Friday, July 3, 2015

Arcobaleni

Ecco, spesso mi sentite dire che l'Italia che conosciamo almeno noi in Emilia-Romagna non è così male...che al Nord, nonostante tutto, la vita é una vacca grassa. Però ci sono cose che, da quanto sento e leggo, lì non capitano. Ditemi se sbaglio... Sono due giorni che, nei divani nella hall dell'edificio dove lavoro (per i miei gusti anche troppo fighetto-formale come ambiente), trovo due giovani uomini, rilassati, a scambiarsi qualche tranquillo bacio e più effusivo limone. Indisturbati e liberi. Ecco. Quando qualcuno di voi assiste a una cosa così anche in Italia, senza che qualcuno arrivi dopo con spranghe o ruspe, per favore, mi avvisi. Può essere che poi mi faccia la foto arcobaleno pure io.

Tuesday, June 16, 2015

Iago. Il drago.

Commossa. Dopo 5 gg di dieta latte only, ha mordicchiato una carota, addentato un pomodoro e mangiato un sedicesimo di piadina

Thursday, June 4, 2015

Mica facile.

Emomomenti.
Andare in laboratorio analisi per fare esami sangue al biondino.
2 infermiere sbarbine che ti dicono candidamente che non hanno mai fatto un prelievo a un bimbo così piccino. Ci provano, chi cerca trova la vena. Se non la troviamo, può andare in ospedale no? No. All'ospedale le fanno solo per casi da prontosoccorso...come fanno a non saperlo, loro, che sono del settore??
Vai, due buchini, una fialetta, tante urla. Piangiamo insieme che invece di abbracciarti dovevo tenerti fermo a soffrire. Mica facile certe volte.

Monday, June 1, 2015

candide

In Portogallo oggi si celebra la giornata del bambino. E si celebra pesante anche, secondo me.
Sempre abbastanza resistente alle effemeridi di questo tipo, non solo per vederci delle commercialate astruse, ma soprattutto perché si aggiungono ai compleanni, natali e varie a ricordarmi che il tempo passa, l'ho trascorsa tirando fuori uno dei lati più infantili di me, mangiando tutto il giorno, a ruota libera, per colmare forse qualche vuoto lasciato lì da questo tapis-roulant che non riesco proprio a seguire.

Uscita dal lavoro, sono andata a prendere il pargolo e sono entrata in una cartoleria per comprare un libro a un bambino che ha invitato laDù al compleanno.
Era pieno di nonne che viziavano i nipotini e acquistavano questo e quello. Un bimbo, poco più grande di I, lo cercava di allontanare in tutti i modi, anche se lo tenevo io nella fascia, preoccupato che potessimo portargli via i regali che gli spettavano.
I, ora appassionatissimo di bestiole, voleva proprio vedere tutti quei paperini, quegli asinelli e quelle scimmiette e si dimenava come un matto.
Alla fine non ho resistito alla commercialata e ho portato a casa una confezione di DAS per lei, che nel frattempo era a scuola, e un cavallino per lui. Per strada lo teneva nella manina, come tra un po' inizierà a tenere le macchinine e i trenini.
Osservavo quella sua manina, una manina da ometto ormai.

Poi sono andata in farmacia. Sospetto una candida e l'ho detto alla signora con il camice.
Mi ha tirato su una certa suola e alla fine non mi ha venduto quello che cercavo e volevo ma mi ha fatto prenotare degli ovuli di lactobacillus (leggi a casa mia yogurt) che arriveranno domani.
Come usi e costumi locali comandano, un signore ha invaso il mio spazio prossemico mentre la farmacista mi indicava il prodotto sul computer.
Tentando proteggere la mia intimità almeno un po', le ho chiesto vagamente:
"é per uso topico?"
"NO. lo deve mettere nella VAGINA."
"ecco, allora é proprio per uso topico..."
"ah si, é vero."

Tra un po' la casa non sembrerà più tanto uno scenario bellico. Non avrò più pentole da raccattare dal pavimento della cucina, quando, a fine serata, loro si addormentano e per caso io riesco a resistere. E poi non mi ricorderò più. O solo poco. Lo so perché è già successo una volta.
Ora che dormono, ogni volta che lo vado a controllare sembra più lungo e più grande.
Come i piedoni de laDù.

I portoghesi oggi su faccialibro hanno messo in tanti una foto di loro quando erano bambini, perché c'è n'é sempre uno dentro in noi, si dice. Peccato che i nostri ricordi consci, soprattutto della primissima infanzia, siano così labili. Ed é così pure per la prima infanzia dei nostri bimbi. Manine candide o no.
E invece mi ricordo poi di cose di cui non me ne frega un cazzo.
Sicuramente mi ricorderò di questa presunta candida e della faccia della farmacista a cui la parola "topico" suonava male.



Wednesday, May 13, 2015

Quando, al nido.

Quando le maestre del nido ti raccontano che il tuo duenne si è sciolto in lacrime alla pagina della "storinha" in cui la mamma era triste.
Quando as educadoras da creche te contam que o teu pequeno se pôs a chorar na página da "estorinha" aonde a mamãe estava triste.
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Monday, May 11, 2015

Fondamenti

allattamento in pubblico e discrezione. fondamenti.
quando lui urla un felice "olá" ai passanti ogni due ciucciatine.

amamentação em público e discrição. fundamentos.
quando ele grita um feliz "olá" aos transeuntes a cada dois chupchups.

Monday, April 20, 2015

13. Fortune.

Credo che tu sia fortunato.
Ma come faccio a dirlo oggi, che hai 1 anno e un 1 mese?
Poco. Tanto. Ormai non sei più solo mio.
Cammini, vai a scuola, ti piace lo scivolo e fare le marachelle.

Non sogno per voi due, piccini, altro che la felicità.
Che la vita non cambi il tuo cuore generoso di bimbo avventuroso.
Che tu la sappia cogliere sempre con gli stessi occhi vispi e dolci.
Spero di non fare altri danni, di non rovinarvi troppo, a te e alla Du.

Certo che sei fortunato.
Sei nato qui. Siete due bimbi bianchi.
Che tu cresca astronauta, disoccupato, operaio, gay, superuomo o pirata pacifista.
Non mi importa. La vostra felicità é talmente grande da bastarmi.

Poi penso a quei bimbi chiusi in una nave chiusa sotto le onde.
In tante navi ribaltatesi sotto, nel mare.
Deboli cuori di mamme.
Ecco. Non so più se tu sia fortunato.
Sei nato ora, che di umanità di che rallegrarsi ce n'é troppo poca.

Friday, April 17, 2015

Meno male.

Dopo una notte difficile e una giornata intensa, lei vuole ballare e riballare frozen mentre lui gioca con il suo carriolino che urla "yayayoh!"
Meno male che li amo.
Pilota automatico.

Thursday, April 9, 2015

Ma soprattutto Déda

Iago ha ancora qualche difficoltà a chiamare sua sorella.
DudAaaa, Dadaaaa, Duuuu, ma soprattutto Déda.
Di FE si nasce.

Thursday, April 2, 2015

Loro sì.

 Semana Santa: 

I lavoratori nella metro vengono sostituiti da turisti stranieri vogliosi di scoperte.

Mesta cerco una risposta: quando é stata l'ultima volta che sei partita all'avventura e hai vagato in una città sconosciuta?

Vivere all'estero non è una gran figata, ecco.

Wednesday, March 11, 2015

chega a primavera e com ela, o vizinho, sem nome e sem cara, que toca o acordeão num dos jardins debaixo da minha varanda, aberta sobre o pôr-do-sol de Lisboa. (Se, ao contrário de ontem, ninguém me vomitar em cima hoje, posso ir dormir a sorrir).
arriva la primavera e con lei, il vicino, senza nome e senza faccia, che suona la fisarmonica in uno dei cortili alberati sotto la mia veranda, aperta sul tramonto di Lisbona. (Se, a differenza di ieri, nessuno mi vomita addosso oggi, potrei andare a dormire sorridendo.)
alguém a fazer planos: "em 2023 vamos para a California e em 2028 vamos para Itália"
quando tens um filho, o futuro nunca te parece demasiado longínquo.
qualcuno fa progetti: "nel 2023 andiamo in California e nel 2028 andiamo in Italia"
quando hai un figlio, il futuro non ti sembra mai troppo lontano.

Friday, February 13, 2015

Foto

Che cosa strana. Oggi ho finalmente portato a lavoro una foto dei miei koala senza peli, per tenerla sulla scrivania. Quei bei sorrisoni mi hanno riscaldato il cuore tutta la giornata. Ora, andando via, mi è parso così triste, abbandonare là quelle faccine, a sorridere alla sedia vuota.

Sunday, December 21, 2014

senza foto

20.12

D'ora in avanti passi più tempo nel mondo che dentro di me.

9 mesi oggi, ma niente foto. Occhi troppo rossi, nasino troppo gocciolante.
Tra il raffreddato e il febbricitante da 4 settimane. Non ne posso più io, immagino lui, piccino.

Credo che me ne fregherò della ceretta, della manicure, dei regali che mancano ancora.
Tanto il prossimo anno saremo punto e a capo.
Se i mesi scorsi sono volati, non vedo perché i prossimi dovranno comportarsi diversamente.

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21.12

Stanotte ha messo fuori altri due denti, gli incisivi superiori laterali. Certo é che se mette fuori i denti a due alla volta, il raffreddore non glielo toglie nessuno. Altra febbre.
Vorrei dire alla mia capa che sta ancora male. Che si decida a decidere se posso evitare di fare la pausa pranzo. Stupida ora che puntualmente spendiamo per spendere nel centro commerciale dell'impresa, o per fare degli straordinari, per l'impresa.
Odio.
Odio che qualcuno mi possa dire come usare il mio tempo libero. Odio che qualcuno mi possa comandare di perdere un ora di tempo al giorno che invece potrei trascorrere con i miei figli, uno dei quali ancora poppante.
Odio che qualcun altro debba dirmi che mi devo conformare, che devo stare buona.
Zitta.
Ferma.
Aspettare che decidano.
Seduta.
Aspettare.

Aspetta.

(Piango un po'.)

Aspetta.

Vaffanculo.




Monday, December 1, 2014

(sbiavdo) natale

Un anno fa, poco più, poco meno, ero nella metro con la signorina D.
Avevamo un foglietto a quadretti con scritto il testo di Bianco Natale, che doveva imparare per la scuola. Una dei tanti compiti esotici che ci accollano, per poi dimenticarsi di chiederli.
Comunque eravamo là a cantare. La nostra vicina di sedile ci osservava rallegrata dalla scena e ci ascoltava sbigottita dalle nostre inabilità canore.
Aspettavamo Iago nella mia panciona già bella rotonda e lo coccolavamo insieme. Ieri.

Ora, si è riproposto il compito dell'anno scorso. Vai di Bianco Natale di nuovo, tanto l'anno scorso nessuno l'ha sentita (a parte il pubblico in metro).
E zuuuuuum, ecco il treno che mi passa sopra.
Ed ecco il magone, ci mancherebbe.
Arriva il natale che qui di bianco ha ben poco, forse solo le pietre della calçada. Qui in casa han deciso di montare l'albero il 28 novembre (ero in minoria). Forse lo hanno fatto segretamente per farmi abituare all'idea.
Torno a lavorare proprio sul più bello. Quando arrivano i miei, quando la signorina D inizia a stare a casa da scuola. Lei che é tanto coccola con suo fratello e comincia ad essere ribelle con me, che alle volte vesto i panni della strega e parlo (urlo?) sempre di più come mia mamma.
Torno a lavorare nel periodo dell'anno in cui la lontananza da Casa mi è più dura, allo stesso tempo in cui pare diventi sempre più difficile tornare.
Torno a lavorare ora che mister I tra un po' inizia a camminare e non voglio perdermi niente.

Penso ai mesi di questa maternità, sfogliati sul calendario, foglie cadute d'improvviso da un albero rosso.

Non sono passati.
Viaggio tra l'extrasistole e la negazione. Intanto qualcosa dentro me mi spinge a oliare le ruote della bici e preparare i motori del cervello per tornare alla routine. E lo spirto guerrier ci rema contro.
Un'automa porta il bimbo al nido per farlo abituare. Una mamma con sudori freddi, fiato corto,  palpitazioni e vie lacrimali pronte allo spruzzo, lo va a prendere.
Ho ancora due settimane. Due settimane. Due mesi. Due anni. Due vite. Che differenza fa?

Il tempo è un elastico. 
Un caleidoscopio. 
Una scatola di sardine in replica (sia la scatola che le sardine). 
Un'onda, un profumo. 
Una molla lanciata dalla cima di una scalinata.
Ne sento il peso e la libertà.

Se stessi a casa fino all'anno del piccolo allora sì che sarei felice. Forse sentirei di aver compiuto il mio dovere di mamma, un po' di più.

Farei come con la signorina D, anche se allora ero disoccupata. 8 anni fa il mio obiettivo era trovare un lavoro. E l'ho trovato. E ora? Ora che sono stata lontana dal luogo e dal modus vivendi che mi allontana da me stessa, non arriverei comunque a sentirmi incompiuta? Qual è l'obiettivo? Dove voglio andare? Cosa voglio fare da grande? I bimbi prima o poi devono andare a scuola, anche se non così presto. Poi? Sarà che solo attraverso loro riesca a sentirmi una persona piena? Beh, per il momento sì e non me ne rammarico, né mi sento diminuita.

Sono drogata di mamma-ormoni e non me ne vergogno, né voglio la rehab. Non voglio dimenticarmi i profumi di bebé mammone, di cacca-yogurtino. Voglio coccolare tutte le volte che ci va. Non voglio smettere di allattare; non voglio che il mio bimbo mangi la pappe di latte di mucche nestlémerda perché é la scuola che gliele propina... Non voglio un sacco di cose. Ora voglio fare la mamma.
Poi cresceremo, poi vorrò qualcos'altro.

Quindi? Torno? Adatto le mie NON-voglie al mondo che mi aspetta il 15 Dicembre?