Monday, June 14, 2021

Sogno di Mare.

Devo raccontare di un sogno di mare.

Vivevamo in questo appartamento da un due o tre anni, tra la fine del 2013 o il 2014: ero incinta di Iago o forse era nato da poco. La mia seconda maternità, quando ho sognato che cercavo di nuovo casa: la nostra ultima casa.

Vedevamo tanti villini, tante casette, alcune visibilmente fatiscenti, altre molto belle ma che comunque mi inquietavano. C'era sempre qualcosa di minaccioso in loro. Una luce diagonale le avvolgeva. Gracchiare di corvi. Siepi di un colore strano, che identificavo con un verde scuro che non mi tranquillizzava, come invece di solito fa il verde tenero dei luoghi piovosi, dei luoghi di montagna, dove di mio, da sveglia, andrei a vivere.

Poi, nel sogno, arrivavamo. Finisterre. Fisterra per gli amici, Minha Terra Galega.

C'era una casa, non era bellissima, muri esterni in pietra e legno grigio. 

Ci saranno sicuramente dei lavori da fare, pensavo. Ma aveva il giardino. Poi era lì, a strapiombo sull'Oceano. Non mi importavano le nuvole plumbee che la avvolgevano. Cielo Gris de Galicia. 

Io mi sporgevo, guardavo in giù, verso il mare. Dentro il mare. Non soffrivo le vertigini che mi prendono nella realtà.

La vastità dell'acqua era lì sotto che gorgogliava di rabbia, spumava di allegria, mi spruzzava di vita.

Era in burrasca. Era in tempesta. E in quella tempesta trovavo una calma, una tranquillità che mi faceva dire che finalmente avevo trovato casa, una casa per me e con cui mi identificavo. Mi bastava che fosse lì. A strapiombo su quel mare che mi parlava a modo suo.


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