Friday, December 16, 2016

Tutto bene.

Langoscia e Langustia andavano a spasso a manina, in una giornata di pioggia. Senza ombrello. Selvaggi i capelli. Piccolo il cuore, pronto a implodere. Giunsero in un giardino, senza fiori, né persone. Solo gli alberi le guardavano. Si sedettero su una panchina a riposare i sentimenti, mentre continuava il sussurrare delle gocce, sui rami e sulle foglie, sopra di loro. Quindi si addormentarono. Sopita l'ansia, sognarono insieme di lavorare alla pressa e al tornio. Un incubo estremamente rilassante.

Sunday, November 27, 2016

il punto debole

Qui in casa le influenze et simili ce le passiamo come le carte quando si gioca a "merda" o a "asino".
Ieri a tavola con i miei bimbi, dopo la costatazione della necessità di antibiotico per la signorina, ci siamo trovati a rilevare statisticamente i nostri punti deboli.
Du: - mah, i miei mamma, sono la xxx e lo yyy.
Io: - vero...anch'io la xxx....poi la zzz...uff.
Du: - e Iago? Il suo punto debole sono le xyxy vero?
Io: - si ...e i xzxz.
Iago: - no. É a mamma.
<3

Punti deboli

Qui in casa le influenze et simili ce le passiamo come le carte quando si gioca a "merda" o a "asino".
Ieri a tavola con i miei bimbi, dopo la costatazione della necessità di antibiotico per la signorina, ci siamo trovati a rilevare statisticamente i nostri punti deboli.
Du: - mah, i miei mamma, sono la xxx e lo yyy.
Io: - vero...anch'io la xxx....poi la zzz...uff.
Du: - e Iago? Il suo punto debole sono le xyxy vero?
Io: - si ...e i xzxz.
Iago: - no. É a mamma.
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Tuesday, October 18, 2016

il Gatto-cane volante

E così é successo che ieri sei volato via.
Me lo ha detto oggi la Katia.
Ci si stanca ad aspettare sempre, è vero.

Ti ho trovato quell'estate della maturità. Quando ancora c'erano dei compiti in giro per la mia stanza, su cui appollaiarsi in attesa di giocare.
Poi dopo un po' sono partita. Mi continuerai a mancare, come mi sei mancato da allora.
Tu, fedele come un cane, mi facevi compagnia tutte le volte che tornavo, senza risentimento.
Tutte le volte che sono stata incinta, annusavi e coccolavi la vita che nasceva prima degli altri, come fanno i gatti, senza gelosia. Con quel naso e quei cuscinetti rosa che ti trovavi.

Una grande anima vestita di pelo rosso e bianco e un po' di ciccia che il male che hai sofferto senza neanche lamentarti ti ha mangiato, bastardo.
Senza che ti potessi coccolare un po'.
Scusami.
Non avrei avuto il coraggio di chiederti di restare ancora.

Ti porterò sempre con me, sai che lo farò con amore. Spero che tu lo sappia davvero, anche se l'ultima volta che ci siamo visti é stato a Natale, con i bimbi che ti spupazzavano...che in fondo sapevo e di conseguenza ti salutavo più forte. É che non si può non amarti, gatto Giulio.

Continua a proteggerci con le tue antenne baffose e i tuoi occhi saggi.





Friday, September 23, 2016

Calma, minuto 3

 Al terzo minuto di calma in bagno, bussa qualcuno.

- chi è?

- [vocina supplichevole da dietro la porta/voz pequenina de queixinhas] mamaaaá, o papá não deixaaa

- cos'é che il papà non ti lascia fare?

- [vocina] apettar o p'cossoooo...

(Apertar o pescoço / prendere per il collo, strozzare, ndt)

*_*

Saturday, September 17, 2016

Settembri.

Giorni che, nonostante tutto l'amore, senti una punta di qualcosa che ti manca.
La forza del sole per sbucciare la zucca, che ormai è settembre inoltrato e non puoi mica preparare la zuppa alle 5.
Se non del sole, di un calice di vino che nessuno ha comprato.
O dei nonni, che agosto è finito e chissà quando tornano.
Vabbè...aspetta che mi son dimenticata la zucchina.
Preparare la cena che fuori è buio.
#estatefinita #zucca #settembre #zuppa #malincoqualosa

Thursday, September 1, 2016

Fertility sto cazzo.

Vabbé va. Vi dico la mia sul #fertilityday.
Sono stata una mamma giovine tipo di quelle che bruciano le tappe ma non troppo: come molti sanno, il giorno prima di consegnare la tesi in segreteria all'università, ho scoperto di essere incinta. più i genitori sono giovani, più è probabile che i nonni ci siano ancora e siano ancora in forma, per sopperire a tutte le mancanze dello stato, dagli asili, ai sussidi, agli eccetera tutti. A Roma devono aver capito come funziona la giostra demografica...
Perché poi la giostra della vita purtroppo gira sempre nello stesso verso. Figliate finché c'avete voi i genitori che poi manco quelli.
Detto questo aspetto con ansia la spilletta con il fascio littorio dal ministro, in quanto ho assolto il compito (leggi mi sono potuta permettere) di procreare presto, quando i miei mi potevano (e possono ancora, grazie ai numi) dare un aiuto economico.
Impaziente di buttare la detta spilletta nel cesso, fedele alla mia linea.
Mi sento davvero presa per il culo.

Saturday, July 30, 2016

Edipo Bogart

Si potesse sempre amare come fanno loro, i bimbi, intensamente, eventualmente anche se solo per una sera. Ma tanto da cambiarci il nome.
Stasera Iago ha conosciuto una bimba dai capelli bellissimi. Un afro stupendo. Lei, Jade (Giada), un paio di anni più grande, lo ha ammaliato. A fine serata lui si chiamava già Jado. Poi é andato a darle un bacino sul braccio prima di andare via. Da lontano le ha detto "ciao menina (bambina)!", muovendo la manina.  Un po' bimbo, un po' Humphrey Bogart.

Poi, ora di dormire. Storie.
Dunia ha fatto (scritto e disegnato) un libro a Iago, con le finestrino per scoprire gli animali.
"Iago, qual é l'animale che ti piace di più? "
"A mamã (La mamma)!"

Secondo preferito è il carangueijo (granchio). Quello sul libro c'è.

Sbrodolando, buona notte.

Tuesday, July 19, 2016

Rave e polvere

E gli dèi ci crearono come statuine di creta sbriciolona e ci distribuirono sul globo terracqueo un po' a cazzo, per divertirsi.
Sempre per diletto, seminarono poi vento e ignoranza.
Da lì vennero la cattiveria, la tempesta e la follia, a braccetto.
Poi venne il culo, di trovarsi dove 'ste tre parche non si faceano vedere, accompagnato dalla stupida idea che non si trattasse di fortuna ma di virtù e gli altri, beh, che tornassero pure alla polvere. Ma il vento e l'ignoranza mica li fermi e poi sono così di moda ormai che i matti assassini te li trovi ovunque e vogliono uscire sul giornale.
E sei fottuto, polvere anche tu.
Così è scritto.

Ah sì. E loro, le divinità, se la spassano. Mi hanno detto che vanno anche ai rave di team building della Goldman-Sachs.

Sunday, July 10, 2016

Heróis do mar...

L'ultima volta e la prima che ho sentito "heróis do mar" in una finale ero in Erasmus (la storia poi la sapete).
Ora, una bimba grande che l'inno lo sa tutto e non ha mai detto una parolaccia, uno piccino che ha già detto "chuta puto, chuta caiaiio" e da lei ha imparato solo "Pottugau!Pottugau!".
Comunque vada, me happy.

* * *

Questa ragassuola di provincia vorrebbe farvi sentire il suono della notte di una capitale che appena ha vinto l'europeo, che le fa un po' impressione. Tra una mezzoretta mi avrà frantumato i panetti ma ora é anche poetico questo piiiii continuo, ora lontano, ora vicino. E io che pensavo che fosse come quando il Benfica vince il campionato. Bravi.

Friday, July 8, 2016

Tigri

Non mi è ben chiaro il perché di tanta simpatia verso di voi. Quelli che si svegliano sempre male, storti, musoni, quasi rabbiosi e ne vanno pure orgogliosi, però poi verso ora di pranzo tutti una gioia.
Siete voi quelli che rovinano la giornata a noi, che ci svegliamo presto, di buon umore e, se il mal di testa non tuona, alle volte addirittura cantarelliamo qualcosina, basso, in cucina, preparando la colazione che non ci sentite neanche. Non facciamo né Callas, né Pavarotti sotto la doccia. Alle volte parliamo, é vero. Ahinoi emettiamo qualche rispettosa e breve frase, giusto per capirci sulla direzione che prenderà il nuovo dì. Ma sempre in osservanza del vostro status. Sorridiamo perché fuori splende un cazzo di sole, mica per sfottervi.
Beh. Ecco. Siete voi la ragione per cui alle 10:30 al massimo noi siamo già incazzati come delle tigri.
Groarrr.

Friday, June 3, 2016

Ficas.(?)

 《Mamá, ficas.(?)》

Com aquela voz fininha de duendes e fadas. Fazendo-me festinhas no braço.

Com um ponto final que quase é de interrogação, não afirma, não comanda, não pede nem pergunta. Só deseja. Pois um pequeno doentinho quer ficar no miminho com a mamá. E ela, em pedaços miudinhos, vai trabalhar. Queria uma magia.


《Mamma, rimani.(?)》

Con quella vocina sottile di gnomi e fate. Accarezzandomi il braccio.

Con un punto finale quasi interrogativo, non afferma, non comanda, non chiede né domanda. Desidera soltanto. Che un piccolo malatino vuole le coccole della mamma. E lei, a pezzetti piccini, va a lavorare. Vorrei una magia.

Rimani?

《Mamá, ficas.(?)》
Com aquela voz fininha de duendes e fadas. Fazendo-me festinhas no braço.
Com um ponto final que quase é de interrogação, não afirma, não comanda, não pede nem pergunta. Só deseja. Pois um pequeno doentinho quer ficar no miminho com a mamá. E ela, em pedaços miudinhos, vai trabalhar. Queria uma magia.

《Mamma, rimani.(?)》
Con quella vocina sottile di gnomi e fate. Accarezzandomi il braccio.
Con un punto finale quasi interrogativo, non afferma, non comanda, non chiede né domanda. Desidera soltanto. Che un piccolo malatino vuole le coccole della mamma. E lei, a pezzetti piccini, va a lavorare. Vorrei una magia.

Saturday, May 21, 2016

Doping

Azzardato trick del pupo al parco. Aiuto e varie sfumature di sguardo dagli altri genitori.

Sdrammatizzo con un: "eh, è un po' così. Ma io prendo droghe prima di uscire per venire al parco con lui. Credo che  tra un po' arrivi  anche l'antidoping".

Non l'hanno capita.

mamme all'estero

Vivere all'estero.
Non é proprio stra gran figata, specie se hai messo su famiglia.


Tutte le volte che hai le ferie, o almeno una volta l'anno, ti tocca di tornare a Casa, a rinfrancar le radici. Ti tocca perchè lo vuoi. Stai con i tuoi, anche se solo per una birretta il pomeriggio sul tardi.
Così ho detto un po' addio all'avventura.

A volte però accade qualcosa che ti prende alla terra ferma, rende l'aereo un po' pericoloso.
Mica Daesh, piloti pazzi, e comagnia bella, no. Basta che il piccolo dei piccini si becchi un'otite a lunga decorrenza e anche se l'otorino ti dice "mahhhhssí, in principio, non dovrebbero esserci problemi", tu ti metti una mano sull'istinto materno e sospiri.
Tu e il tuo compadre non avete abbastanza ferie per un viaggio in macchina fino in Italia e ritorno.
Altro sospiro.
Poi decidi di mandare solo la grande dei due, anche se l'idea di lei in aereo da sola non ti prende proprio bene, questa volta anche per Daesh, piloti pazzi e compagnia bella. Che se succede qualcosa non starai mica là tu a proteggerla e a farle scudo, al massimo ci sara una hostess o un bellissimo stewart in divisa. Ma a lei non lo puoi dire. Le devi mostrare che sei superfelice e allontani le paure.

Se la vita di genitore é fatta di compromessi e maschere, quella di mamma all'estero non saprei dire.
Che i bambini non sai mai dove lasciarli, che quell'altro lavora sempre ma se sei fortunata come me hai una suocera santa che te li tiene un po' e tu vai, finalmente, dal ginecologo...60 euro perchè la visita è nel privato (dopo più di 10 anni in un paese non hai ancora una copertura sanitaria pubblica come si deve) e urgente (non perchè sia grave, ma perchè hai trovato modo di andare e, finalmente, vai).
E ti becchi una ginecologa laureata nell'ex URSS, sono quasi le 10 di sera e tu avresti voglia e bisogno di parlare ma lei, algida, non è in vena. Mica c'erano altre idiote come me in sala d'attesa. Pensi: vabbè, mi toccherà di scrivere un po'.

La palestra? Seee...La fai in casa, in giro, tornando coi sacchi addosso più il cirolo, al parchetto, correndogli dietro come una cretina perchè anche quando è mezzo malato non sta fermo un momento.

E allora tornando dal parchetto, vai al supermercato, che ti è venuta una voglia matta di sapori estivi.
Compri qualcosa, ah sì, guarda che bel peperone, guardaaaa i pomodori secchi in offerta, mitico. Ah sì il detersivo.
Arrivi a casa, apri una latta di mais, con ogni probabilità geneticamente modificato, lo butti in insalatiera e ne spizzichi una, di quelle robette gialle.
Robette sfiziose da campeggiatori improvvisati, da gente con lo zaino in spalla.
Che voglia che ho.
Di uno zaino pesante e una vita un po' più leggera. Mica è la famiglia, è l'estero.