Il mio nonno Silvio, detto Nino, socialista. Oggi avrebbe compiuto 95 anni. Era lui che diceva: la vita è un lampo e il culo è uno stampo, ovviamente in ferrarese stretto, che io non ho mai parlato bene bene, figuriamoci dopo tanti anni via.
Dopo l'8 settembre è scappato. Finita la guerra, ha trovato lavoro al dazio, portava a casa un sacco di mortadella ed era quel che più si mangiava a casa Sarti. Quando portava a casa lo stipendio, mia nonna Dalmera, detta Elda, socialista, lo aspettava sulla porta per farsi consegnare il malloppo, da brava economa domestica. Si volevano bene, fumavano come i turchi e adoravano la scala40.
Se n'è andato sotto capodanno, ero grande io grosso modo come Alice ora. Quando sono nata, era lui che veniva al grattacielo ad aiutare mia mamma e a portarle la spesa. Le sue figlie lo ricordano con tanto amore, un bravo uomo e papà, ma io vorrei sapere tante più cose di lui.
I nonni dovrebbero restare, ecco.
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