Al termine di ogni vacanza, lascio sempre qualcosa in giro, qualcosa in me nicchia sempre.
Come se quella roba tra i piedi, o tra le palle, mi scaldasse via, in qualche modo, dalla fissità del presente avvolto nella normalità.
Per farmi sentire che le vacanze non sono del tutto concluse, o non sono finite da troppo tempo.
Ho forse un certo bisogno apolide di sentirmi sempre pronta a ripartire. A scappare.
Quest'anno ho scelto inconsciamente il sacco con le macchinine, gli album da disegno e qualche lettura per gli eredi. Ora ho sentito il momento di disfarlo e sistemarne il contenuto .
Ho sfogliato questi album.
Mi sembra trascorso un secolo da quando li coloravamo sotto la pergola a Santo André.
Gli anni scorsi, a disfare quel bagaglio mentale piantato lì, mi sembrava sempre ieri.
È solo inizio novembre.
È solo angoscia.

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