Monday, June 25, 2018

Wieniger café

Stamattina non c'era molto in casa, Iago ha smangiucchiato qualche biscotto e bevuto un succo, tanto all'asilo, per fortuna, poi gli danno subito la frutta.
Sveglie anche le due signorine, la più grande ormai senza scuola, siamo andate a far colazione nel caffé più carino del circondario, aperto tutti i giorni, visto il traffico di turisti.
Ciccina sbraitante permettendo, mi stavo gustando tutte le calorie di uno scone con burro e marmellata. Mi guardavo attorno, rappresentanti dell'umanità che ordinavano, ricevevano e mangiavano la loro colazione, spensierati come i turisti sanno essere. In questo sereno angolo d'Europa poi.
Per altri viaggiatori non é proprio così.

Tra i mille pensieri iniziati e mai verbalizzati né conclusi, le mamme nei caffé di Roma, Vienna, Monaco e Berlino di 80 anni fa. Che facevano una colazione con i loro bimbi, finite le scuole, iniziata l'estate.
Mi sono ricordata di tutte le volte che ci siamo chiesti: "ma com'è stato possibile? com'è iniziato tutto? come hanno fatto nazioni intere a cadere nella soluzione finale? come sono riusciti a farne una cosa normale, socialmente accettabile?".
Ho detto a Dunia: "la risposta ce l'abbiamo davanti, ora, in Italia. Lo stanno facendo. Inizia così.  La cosa più scioccante è che è già accaduto. Che noi sappiamo. 80 anni fa sapevano molto meno. Noi, invece, sappiamo. Ma ce la stanno facendo."
Le ho detto, ancora una volta, di non ascoltare mai chi parla dei "neri", degli "zingari", mi ha detto che tanti ragazzini della sua età  parlano così. In questo sereno angolo d'Europa.
Le ho detto di non ascoltarli mai. Mi ha chiesto: "quantos anos achas que eu tenho? (quanti anni pensi che io abbia?)".

Parliamoci sempre con i nostri figli.
#apriteiporti

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