Una vicina ora bloccata in Brasile ci ha dolcemente prestato il suo cortiletto, non credo che lo abbia mai nemmeno visto. Ha comprato l'appartamento poi é scoppiato il Covid.
Da quando abbiamo avuto il via libera, ho pulito l'area (effettivamente abbastanza piccola, non chiedetemi quanto che non so sparare metriquadri a caso) prima a mano, poi con un rastrello comprato da Sergio ancora incredulo del fatto che facessi sul serio, poi finalmente é arrivata una zappetta dismessa da un signore del palazzo di fianco, che non conosco, che l'ha passata al vicino che ci presta l'altro giardino per fare giocare i bimbi a palla e ci lascia usare l'acqua per innaffiare.
Qui é tutto un prestare, tutto un regalare, tutto un cercare di esserci con quello che si può. Di starsi
vicini.
Così alla signora che ci presta il giardino, glielo baratto con un po' di risanamento dell'area. Al vicino che ci regala l'acqua gli ho detto che quando nasceranno le cose, saranno pure sue e della sua famiglia. Però loro il gelato per i bimbi lo comprano lo stesso, soprattutto per Iago che ci ha preso gusto a innaffiare anche le loro piante, dal punto di vista calorico, inutilmente ornamentali.
Da quando ho iniziato, ho tirato su tanta di quella merda, soprattutto
merdaplastica, da là sotto, da riempirci un sacco della spazzatura.
In ordine sparso:
- 1 pezzo di lego;
- 1 decorazione natalizia che all'inizio sembrava una pigna vera rinsecchita, poi volendola spostare, ho iniziato a tirare ed é venuto fuori un ramo
plasticodorato, lungo almeno 30 cm con altre pigne penzolanti;
- sacchi, sacchetti e pezzi di;
- tappi di birra, di vino, di bibite e acqua;
- fascette;
- 1 gomma da cancellare che deve aver cancellato molto;
- tanti cocci e vetri;
- un tetrapack intero da un lt di succo di frutta, tutto schiacciato;
- punte tagliate da tetrapack di latte e passata di pomodoro;
- pezzi di blister;
- un'infinità di mollette (quelle recuperabili, sono state recuperate), un'infinità di pezzi e frammenti di mollette;
- involucri di cioccolata, di caramelle, di sigarette (vari materiali);
- 2 tubetti di plausibilmente tinta, usati ma non terminati;
- 1 testa di spazzolino da denti intercambiabile;
- 2 accendini;
- 1000 cicche di sigaretta (tanto che abbiamo attaccato un cartello per i muratori che si stanno occupando della casa il cui giardino é adiacente al "nostro", tipo "ahó! stiamo facendo l'orto!");
- 1 pezzo di osso, forse una testa di femore umano, forse una roba interrata da un povero cane, poi chiaramente morto per intossicazione da sacchetto di plastica o tubetto di tinta;
- cerotti usati;
- coriandoli metallizzati;
- tranci di cavi elettrici;
- altri pezzi di cose che non sono riuscita ad identificare.
Anyways, non so come ci sono finite tutte quelle cose laggiù.
No ok, le mollette quelle le so. Mi cadono sempre.
I tappi, almeno quelli di vino (la birra no, si apre in cucina, all'uscita dal frigo!), possono esserci finiti perché restano invisibili dentro le tovaglie ammucchiate a fine pasto, poi bisogna pur scrollarle le briciole che sono organiche e sotto quei giardini sono sempre stati disabitati da quando siamo qui. Quindi ok, i tappi ci stanno, dai.
Altre cose, proprio il nonsense, soprattutto per come erano messe, erano i cadaveri di un assassino.
Cioè,
nonsense per me, che certe cose non le posso vedere e le trovo criminali.
Nonostante il lavoraccio, ho notato che, innaffiando l'area tutti i giorni, l'effetto erosivo dell'acqua fa si che pezzetti sempre nuovi di plastica emergano dall'orto. Ho sentito la frustrazione di un gioco che non sai bene se vale la candela, di un compito ingrato di cui non vedi la fine.
Pensavo di dover dire a Iago che abbiamo lavorato un po' per niente, anche se la motivazione incipit era stata quella di fargli fare qualcosa fuori di casa,
no matter what. Però, piccino, ci ha preso gusto e responsabilità.
Comunque, forse ce la faremo a mangiare qualcosa di quello che sta crescendo. Meno male ci sono gli amici che, essendoci, si fanno vicini.
***
Domani, 1 giugno, é il compleanno di mia madre.
Domani andrò a scuola di Dunia, a ritirare la sua cartella di educazione artistica.
Telefonerò alle maestre, per accordarmi circa il ritiro dei materiali dei bimbi dall'asilo.
Domani riprenderò in mano le fatture della loro segreteria e vedrò di raccapezzarmi su cosa manca pagare, ormai li ho formalmente ritirati.
Alice chissà quando potrà tornare; Iago andrà dritto in prima. Ha avuto l'ultima call di classe venerdì, mentre eravamo in macchina diretti al mare, approfittando dell'ultimo giorno infrasettimana (meno assembrato del weekend), con papà, alla guida, ancora confinato a casa.
A sentirlo salutare gli amici, mi sono venuti i miei soliti lacrimoni da
despedidas, da
ultima volta che, da
non so domani.
Domani dovrò risintonizzare i miei nervi su altre frequenze di pazienza, che papi, appunto, torna allo studio nello stadio.
Domani tanti bambini torneranno all'asilo, i nidi già aperti dal 18 maggio, per poter permettere a qualche genitore di lavorare più sereno da casa, o di continuare ad assistere ai figli alle elementari, quelle ancora chiuse come tutte le classi fino al 10º anno. Altri lavoratori, dritti in ufficio o in fabbrica.
Lisbona é il nuovo foco di infezione portoghese, dei nuovi casi 9 su 10 sono qui nella capitale.
Bisogna farcela andare bene lo stesso, le casse languono.
L'angoscia é roba da poveri, un po' come il nostro giardino e tutto quello che lo circonda.