Dal 25 aprile al 1 maggio sono stati giorni di rivoluzione e lotta anche per te, Alicina.
Giorni di sonnellini di pochi minuti, poi immensi ma soprattutto di lunghi pianti disperati i tuoi, di quelli che fanno i bimbi quando sono in corso le rivoluzioni.
In cui hai smesso di dare abbracci e baci solo a me e ai peluche, ora che abbracci dai anche al papà e che bacini hai dato a Iago, per consolarlo dal suo di pianto, seppur breve.
Il primo maggio hai ufficialmente mollato gli ormeggi, la nostra mano, i miei pantaloni del pigiama. Dopo i tuoi primi passi, qualche capocciata ti aveva spaventato ma la tua dichiarazione di indipendenza era comunque vicina.
Ora te ne parti da sola, senza nessuno che ti dica "vai", "vieni"... e via, a esplorare la casa, anche al buio, mani avanti, occhi aperti.
E quando arrivi, gridi il tuo "aaaaaaahhhh", tutta orgogliosa del tuo percorso e della tua vittoria.
Poi, vabbè, che orgoglio io, ma che te lo dico a fare.
Buone camminate su questa terra, Alicina.

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