pure per te, comandòna.
2 le ore che stai sveglia ogni notte, quelle notti che la notte non è cosa per te e per nessuno, ti giuro, nessuno.
2 le mie tette, che quelle notti lì, poverette.
2 i fondi di bicchieri che ho bevuto oggi alla tua, che due giorni sì e uno no, siamo inchiodate in casa.
2 le parole che ho scambiato in panetteria: "ah, mãe, um bolo? quem está de parabéns?" - "a minha pequena faz dois anos hoje, mas estamos de parabéns às duas, que sobrevivemos às últimas duas semanas, aos últimos dois meses"**
2 le parole, o anche tre:
"Ti amo, bambina. Eu amo-te."
*Ser dona do seu nariz = essere orgogliosa
** "Ah mamma, una torta? A chi dobbiamo fare gli auguri? - "la mia piccolina fa due anni oggi, ma i complimenti ce li meritiamo entrambe, sopravvissute alle ultime due settimane, agli ultimi due mesi".
2 i tuoi anni, 2 i tuoi baffi di cioccolato.
2 i tuoi fratelli che ti sbaciucchiano.
2 come i tuoi occhi di mandorla, 2 le figlie che ho che li hanno.
2 come le narici, do nariz de que és dona* (e ogni donna dovrebbe esserlo.)
2 i secondi di pazienza che hai, per me, per il mondo e pure per te, comandòna.
2 le ore che stai sveglia ogni notte, quelle notti che la notte non è cosa per te e per nessuno, ti giuro, nessuno.
2 le mie tette, che quelle notti lì, poverette.
2 i fondi di bicchieri che ho bevuto oggi alla tua, che due giorni sì e uno no, siamo inchiodate in casa.
2 le parole che ho scambiato in panetteria: "ah, mãe, um bolo? quem está de parabéns?" - "a minha pequena faz dois anos hoje, mas estamos de parabéns às duas, que sobrevivemos às últimas duas semanas, aos últimos dois meses"**
2 le parole, o anche tre:
"Ti amo, bambina. Eu amo-te."
*Ser dona do seu nariz = essere orgogliosa
** "Ah mamma, una torta? A chi dobbiamo fare gli auguri? - "la mia piccolina fa due anni oggi, ma i complimenti ce li meritiamo entrambe, sopravvissute alle ultime due settimane, agli ultimi due mesi"
Saturday, December 14, 2019
Io sono buona
Sì, diceva così. Convinta proprio.
Ma, ziopino, vogliamo smetterla con sto mainstream del menga, tutti a dire che noi buoni non abbiamo carattere?
Quanto carattere ci vuole invece a sopportare voialtri stronzoni, senza ferirvi mai?
Friday, December 6, 2019
Nerd, credo.
Oggi Iago ha stupito la pediatra, guardandola fisso da sopra l'occhiale:
"Doutora, nós somos feitos de protões e de neutrões."
It's a nerd family, ma sono cose che non gli ho insegnato io di sicuro, che su neutroni e protoni, puzzo di ignoranza
A fine visita, la Doutora ci ha detto: "boa viagem!". Niente polmoniti, niente elicotteri da trattare subito.
Quindi a casa, nel butta su delle valigie.
Ora pausa, sono stremata.
Thursday, December 5, 2019
Bandiere Rosse
Ad ascoltarle e a leggerle, queste storie, mi impressiona tutto questo rosso, quasi ovunque, che sempre finisce per trasferire sul tessuto il ricordo del sangue versato dagli eroi che hanno combattuto nelle battaglie, quelle da cui si è usciti vittoriosi, la disponibilità a gettarsi nella lotta, tutto un muscoli ed emoglobina.
Riassumo a braccio, eh, senza ambire all'esaustività.
Però chissà se tutto sto vermiglio che sventola dappertutto fosse capace di ricordarci *sempre e ovunque* anche il sangue delle vittime inutili, i danni collaterali, i morti invano.
Se tutto questo rosso potesse simboleggiare tutte le vittime di tutte le guerre.
Bandiere sempre e comunque un po' rosse.
Wednesday, December 4, 2019
emolavatrice
Wednesday, November 13, 2019
Dear Santa
Caro Babbo Natale,
Visto che qualche scriteriato sta già decorando tuttecos', tanto vale scriverti con un certo anticipo, anche perché 'sta richiesta non è esattamente un piece of cake.
Vorrei solo questo:
Che almeno ogni persona colpita dal cambiamento climatico; o tra queste, almeno coloro che leggono e scrivono; o di queste, almeno chi vive in democrazia, tutte scendano per strada e chiedano ai governi di mettere in atto misure di contrasto al cambiamento climatico, che votino rappresentanti che credano nella scienza e nell'urgenza di queste misure. Dobbiamo smettere di credere e fare credere che le ricostruzioni siano più a buon mercato della prevenzione e della riconversione delle nostre economie.
Svegliali tutti, non importa che arrivi quatto quatto. Per una cazzo di volta, secondo me, puoi fare il fracasso della Madonna che più attiene alle nostre moli, io ti capisco, sai? Tutti quegli anni in punta di piedi, sia solo per una notte all'anno.
Ecchecazzo, no, davvero. Svegliaci, tutti. Che è tardissimo.
Guarda Venezia, guarda l'Australia e la California; le Alpi, il Portogallo, guarda il Metapontino, pensa alle Fiji e al Brasile. Pensa a tutti gli altri luoghi, quelli che stamattina non mi vengono in mente, quelli che non sono democrazie nemmeno sulla carta, ricordati di tutti coloro di cui non sappiamo nulla.
E non so mica se ti sto scrivendo o sto pregando, che per me è tutto un pantheon confuso, quello di voi divinità pasciute.
Grazie, stammi in gamba.
Anna
P.S.: Ti giuro che nell'altra letterina che riceverai da questo indirizzo, quella dai due piú minori, non ci sono richieste di cose di plastica, anche se Iago ha aggiunto più tardi una postilla vocale, dice "altri Lego". Mmmmhhh. Fai tu.
Friday, November 8, 2019
Tuesday, November 5, 2019
Frontiere
Tuesday, October 8, 2019
una specie di vacanza come le altre, tipo.
(Ieri é arrivata mia zia, dopo 15 anni di assenza.
Di persona, ha conosciuto solo Dunia, anche se allora era avvolta in strati di pelle, muscolo, peritoneo, parete uterina, sacco e liquido amniotico.
Ora muoio dalla voglia di essere là e farle conoscere tutti quanti, senza gli inganni del telefonino, ma almeno lei, a differenza dei miei vegliardi, lo usa...)
Il 6 ottobre 2018 il mio papà, che non vuole o può più viaggiare, conobbe Alicina. Lo ricordo fuori dalla porta degli arrivi del Marconi, dopo il cartello "niente da dichiarare".
Iago che, a tratti, sospingeva o tirava la valigiona grigia, una per tutti, piccolo grande aiutante in quel Natale anticipato.
Nonostante un arrivo un po' piovoso, inaspettatamente trovammo una mezza stagione accogliente, quasi calda.
Le cimici si aggrappavano ovunque (tornando sempre quando fa troppo caldo, oppure troppo freddo, non le vedevo e non rabbrividivo così da 15 anni).
Alberi già di fuoco in zona GAD, anche se sotto era pieno pieno di farfalle nere rosse e bianche, neanche fosse stato maggio.
La meraviglia dei bimbi.
Alice ancora comoda nel marsupio.
I suoi primi veri passi di gattino, abbandonando finalmente l'andatura "commando", proprio sul pavimento freddo del quinto piano in viale della Costituzione.
La nonna aveva steso una trapunta per farla giocare al riparo dalle piastrelle, ma bisognava pur partire in esplorazione.
Alberi ancora verdi, a intonarsi con quel monopattino usato, tendente al piccolo, che i nonni regalarono per quei pochi giorni all'erede, collezionatore di ghiande, foglie e castagne matte del parco Massari, tante che chissà dove le ha imbucate poi il nonno Rossi.
Iago e le sue paure. Iago scavezzacollo, che all'Acquedotto si divertiva a scendere la rampa del centro per famiglie, con il suo pile grigio. I bimbi dell'Est che catturavano un piccione e io brrrrrrrrr di nuovo, di brutto anche.
Il seggiolone come quello di casa qui, dell'usato come il monopattino, su cui Alice ha mangiato di tutto, persino i cavoletti di Bruxelles intinti nell'olio all'aglio che io non riesco a fare così bene.
Il suo pigiamino bianco con le fatine e i bordi azzurro acqua.
Chissà a chi l'ho passato (del resto, anche quello era in seconda mano).
E chissà anche ora chi ci gioca con quel monopattino: i nonni lo hanno donato in beneficienza sotto le feste di Natale, ma inspiegabilmente hanno raccontato al nipote che é stato rubato dalla cantina.
Credo che l'avrebbe presa meglio se gli avessero detto la verità.
Nel mondo esistono più azioni buone di quelle cattive. Vorrei che questi tre crescessero con questa certezza, ma mi pare una roba difficilissima, a volte.
È vero però che in cantina qualche stronzo ci é entrato a rovistare; poi, al termine di quest'estate, anche l'acqua.
E chissà le mie foto, i miei disegni, i miei taccuini, se ancora ce ne sono. Probabilmente i miei andranno giù a vedere quel piccolo finimondo solo quando sarà ora di rimettere l'albero di Natale, e noi, altrettanto probabilmente, un'altra volta, non lo vedremo montato.
Il festival di Internazionale, visto da fuori, come con il naso appoggiato alla vetrina.
Il fine settimana seguente, Iago con la faccia pitturata da pirata, il ciondolino con il Patronus di Snape/Piton da portare a Dunia rimasta a Lisbona (la prima volta in Italia senza di lei). Tutte le nostre compere.
La sera la pizza, prima del ritorno. Vomitata sul lettone che "Aiaiaiaiai, trauma cranico da caduta?" Poi vomitata collettiva: "oh, virosi strapesa, cazzocomeloprendol'aereo?"
Le zie dei miei figli tutte, le mie sorelle, le sollevatrici delle mie ipocondrie, che manco Battiato.
Il loro tempo, per noi.
I loro bimbi, a giocare con i miei.
E anche gli zii, tutti visti troppo poco. Soprattutto lo zio di sangue.
Ma quel poco ce lo facciamo bastare, as usual.
E prima, quella gita a Porto Garibaldi infrasettimana.
Il fritto misto. Alice che non mangia un tubo. Solo la piadina. Ah, e la tetta. Vabbé.
Nemmeno Iago mangia un tubo. Vabbé.
Mangio io, tutto sto ben di dio.
Iago che finisce per farsi il bagno, attratto da tutti quei pesci.
La sua sorpresa ammirando la pianura. All'andata, perché al ritorno ha dormito di brutto...
Alice sulla spiaggia e poi tre minuti in marsupio con il nonno.
Il nonno che fa lezione di storia e racconta di Giuseppe e Anita.
Il nonno che si stringe un po' il petto quando ci accompagna all'areoporto e io, ansia e lacrime, sfogate al security check che così Gianni non mi poteva vedere, ma i bimbi sì. E l'addetta allo sportello che un po' mi consolava, un po' si commuoveva pure lei e mi spronava a tornare per le feste. Eggià, magari.
Ho cominciato con il passato remoto per arrivare al presente. Che é tutto talmente vivido che dire "sembra ieri" non ha senso.
Forse ricordo tutto proprio così intensamente perché fu un viaggio "a casa" in un periodo difficile da dissolvere negli altri, né estate, né inverno, che é quando di solito prendiamo l'aereo.
Con il trascorrere degli anni e delle vacanze a FE, la memoria a volte si confonde, il tempo diventa un cerchio, l'unico con cui riesco a danzare l'hula hoop, non fosse il crescere e il numero dei bimbi a dissipare la nebbia.
1.
1, 2.
1, 2, 3.
Ma anche Iago ricorda tutto. Un bimbo grande, con la sua scatola di colori, una di Lego, una di memorie sue.
Una strana vita, quella doppia e a doppio voltaggio delle matri come me, senza troppi amanti ma con troppe famiglie in troppi luoghi.
Friday, October 4, 2019
Un venerdì. Dicono che "l'ecologia senza rivoluzione é giardinaggio".
Sunday, September 22, 2019
Bateau.
"Maaa, una nave spaziale, o una nave-nave?"
Avendo interiorizzato che di aerodinamica non ne capisco una mazza, come da post in calce: "una nave!"
"Ok."
....
Perplesso: "ma che nave è???"
"Uh... è un bateau!"
"Un che?"
"Un bateau!!! Quelle navi che navigano sui fiumi...Detta anche BATANA!"
Roots are roots.
'C'è anche l'uselin della comare. Vedi?"
Poi ci ho messo un mega retro motore e l'armatore ha finalmente approvato. "Oh. Adesso sì che è una nave!".
Thursday, September 19, 2019
Dell'acqua gatta e altre evoluzioni
Prima lo rifiutava, sbraitando (chiaramente).
(Mmmmhhh. Probabilmente lo sbraitare lo hanno preso da me. Poi da mia mamma. E da mia nonna. Aggiungo che chiaramente da mia nonna ho preso l'invocare Dio un po' invano. Però lei non lo metteva per iscritto.)
Sunday, September 15, 2019
Dona Vizinha, adeus.
Poi però, il pensiero ripercorreva un sentiero battuto: quando ci siamo trasferiti qui, sapevo sempre quando cominciava l'unica telenovela che ho mai visto praticamente per intero, 'Gabriela', tratto da 'Gabriela, cravo e canela' di Jorge Amado. Meraviglia. Sapevo che era ora di sintonizzare la tele non appena sentivo la sigla, arrivare dal piano di sotto, a tutto volume.
E allora mi preoccupavo un po' meno per dona Z. e il suo riposo.
Da qualche giorno, ogni volta che cade qualcosa penso al fatto che la casa di dona Z. ormai è vuota, il suo riposo indisturbabile. E non so come dirlo a Iago, che le voleva così bene.
Grazie dona Z. per averci incontrato sulle scale, sui nostri cammini. Per restituirmi pazientemente tutti i panni che mi cadevano sul suo stendino. Per tutta l'attenzione, per tutto il carinho.
Mi dispiace non averle potuto dire arrivederci.




